Roma, 21 maggio – Dopo la maratona di audizioni svoltesi da metà marzo al 5 maggio davanti alla 10a Commissione del Senato sul testo della legge che delega il Governo a riordinare la legislazione farmaceutica nazionale, oggi frammentata in centinaia di atti stratificati nel tempo e risalenti addirittura a un secolo fa, c’era il timore piuttosto diffuso che i senatori, ispirati dalla copiosa messe di critiche, proposte e suggestioni arrivate dalla pletora dei soggetti auditi, avrebbero lasciato galoppare a briglia sciolta il desiderium emendandi, traducendolo in un diluvio di proposte finalizzate a correggere/integrare il provvedimento.
Ma, almeno questa volta, il tanto tuonare delle audizioni non ha prodotto piogge torrenziali ma poco più che una pioggerella, se si considerano rilievo, importanza, portata e implicazioni della legge: gli emendamenti depositati dai gruppi
parlamentari allo scadere del termine fissato del 18 maggio sono stati infatti 302. A notificarne il numero è stata la senatrice leghista Maria Cristina Cantù (nella foto), vicepresidente della 10ª Commissione Affari sociali di Palazzo Madama, precisando che sono stati depositati anche sei ordini del giorno e che tutti i testi (proposte emendative e OdG) saranno pubblicati in un fascicolo che verrà reso disponibile come allegato al resoconto della prossima seduta di Commissione, la cui data deve essere ancora fissata.
L’iter del provvedimento, in ogni caso, è ormai prossimo a entrare finalmente nel vivo, con l’esame degli emendamenti e le discussioni di merito sugli (eventuali) interventi correttivi da apportare al testo, il tutto guardando sempre all’obiettivo finale. Che resta quello – più volte
rimarcato dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato (nella foto), deus ex machina del percorso di riforma della legislazione farmaceutica – di “portare a casa” il Testo unico entro la fine del prossimo mese di dicembre, per centrare gli ambiziosi obiettivi (largamente condivisi) di garantire equità e tempestività nell’accesso ai farmaci, rafforzare l’efficienza e la sostenibilità della filiera farmaceutica e assicurare un quadro normativo chiaro, coordinato e stabile, condizione indispensabile anche per garantire un contrasto più efficace a fenomeni globali come le carenze di medicinali sul mercato e l’antibiotico-resistenza e il rafforzamento della produzione nazionale di principi attivi.


