Ebola, rientro in Italia dal Congo della medico chirurgo di MsF entrata in contatto col virus

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Roma, 28 maggio –  Operava presso il centro di salute di Salamat (Bunia-Ituri), nella Repubblica Democratica del Congo, nel periodo in cui è stata dichiarata l’attuale epidemia di Ebola e dove è entrata in contatto con pazienti contagiati dal virus, la dottoressa italiana di Medici senza Frontiere della quale il Ministero della Salute ha organizzato il rientro in patria in sicurezza, predisponendo un passaggio all’Irccs Lazzaro Spallanzani di Roma per “la necessaria quarantena e la sorveglianza attiva”.

Come appena riferito, , il 16 maggio scorso la medico chirurgo è entrata in contatto nell’ambito della sua attività  con pazienti risultati poi positivi. Si tratta, quindi, di un caso di contatto diretto. Il medico ha anche eseguito un intervento chirurgico salvavita d’urgenza, il 18 maggio, su un bambino vittima dell’esplosione di una granata. Il bambino è un caso sospetto di Ebola il cui test non è ancora disponibile. La dottoressa, riferiscono alcune testate di informazione che hanno contattato Medici senza Frontiere, è “asintomatica e serena”, senza ottenere altre informazioni dalla ong, che ha spiegato di  “non poter condividere ulteriori informazioni in ottemperanza alla rigorosa riservatezza medica”.

In attesa degli esiti degli accertamenti ai quali sarà sottoposta la dottoressa, che con ogni probabilità saranno resi noti in giornata, il
Ministero della Salute ricorda che non ci sono casi di Ebola al momento in Italia e che l’allarme è molto basso nel nostro Paese.

“Il Ministero è attivo sin dal primo momento per tutte le attività di preparazione e sorveglianza” afferma una nota ufficiale diffusa ieri “e sta proseguendo il monitoraggio dell’evoluzione del quadro epidemiologico in raccordo con i territori e con le autorità sanitarie nazionale e locali”.

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