Meningite in UK, ministero rassicura: “Nessun caso in Italia, rafforzata la sorveglianza”

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Roma, 24 marzo – Dopo la rassicurazione dell’Ecdc, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, arriva anche quella del mostro Ministero della Salute: in Italia al momento “non sono segnalati casi correlati al focolaio di meningite in Gran Bretagna”. Ad affermarlo con una dichiarazione all’agenzia Adnkronos Salute è Maria Rosa Campitiello (nella foto), capo dipartimento della Prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie del ministero della Salute, escludendo rischi immediati collegati al focolaio epidemico scoppiato la scorsa settimana nel Regno Unito, dove sono stati censiti dalla UK Health Security Agency, l’organismo incaricato di sorvegliare la sicurezza sanitaria nazionale, 34 contagi (dati aggiornati al 20 marzo) con due morti, uno studente di 21 anni e una studentessa di 18. Le autorità sanitarie inglesi hanno anche precisato di non poter ancora confermare che l’epidemia – diffusasi i fra i giovani di alcune università e scuole del Kent, nel sud dell’Inghilterra – sia stata circoscritta.

Il rischio che possa estendersi all’Unione europea, aveva immediatamente precisato l’Ecdc, è però “molto basso, data la bassissima probabilità di esposizione e infezione”. L’agenzia europea ha anche precisato che le infezioni inglesi sono dovute al batterio Neisseria meningitidis, che in genere causa focolai circoscritti “a piccoli gruppi attorno ai casi accertati o in luoghi dove si radunano molte persone”, e sebbene possano verificarsi alcuni casi secondari tra i contatti stretti dei casi accertati, “la malattia non si diffonde nella comunità come, ad esempio, un virus respiratorio”.

Anche il nostro ministero è intervenuto per stroncare sul nascere eccessi di allarmismo, informando in ogni caso di aver subito avviato un innalzamento della soglia di attenzione: “Abbiamo inviato una nota informativa alle Regioni e Province autonome per rafforzare le attività di sorveglianza e garantire la tempestiva individuazione di eventuali casi sospetti” afferma Campitiello, “in particolare tra persone con recente viaggio nel Regno Unito. Si ricorda che la malattia meningococcica è rara, ma può avere un decorso grave”. 

“In presenza di sintomi compatibili è importante rivolgersi tempestivamente a un medico” ha quindi raccomandato Campitiello, sottolineando che  “il ministero della Salute monitora l’evoluzione della situazione in stretto raccordo con le autorità sanitarie regionale ed europee”.

Per quanto l’espansione dell’infezione al resto dell’Europa sia improbabile, infatti, la possibilità di contagio nel caso di pazienti con viaggi nelle aree interessate dall’infezione non può essere del tutto esclusa, e dunque una stretta vigilanza si impone.  Secondo gli ultimi dati dell’Ecdc, nei Paeri dell’Unione europea e dello Spazio economico europeo, nel 2024 si sono verificati 2.263 casi di malattia meningococcica invasiva, di cui 202 fatali. Il sierogruppo B ha rappresentato il 55% dei casi.

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