Roma, 25 maggio – C’è di tutto e di più nelle proposte emendative al disegno di legge (AS 1786) che delega al Governo il riordino della legislazione farmaceutica nazionale. Il fascicolo presentato alla Commissione Sanità del Senato che ha in carico l’importante provvedimento contiene sei ordini del giorno e circa 300 emendamenti. Numeri molto lontani dagli tsunami che in occasione di proposte legislative importanti (e questa certamente lo è) finiscono per sommergerle. Ma numeri pur sempre corposi.
Il fascicolo è aperto dai sei Ordini del giorno, che impegnano il Governo su diversi temi e meritano di essere qui di seguito velocemente sintetizzati. Il Parlamento impegna l’esecutivo a:
♦ potenziare le misure per contrastare la contraffazione dei farmaci e i reati correlati; adottare misure per migliorare l’accesso dei pazienti ai farmaci, anche attraverso procedure accelerate, in particolare nel settore dei farmaci oncologici;
♦ superare la frammentazione causata dai prontuari terapeutici regionali con l’adozione di un Prontuario terapeutico nazionale unico;
♦ valutare l’opportunità di introdurre norme utili a garantire l’accesso precoce ai farmaci innovativi per i pazienti affetti da patologie gravi, rare o privi di alternative terapeutiche adeguate;
♦ prevedere misure specifiche per rendere obbligatorio e strutturale il protocollo di collaborazione farmacia-Mmg per la gestione dei pazienti cronici in politerapia;
♦ introdurre misure per un miglior governo della spesa farmaceutica, come l’esclusione dalla rimborsabilità Ssn i farmaci che alimentano prescrizioni superflue e l’adozione di meccanismi stringenti per dare priorità assoluta ai farmaci equivalenti, laddove disponibili;
♦ promuovere una revisione del sistema Ecm orientata alla semplificazione amministrativa, alla valorizzazione delle competenze acquisite e all’introduzione di meccanismi premiali.
Per quanto riguarda gli emendamenti (agevolmente consultabili nel fascicolo disponibile a questo link), i fronti di intervento sono inevitabilmente molto ampi: con l’obiettivo del primum semplificare dichiarato fin da subito come target fondamentale dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, deus ex machina del provvedimento (nella foto), si parte dalla previsione di percorsi più fluidi e veloci per rendere agevole l’accesso alle terapie da parte dei cittadini (in primis quelle innovative) per spaziare poi dal rafforzamento della produzione nazionale di farmaci, anche valorizzando risorse pubbliche come lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (la proposta è quella di affidargli la produzione dei farmaci orfani e di quelli a rischio carenza), fino alla riduzione della spesa farmaceutica, passando per l’uscita dal meccanismo del payback. Il tutto passando attraverso altri dossier fondamentali come (solo per citarne qualcuno) la farmacia dei servizi, la tracciabilità dei farmaci, l’automedicazione responsabile, ma anche la donazione dei farmaci, da regolare con la massima trasparenza anche in ragione del suo rilievo etico,
A proposito della farmacia dei servizi, dalle proposte di correzione e integrazione al testo di legge del disegno avanzata dai parlamentari di legge traspare con nettezza la volontà di consolidare e portare a compimento il percorso di evoluzione delle farmacie di comunità, anche con l’impiego delle nuove tecnologie, per farne veri e propri presidi del sistema sanitario pubblico perfettamente integrati nella rete di assistenza primaria del territorio e in grado di contribuire alla presa in carico dei pazienti cronici, supportando così strutture e medici di famiglia.
Ma c’è ancora moltissimo altro, davvero di tutto e di più, come già anticipato in premessa. Tanto da rendere praticamente impossibile, nello spazio di una articolo, dare un resoconto esaustivo di tutti gli emendamenti accolti. Sui quali, però – ferma restando la possibilità, per chi lo volesse, di dar loro una sbirciata accedendo direttamente al fascicolo che li raccoglie – questo giornale non mancherà di tornare via via che il vaglio parlamentare ne decreterà l’esito, stabilendo quali e quanti andranno a integrare/modificare il testo di legge delega e quanti, invece, conosceranno la sorte del cestino. Perché la giostra del Testo unico, dopo le prime necessarie fasi istruttorie, ha di fatto appena cominciato i suoi giri decisivi: ci sarà dunque occasione e modo di parlarne ancora spesso, molto e con la dovuta attenzione.


