Roma, 2 marzo – Una nuova pillola giornaliera, che combina due attuali farmaci per il trattamento dell’Hiv (bictegravir e lenacapavir), potrebbe essere in grado di sostituire i regimi terapeutici più complessi utilizzati dalle persone che convivono con il virus. È il risultato che emerge da un nuovo studio clinico di fase 3 pubblicato su The Lancet lo scorso 25 febbraio, stessa data della sua presentazione alla Conference on Retroviruses and Opportunistic Infections 2026 tenutasi nella stessa data a Denver, Colorado.
Il trial, coordinato dalla professoressa è stato condotto su oltre 550 persone con Hiv in 15 Paesi e ha dimostrato che il nuovo trattamento mono-compressa è stato “altamente efficace” nel mantenere la soppressione virale (livelli di virus Hiv inferiori a 50 copie/mL). Quasi il 96% dei partecipanti passati a questo regime semplificato ha mantenuto la soppressione virale senza che sia stata segnalata alcuna nuova resistenza ai farmaci. I partecipanti che hanno continuato i loro attuali trattamenti multi-compressa hanno mostrato risultati simili, mantenendo la soppressione virale a un tasso di circa il 94-96%.
L’età media dei pazienti arruolati era di 60 anni (le fasce d’età erano comprese tra 22 e 84 anni), un’età più elevata rispetto a quella solitamente inclusa negli studi clinici sui farmaci anti-Hiv. La maggior parte assumeva tra 2 e 11 pillole al giorno per il trattamento dell’Hiv, con circa il 40% che assumeva anti-retrovirali più di una volta al giorno. Molti partecipanti hanno anche segnalato altre patologie, come malattie cardiovascolari o renali, e la maggior parte presentava resistenza alla precedente terapia anti-Hiv.
Nello studio, non sono stati identificati problemi di sicurezza significativi o nuovi con la pillola giornaliera e la maggior parte dei pazienti ha riscontrato meno effetti collaterali correlati ai lipidi, come l’aumento dei livelli di colesterolo, il che suggerisce un ulteriore potenziale beneficio per i soggetti a rischio di malattie cardiache, spiegano gli esperti.
Le persone coinvolte nello studio hanno riferito che la nuova opzione terapeutica era più facile e comoda da assumere, il che può contribuire a favorire un’aderenza costante alla terapia farmacologica giornaliera. Gli autori evidenziano come questo sia particolarmente importante per gli anziani che convivono con l’Hiv, per le persone con una storia pregressa di resistenza ai trattamenti o per coloro che assumono farmaci aggiuntivi per gestire patologie legate all’età, oltre ai farmaci anti-Hiv.
Sono ora in corso ulteriori studi clinici per confermare la sicurezza e l’efficacia a lungo termine della compressa combinata Bic/Len.


