Aleotti (Confindutria): “Spesa farmaci fuori controllo? Falsa narrazione, i dati dicono altro”

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Roma, 12 maggio – Spesa farmaceutica italiana fuori controllo? Assolutamente no: al contrario, in termini assoluti ha un’incidenza sul Pil  dell’1,06% inferiore del 15% rispetto alla media europea.

A sostenerlo, in totale controtendenza con la narrazione che – anche sulla scorta dei dati del Monitoraggio Aifa – tiene banco sui mass media Lucia Aleotti (nella foto), azionista e consigliere di amministrazione del gruppo Menarini e vicepresidente di Confindustria, in un’intervista rilasciata a Healthcare Policy per Formiche.net.

Aleotti sottolinea come “la spesa convenzionata sia addirittura in diminuzione storica da molti anni” e che “rispetto al 2006 è diminuita di circa 4 miliardi di euro”. Per la vicepresidente di Confindustria “è giusto che ci sia un’evoluzione positiva della spesa”, perché significa garantire accesso ai farmaci innovativi e ai trattamenti consolidati ai pazienti italiani, invitando a considerare che “siamo il Paese più vecchio d’Europa, sia come età media che come percentuale di over 65”.

Aleotti torna anche sul punctum dolens del payback, sostenendo che “una revisione è inevitabile”, e precisa che non esiste alcuna emergenza di spesa farmaceutica. “Chi parla di emergenza spesso non guarda i dati” afferma “perché c’è una quadratura di questa spesa che sta con la sostenibilità industriale e l’accesso del paziente alle nuove terapie”.

Sul ruolo dell’Europa: “Abbiamo già sperimentato quanto sia doloroso dipendere dall’estero per l’energia. Non dobbiamo arrivare a scoprire quanto potrebbe essere ancora più doloroso dipendere da potenze straniere per i farmaci” evidenzia Aleotti, a giudizio della quale l’Italia e la Ue si trovano oggi “indebolite sul fronte delle materie prime farmaceutiche e dei principi attivi necessari ai bisogni essenziali dei pazienti”, anche perché “la pressione sui prezzi ha progressivamente spinto queste produzioni fuori dall’Europa, verso l’Asia”.

Per questo giudica “molto lungimirante”  il tentativo – previsto nel Testo unico per il riordino della legislazione farmaceutica promosso dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato .  Gemmato – di riportare almeno parte della produzione dei principi attivi dei farmaci essenziali in Italia, ma avverte: “Se si riportano queste produzioni in Europa e in Italia, bisogna anche garantire che siano sostenibili dal punto di vista industriale. Altrimenti il sistema non regge”.

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