Corte dei Conti, gestione Enpaf promossa con un warning: “I crediti vanno riscossi”

Corte dei Conti, gestione Enpaf promossa con un warning: “I crediti vanno riscossi”

Roma, 17 febbraio – Un avanzo di esercizio pari a 192,11 milioni, in netto aumento rispetto all’esercizio precedente (quando era stato di 109,94 milioni) e in una cornice nella quale  non si rilevano “significativi profili di criticità”. Suona come una promozione piena la valutazione che emerge dalla Relazione della Corte dei Conti sulla gestione 2019 dell’Enpaf, che i magistrati contabili invitano però ad avviare iniziative per  la “sollecita riscossione” dei contributi dovuti dagli iscritti, alla luce della loro consistenza (definita “rilevante”).

L’incremento dell’avanzo di esercizio, evidenzia la Corte, è sostanzialmente dovuto a due fattori: il primo è la diminuzione dei costi, il secondo l’incremento dei proventi finanziari da partecipazione, entrambi segnali evidenti di una gestione attenta e oculata dell’Ente.

Venendo ai dati di maggior rilievo che si  leggono nella Relazione, nel 2019 i contributi sono diminuiti dello 0,9%, passando da 179,814 milioni di euro a 178,265 milioni di euro, mentre nell’anno si registra un lieve incremento (+0,4%) della spesa per prestazioni pensionistiche, che si è attestata 153,035 milioni di euro a fronte di 24.945 trattamenti pensionistici erogati . L’indice di copertura è diminuito, riportandosi ai valori del 2017, attestandosi al 116 per cento, a fronte del 118 per cento del 2018. Il totale complessivo della spesa previdenziale e assistenziale ammonta, sempre nel 2019, a 165,626 milioni. Il numero dei pensionati, in costante riduzione fino al 2017, è tornato a crescere nel 2018 e nel 2019, in linea con l’andamento della spesa per pensioni. Si osserva che, nell’arco temporale preso in considerazione, l’importo della pensione media si mantiene sostanzialmente stabile. In crescita fino al 2016, a fronte di una lieve diminuzione avvenuta nel 2017, nel 2018 l’ammontare della pensione media è stato pari a 6.610 euro (in linea con quello del 2016) e nel 2019 a 6.624 euro.

La Relazione evidenzia come anche nel 2019 l’Enpaf abbia operato la convenzione stipulata con Emapi per assicurare prestazioni assistenziali agli iscritti a fronte di un costo, a carico dell’Ente, che, nell’esercizio considerato, pari a 5,7 milioni. La Corte, al riguardo, sottolinea come, a partire dal 2020, “potranno accedere alle prestazioni integrative solo gli iscritti in regola con la contribuzione”.

Non vengono rilevate criticità nella gestione dell’ente, sia relativamente al costo e ai compensi degli organi sia per il costo del personale (82 unità al 31 dicembre 2019, una in meno rispetto all’esercizio precedente), sia per gli emolumenti spettanti agli organi, per i quali sono stati spesi nell’anno preso in esame 346.931 euro, con un incremento rispetto al 2018 (302.061). Gli oneri del personale sono stati invece pari a 5.115.015 euro, anche questi  in aumento (+ 77.896 euro) rispetto all’esercizio precedente.

I crediti, secondo quanto si legge nel documento, sono l’unico capitolo che presenta qualche aspetto critico: ammontano a 69,29 milioni e sono quasi interamente dovuti (64,1 milioni) a “crediti verso iscritti e terzi contribuenti”, riferibili in prevalenza “a crediti da contribuzione soggettiva che, in crescente aumento nell’ultimo quinquennio, si attestano nel 2019 a 52,57 milioni e ai crediti nei confronti delle Asl inerenti al contributo dello 0,90% per cento, nel 2019 pari a 11,4 milioni”.

E proprio qui prende corpo l’unica sollecitazione critica dei giudici dei conti: “Tenuto conto della rilevante consistenza dei crediti verso gli iscritti, si ribadisce, ancora una volta, l’esigenza che l’Ente ponga in essere ogni utile iniziativa ai fini della sollecita riscossione, anche precisando nella nota integrativa dei bilanci di ciascun esercizio quali siano state le iniziative intraprese e quali risultati abbiano conseguito”.

Nel 2019 il risultato della gestione del patrimonio mobiliare e immobiliare è stato pari a 14,8 milioni, in forte diminuzione rispetto al precedente esercizio nel quale era stato pari a 36
milioni, a causa, principalmente, di minusvalenze da svalutazione”
Anche il risultato riferito alla gestione previdenziale e assistenziale è diminuito, fermandosi a 108,9 milioni contro i 116,3 milioni dell’esercizio 2018. La gestione reddituale ha determinato un flusso finanziario pari a 118,48 milioni. Il flusso finanziario mette in evidenza, rispetto al precedente esercizio, una maggiore attività di investimento in attività finanziarie non immobilizzate per 241,8 milioni.

La liquidità a fine esercizio 2019 è risultata pari a 262,32 milioni, quasi perfettamente coincidente con i 262,37 milioni della liquidità di inizio esercizio. L’Enpaf ha predisposto il rendiconto finanziario elaborato con il metodo indiretto, ponendo a confronto i risultati del 2019 con quelli del 2018 ed evidenziando che nel 2019 la gestione reddituale ha determinato un flusso finanziario pari a 118,48 milioni. Il flusso finanziario mette in evidenza, rispetto al precedente esercizio, una maggiore attività di investimento in attività finanziarie non immobilizzate per 241,8 milioni. 

La gestione separata del contributo dello 0,15 % risulta dal rendiconto patrimoniale ed economico delle attività svolte per effetto di tale differente gestione e nel 2019 ha registrato un
avanzo di esercizio di 197.363 euro, derivante dalla differenza tra ricavi (5.752.927 euro) e costi (5.555.564 euro).
Per effetto dell’andamento economico dell’esercizio, il patrimonio netto della gestione autonoma è passato dai 4,45 milioni del 2018 ai 4,65 milioni del 2019.

Resta in buona sostanza del tutto confermata la valutazione positiva della magistratura contabile sulla gestione dell’ente previdenziale dei farmacisti, in linea con quelle riportate nelle relazioni della Corte degli esercizi precedenti. Valutazione che, ovviamente, guarda anche alla sostenibilità nel lungo periodo, anch’essa promossa: Il bilancio tecnico evidenzia che i dati prospettici indicano un sostanziale equilibrio economicofinanziario della gestione previdenziale” scrive infatti  la Corte dei Conti “con saldi previdenziali che si mantengono positivi per tutto il periodo di osservazione (in crescita fino al 2020, con un trend decrescente fino al 2047 e di nuovo in aumento negli anni successivi).

 

Corte dei Conti – Relazione sul risultato del controllo eseguito  sulla gestione finanziaria dell’Enpaf, 2019

Print Friendly, PDF & Email
Condividi