Roma, 30 settembre – Le storie, simili, sono riportate in bella evidenza nella pagine di cronache del quotidiano più diffuso della Capitale, lo storico Il Messaggero: due malcapitati cittadini, un uomo e una donna, colpiti entrambi da infarto in due diversi quartieri della città, sono ancora in vita per avere avuto la buona sorte di essersi rivolti in farmacia ed aver incontrato professionisti pronti ad affrontare anche situazioni di straordinaria urgenza.
Lasciamo parlare Il Messaggero, che in un articolo pubblicato ieri, firmato da Camilla Mozzetti, riferisce le “due storie di persone con fatti acuti salvate nelle farmacie della
Capitale a riprova di come – pur non essendo assolutamente dei pronto soccorso – come ricorda il presidente di Federfarma Roma Andrea Cicconetti (nella foto) – le farmacie rappresentano dei presidi utili al territorio”.
Il primo caso si è verificato ad Acilia, borgata nel quadrante occidentale della città tra la via Ostiense, la via del Mare e Ostia: “Era metà mattina quando un ragazzo è entrato di corsa chiedendo aiuto per il padre che non respirava” racconta a Il Messaggero il titolare della farmacia, Alberto Angelini. “Subito dopo è entrato anche l’uomo, era molto agitato, parlava male, il figlio diceva che aveva avuto una reazione allergica e così la dottoressa in servizio gli ha somministrato subito tre milligrammi di Bentelan chiamando il 118“.
Ma – scrive il quotidiano – pur con il cortisone l’uomo non migliorava, al contrario. “Sudava acqua – prosegue Angelini – poi si è accasciato, la collega era sempre in contatto con il 118 e abbiamo attivato una triangolazione telefonica che ha unito nella conversazione anche un medico rianimatore. Chiedevamo a quale distanza si trovasse l’ambulanza e ci rispondevano a circa tre chilometri così lo specialista ci ha detto di prendere subito i parametri vitali, ovvero la saturazione dell’ossigeno, il battito e la pressione“.
Ma la situazione continuava a rimanere drammatica, con la pressione non saliva e il battito e la saturazione completamente irregolari. “Quell’uomo era scompensato – aggiunge ancora il titolare della farmacia – così il medico dell’ambulanza che nel mentre si era avvicinata ma era ancora a circa due chilometri di distanza sentendo la situazione ci ha ordinato per ben due volte di somministrare l’adrenalina“.
“Una pratica questa di emergenza che deve essere svolta da un medico ma che se non fosse stata fatta, l’uomo sarebbe quasi certamente morto” riporta il quotidiano romano. “La mia collega di fronte all’ordine, perché così lo posso definire, del medico del 118 ha titubato, ma poi lo specialista ce lo ha ripetuto per ben due volte e così abbiamo fatto iniettando l’adrenalina a quell’uomo che dopo poco si è poi ripreso”. Poi, per buona sorte, gli eventi hanno preso una piega più favorevole: è arrivata l’ambulanza, il paziente è stato subito preso in carico e trasferito in ospedale cosciente e vigile.
Praticamente in contemporanea, in tutt’altra parte della città, a via Ojetti, quartiere Talenti, importante zona commerciale e residenziale della zona nord della città, è entrata nella farmacia Muzi una signora, con la richiesta di effettuare un elettrocardiogramma perché, come spiegato a Il Messaggero dal titolare dell’esercizio Fabrizio Muzi “la notte si era sentita poco bene, avendo noi il servizio di telemedicina a pagamento, abbiamo provveduto ad eseguire l’esame inviandolo in tempo reale a un cardiologo collegato a distanza. Solitamente le risposte arrivano dopo qualche ora ma questa volta il medico, vedendo il tracciato, ci ha chiamato dicendo di allertare subito il 118 perché la signora aveva un infarto in corso”.
Da qui, continua l’articolo, l’arrivo dell’ambulanza e il salvataggio della signora. “In quei pochi minuti di attesa – conclude Muzi – la donna ci ha raccontato che aveva già avuto un infarto e che, sentendosi poco bene la notte, aveva pensato di sua iniziativa di fare un elettrocardiogramma in farmacia”. Una decisione che, probabilmente, le ha salvato la vita, grazie anche alla fortunata circostanza di avere nei pressi di casa una farmacia attrezzata per erogare la prestazione di telemedicina richiesta.
E proprio a questo punto cruciale è riservata la conclusione del quotidiano: “Uno stesso giorno, due fatti acuti, due persone salvate grazie anche a quella rete e al progetto di telemedicina attivo da tempo nelle farmacie con un’unica nota dolente: il servizio per elettrocardiogrammi, Holter pressorio e cardiaco è a pagamento”.
Situazione che la cronista de Il Messaggero fa commentare allo stesso presidente dei titolari di farmacia romani Cicconetti: “Il servizio di telemedicina è attivo in più di mille farmacie sulle 1.700 totali del Lazio” è la sua conclusione. Ma, a scanso di equivoci, il presidente di Federfarma Roma si preoccupa di aggiungere che, al netto dei due episodi di ieri, “la farmacia non deve essere confusa con un pronto soccorso, ma è un luogo di accoglienza e di supporto che può fare la differenza”. Proprio per questo, però, meriterebbe una diversa considerazione, nell’interesse della salute dei cittadini: “Oggi la telemedicina nel Lazio è ancora attiva solo a pagamento” sottolinea Cicconetti. “Siamo in attesa che la copertura del Servizio sanitario regionale permetta di rendere questi servizi accessibili a tutti”.
La speranza, dei cittadini prima ancora che dei farmacisti, è che l’attesa non duri molti: ma questo dipende da chi governa e amministra la Regione. Quel che è certo è che Cicconetti, visto anche la giornata di ieri era proprio quella dedicata alla salute del cuore, ha poi colto l’occasione per ribadire con forza, via social, “l’impegno delle farmacie come primo presidio di prevenzine e prossimità, a fianco della comunità”.