Roma, 8 aprile – In una situazione internazionale segnata da scenari di guerra sempre più estesi e minacciosi, che già da tempo fanno sentire i loro pesantissimi effetti a livello globale, lo spettro più temuto è quello di una crisi energetica ed economica dalle conseguenze devastanti anche per i Paesi più ricchi e avanzati, come quelli europei, all’apparenza estranei ai conflitti in corso.
Le prime avvisaglie della crisi energetica provocata dell’esplosiva situazione medio-orientale e, in particolare, dal blocco dello stretto di Hormuz seguito alla guerra scatenata da Israele e USA contro l’Iran, hanno già cominciato a mordere e non sono pochi i Paesi (a partire dal nostro) che paventano l’arrivo di tempi molto duri e cercano di prepararsi per tempo a situazioni e condizioni necessitate di austerity. Che – inevitabilmente – colpiranno anche settori vitali come la sanità. Come ridurre al minimo i danni? Come tutelare il sistema di protezione della salute fronteggiando eventuali ulteriori ristrettezze? Su quali leve agire?
Questo il tema di fondo della sollecitazione rivolta da Adnkronos Salute a Silvio Garattini (nella foto), fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs. Che, anche in questa occasione, ha tenuto il timone dritto sulle sue solide convinzioni: “Il più efficace strumento di tutela della salute è la prevenzione” ha detto il farmacologo. “Evitare malattie prevenibili significa ridurre il ricorso a farmaci, esami diagnostici e interventi del Servizio sanitario nazionale. Oggi, infatti, una quota rilevante delle prestazioni erogate riguarda patologie che, in molti casi, potrebbero essere evitate. Anche le liste d’attesa sono in parte legate a questo fenomeno”.
Se il sistema di sanità del Paese dovesse trovarsi di fronte a un inasprimento delle situazioni di difficoltà, insomma, il copione non solo non deve cambiare, ma deve semmai essere recitato esponenzialmente meglio rispetto a quanto fatto finora. Garattini si avvale, come “esempio significativo”, del diabete: “In Italia si contano circa 4,5 milioni di persone con questa malattia, con importanti conseguenze sulla salute individuale e sul sistema sanitario” ricorda il professore.
“Il diabete di tipo 2, in particolare, è spesso prevenibile attraverso stili di vita corretti: attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, riduzione degli zuccheri e controllo del peso corporeo. Lo stesso vale per i tumori: si stima che quasi il 50% dei casi sia evitabile. Ogni anno in Italia circa 180mila persone muoiono per cancro, e la metà di questi decessi è legata a fattori di rischio modificabili come fumo, consumo di alcol, uso di droghe e dieta non equilibrata, in particolare un eccesso di carne rossa”.
Garattini non ha dubbi: “Meno malattie significano meno bisogno di cure. Chi non si ammala – osserva il farmacologo – riduce la necessità di farmaci, visite, esami e controlli. La prevenzione resta quindi una priorità, sia per la salute dei cittadini sia per la sostenibilità del sistema sanitario”. In questa direzione, lo scienziato propone un semplice vademecum, certamente conosciuto. Ma mai come in questo caso, come si dice, repetita juvant: 1) niente fumo; 2) evitare alcol e droghe; 3) limitare comportamenti a rischio come il gioco d’azzardo; 4) praticare attività fisica (almeno 300 minuti a settimana, in assenza di patologie); 5) dormire almeno 7 ore per notte; 6) curare le relazioni sociali; 7) seguire un’alimentazione varia e moderata, ispirata alla dieta mediterranea.
“Adottare queste abitudini” è la conclusione di Garattini “significa ridurre il rischio di malattie e, di conseguenza, il ricorso al Servizio sanitario nazionale”.


