Roma, 31 marzo – In Aifa, pur in presenza di un orientamento negativo già espresso dalla Cse (Commissione scientifica ed economica), resta ancora sospeso il giudizio sulla rimborsabilità degli anticorpi monoclonali anti Alzheimer lecanemab e donanemab. Dopo l’ultima seduta del Cda dell’agenzia regolatoria nazionale – con il via libera alla rimborsabilità di un nuovo medicinale, sette estensioni di indicazioni terapeutiche e tre farmaci equivalenti (ne parliamo in questo articolo) – il parere sull’ammissione alla rimborsabilità Ssn delle nuove terapie autorizzate dall’Unione europea per il trattamento delle fasi iniziali della malattia di Alzheimer resta temporaneamente congelato. L’Aifa ha però formalizzato in una nota l’impegno di convocare, “vista la rilevanza sociale della tematica… le associazioni dei pazienti e le società scientifiche di riferimento per approfondire le questioni relative ai criteri di eleggibilità e agli aspetti organizzativi di questi trattamenti”.
Nei giorni scorsi, proprio pazienti ed esperti avevano espresso preoccupazione per il già ricordato orientamento negativo della Cse sulla rimborsabilità dei due anticorpi monoclonali anti-Alzheimer (si tratta, com’è noto, di Leqembi, sviluppato dalla giapponese Eisai insieme all’azienda partner statunitense Biogen e di Kisunla, sviluppato da Lilly). I timori erano riferiti soprattutto al rischio che si creassero differenze e difficoltà nell’accesso alle terapie, considerate da chi vive la malattia una speranza per agire e provare a rallentarla.


