Roma, 3 dicembre – “Come ormai accade ogni anno, le nostre Giornate si confermano un momento di confronto per tutto il settore, nel quale temi di ampio respiro si susseguono ad
altri riguardanti l’operatività quotidiana della farmacia. Il tutto sempre accompagnato dalla franchezza di vedute e spirito collaborativo”.
Questo il primo commento del presidente di Assofarm Luca Pieri (nella foto del titolo), al termine della VIII edizione delle Giornate nazionali delle Farmacie comunali, svoltasi a Venezia a Ca’ Vendramin il 28 e 29 novembre. La manifestazione è stata onorata dalla presenza di un parterre de roi rappresentativo delle istituzioni (Parlamento, Governo e Regioni) e di tutta la filiera del farmaco (industria, farmacia privata, distribuzione intermedia, Fofi) e ulteriormente impreziosita dagli interventi di alcuni dei più autorevoli esperti del settore.
Particolarmente significative, scrive in un comunicato stampa diffuso ieri il segretario generale di Assofarm Francesco Schito, le parole del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, secondo il quale le farmacie comunali sono prima di tutto “centri di umanità”. Una definizione che – in effetti – è in perfetto accordo con quello che è la natura di questi presidi di salute da più di 120 anni, ovvero da quando a Reggio Emilia fu creato il primo presidio comunale per dare risposta a quel 60% di popolazione che non si poteva permettere di acquistare farmaci.
Nel corso dell’importante appuntamento, come ha avuto cura di osservare Pieri nell’editoriale che ha dedicato all’evento sull’ultimo numero del notiziario Assofarm, sono stati proposti “argomenti poco trattati dal dibattito nazionale, che hanno sapientemente mescolato scenari di lungo periodo con questioni assai più prossime”.
Paradg
imatico, al riguardo, l’intervento di Marco Alessandrini (nella foto), responsabile Health & Pharma della Banca del Fucino, che si ha voluto approfondire la relazione, densa di criticità, tra evoluzione demografica nel nostro Paese e futuro delle farmacie. Cruciale la domanda posta da Alessandrini: se nei prossimi decenni la popolazione italiana continuerà a calare ai ritmi attuale (ed è quello che purtroppo si teme fortemente che possa accadere, visto che i tassi di natalità continuano drammaticamente a scendere), come sarà possibile livelli di utenza sufficienti a garantire la sopravvivenza di tutte le farmacie della pianta organica?. Interrogativo in effetti ineludibile, anche se al problema del cosiddetto “inverno demografico” la filiera del farmaco non sembra aver dedicato fin qui troppa attenzione, quasi fosse una questione del tutto residuale.
Significativo anche l’intervento del direttore della sezione italiana della National medicines verification organization (Nmvo) Marcello Matarrelli, dedicato al nuovo sistema di tracciatura europea dei farmaci, per il quale sta per scattare l’ora X anche in Italia (nel febbraio 2025) dopo gli anni di proroga concessi al nostro Paese in forza del fatto che il sistema di bollini da noi utilizzato assicurava elevati livelli di sicurezza nel monitoraggio del percorso dei farmaci. La proroga, però, è inevitabilmente giunta a termine e dal prossimo mese di febbraio anche l’Italia dovrà uniformarsi alle procedure e agli standard europei, operazione certamente non semplice che rischia di esporre le farmacie a forti disagi operativi e pesanti sanzioni in caso di irregolarità.
Di sciuro rilevo strategico anche le considerazioni espresse dal presidente della Fondazione ReS
Nello Martini (nella foto), storico “fondatore” e primo direttore generale di Aifa. “Nel corso degli ultimi decenni la farmacia ha perso centralità, e ciò è accaduto aseguito del progressivo aumento della distribuzione diretta dei farmaci biotech ad alto costo” ha detto l’autorevole esperto e studioso di sistemi farmaceutici. “Oggi la farmacia distribuisce principalmente farmaci vecchi e a brevetto scaduto. Solo se la nuova remunerazione e la convenzione cambieranno questa situazione, potremo parlare davvero di sanità di prossimità. Se ciò non accadrà, potremo avere tutti i servizi sanitari che vogliamo, ma la farmacia perderà comunque centralità”.
L’appuntamento veneziano di Assofarm, osserva Pieri, ha raccolto davvero “tutti i principali player della filiera, cosa che francamente capita molto di rado”, facendo emergere “le criticità vissute da ogni singolo attore, ma nel complesso confermando il momento positivo vissuto dal settore, e soprattutto l’ottima capacità di dialogo e collaborazione”.
“Dovremmo sfruttare questo potenziale per concretizzare il grande patrimonio di opportunità che abbiamo creato negli ultimi anni” conclude Pieri, “Oggi finalmente la nuova remunerazione, il rinnovo della convenzione, i servizi in farmacia sono tutti risultati alla nostra portata”. Ma al presidente di Assofarm non manca di far osservare che i traguardi, ancorché a portata di mano, devono ancora essere raggiunti: “Nulla può essere dato per già fatto” afferma Pieri, osservando che purtroppo “sono proprio le farmacie a tentennare nella realizzazione di quelle riforme che hanno voluto per tanto tempo. Dopo che per almeno quindici anni abbiamo invocato la farmacia dei servizi, oggi in nessuna Regione si è speso più del 50% dei budget messi a disposizione per la sperimentazione. Andando avanti così, rischiamo di perdere l’opportunità per la quale ci siamo battuti”.
E per far comprender qual è la vera posta in gioco, Pieri spiega che in ballo “non ci sono solo i bilanci delle farmacie e il ruolo più dinamico che esse potrebbero assumere nel Ssn. Questa titubanza collettiva rischia di privare i cittadini di una riforma tra le più impattanti sulla loro futura qualità della vita. Servizi in farmacia significa infatti una sanità di quartiere, a pochi minuti da casa propria. Di fronte ad una questione pubblica così importante” conclude il presidente di Assofarm “credo che le farmacie comunali dovrebbero assumere maggiore protagonismo, proprio in forza della loro ragion d’essere, del loro unicum sociale, accettando con entusiasmo la sfida dei servizi con lo stesso entusiasmo ed etica pubblica dei nostri padri fondatori”.


