Parafarmacie: “Venderemo le Ffp2 a 0,75 euro anche se nessuno ce lo ha chiesto”

Parafarmacie: “Venderemo le Ffp2 a 0,75 euro anche se nessuno ce lo ha chiesto”

Roma, 10 gennaio – “Consapevoli del nostro ruolo nella società italiana e fermi nella volontà di continuare a dare il nostro contributo alla popolazione, decidiamo di consigliare alle parafarmacie italiane, su base volontaria, di praticare il prezzo calmierato di 0,75 euro per ogni mascherina Ffp2”.

A comunicare la decisione – volta a “schierare” le parafarmacie sulla stessa  linea di comportamento concordata dalla struttura commissariale per l’emergenza Covid con le sigle delle farmacie pubbliche e private – è un comunicato stampa congiunto diramato venerdì scorso da Federazione nazionale delle parafarmacie italiane, Movimento nazionale liberi farmacisti e  Culpi.

Aderire al prezzo calmierato, spiega il comunicato, è una scelta responsabile “in continuità con la volontà già espressa di essere parte attiva nella lotta alla pandemia, più di quanto ci sia stato permesso finora”.  Secondo Fnpi, Mnlf e Culpi, infatti, alle parafarmacie – che pure “rappresentano uno strumento importante nella lotta al virus” e sono “un servizio essenziale per i cittadini” – non è stato consentito fin qui di dispiegare tutto il loro potenziale e la loro capacità di servizio a supporto della popolazione.

“Nonostante tutto il lavoro fatto dai farmacisti che vi operano in questi due anni, il ministro della Salute e il generale Figliuolo hanno ritenuto di ignorarle e di non dover stringere alcun accordo con le organizzazioni più rappresentative delle parafarmacie italiane sul prezzo delle mascherine Ffp2, come invece era accaduto in occasione delle mascherine chirurgiche” sottolinea la nota, rimarcando come  questo “ultimo episodio di una serie di ‘distrazioni’ …non agevola certo il lavoro di chi tutti i giorni cerca di aiutare i cittadini a fronteggiare Covid 19 e le sue varianti“.

Per Fnpi, Mnlf e Culpi,  le lamentate “distrazioni” del ministro della Salute e del commissario Covid –  che ritengono essere il frutto di cattivi consigli – si aggiungono agli ostacoli che non hanno permesso alle parafarmacie di assicurare un contributo più ampio nella lotta contro Covid, ad esempio partecipando all’esecuzione dei tamponi. “Ma interessi corporativi imperanti anche durante questa grave fase della diffusione del virus ce l’hanno impedito” conclude il comunicato, ribadendo che le parafarmacie, con i loro farmacisti, sono “una risorsa per la sanità, è giusto che i cittadini lo sappiano”.

 

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