Roma, 10 marzo – Si è presa qualche giorno di tempo, l’Aifa, prima di intervenire nella querelle scatenata dal Dataroom pubblicato sul Corriere della Sera del 23 febbraio scorso, molto critico – per usare un eufemismo – sull’andamento della spesa farmaceutica e, in particolare, sul suo presunto aumento “fuori controllo” frutto anche di decisioni sospettate di aver voluto favorire alcuni degli stakeholders. Un’analisi che – come è ben noto – ha scatenato una canizza di reazioni, inclusa quella del primo promotore dei provvedimenti messi sotto accusa da Dataroom, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.
Tra le voci sollevatesi allo scopo di dimostrare la fallacia delle tesi portate avanti dall’inchiesta di Dataroom non si era ancora sentita – almeno in via ufficiale – quella di Aifa, l’agenzia regolatoria nazionale, tirata in ballo dalle autrici del servizio, Milena Gabanelli e Simona Ravizza, per aver sostenuto (in linea con le dichiarazioni di Gemmato) che lo spostamento delle glifozine dalla distribuzione diretta alla farmacia convenzionata ha prodotto risparmi. Soltanto ieri, a due settimane dalla pubblicazione della controversa inchiesta, Aifa è intervenuta sull’argomento con una nota ufficiale pubblicata sul suo sito, per fornire “in un’ottica di piena trasparenza, i dettagli e le verifiche tecniche su quanto riportato (da Dataroom, NdR), oltre alle informazioni già condivise con il Ministero della Salute e le Regioni”.
Aifa comincia con il ricordare che “il calcolo dell’impatto economico della riclassificazione delle gliflozine, come affermato nel servizio giornalistico citato, è molto complesso, poiché coinvolge molteplici variabili tecniche. Proprio per questo motivo non può essere ricondotto a una mera semplificazione aritmetica”. E allo scopo di chiarire in modo definitivo i criteri di calcolo e l’utilizzo delle fonti, Aifa fornisce in allegato l’analisi tecnica (data check) “predisposta dagli uffici afferenti alla competente Direzione tecnico-scientifica”, da cui emergono alcuni rilievi metodologici ai conti fatti e diffusi da Dataroom. Che presentano almeno tre evidenti e gravi criticità: 1) il calcolo è stato effettuato partendo da un prodotto che non rappresenta i consumi prevalenti delle gliflozine e utilizzando i dati di una singola Regione, senza tenere conto dell’effettiva variabilità territoriale; 2) non sono stati considerati rilevanti elementi regolatori, e ciò ha condotto a una ricostruzione incompleta e metodologicamente non corretta del quadro complessivo; 3) è stato incluso nel calcolo un fattore non pertinente, quale il payback di ripiano dello sfondamento a livello nazionale del tetto degli acquisti diretti.
Il calcolo di Dataroom, osserva Aifa, avrebbe inoltre dovuto considerare (ma non si è nemmeno posto il problema di farlo) costi finanziari, amministrativi, di stoccaggio e di distribuzione dei medicinali, collegati agli acquisti diretti da parte delle strutture sanitarie regionali, voci di costo “che non sono nella disponibilità dell’Agenzia e che non fanno parte dell’ordinaria attività di monitoraggio della spesa farmaceutica”, trattandosi di capitoli di spesa afferenti al bilancio delle Regioni. “Il costo del servizio di distribuzione per conto è solo una delle componenti di tali oneri contabilizzati nel bilancio delle strutture sanitarie regionali” si legge ancora nella nota Aifa. “Tali elementi concorrono ad aggravare i costi collegati all’erogazione tramite acquisti regionali”.
L’agenzia regolatoria nazionale entra quindi nel vivo spiegando quello che è stato il suo operato: “L’Aifa ha svolto l’attività di riclassificazione da A-Pht ad A in ossequio alla normativa vigente, come disposto dall’art. 1, comma 224 della Legge 213/2023, e nell’ambito del proprio perimetro di operatività amministrativa, andando a incrementare i risparmi a vantaggio del Ssn e delle Regioni attraverso: ♦ il recupero del valore degli sconti confidenziali negoziati da Aifa anche a fronte dell’erogazione dei medesimi medicinali nel canale della convenzionata; ♦ l’ulteriore rinegoziazione del prezzo di cessione al Ssn dei medicinali oggetto di riclassificazione”.
La nota conclude annunciando la convocazione, per il 12 marzo 2026, di una riunione del Tavolo di coordinamento tecnico Aifa-Regioni. “L’incontro avrà lo scopo di acquisire le osservazioni delle Regioni” informa l’agenzia, oltre che di “fornire eventuali chiarimenti tecnici (incluso il tema del payback di ripiano dello sfondamento a livello nazionale del tetto degli acquisti diretti) e richiedere i dati amministrativi aggiornati sulle confezioni erogate, qualora questi risultassero differenti da quelli utilizzati da Aifa e già comunicati dalle Regioni stesse nei flussi informativi ufficiali (Ministero della Salute e Tessera Sanitaria)”.


