Mnlf su benzodiazepine e ricetta elettronica: “Diciotto mesi di ritardi e ora il caos”

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Roma, 6 luglio –  La vicenda dello stop&go (anzi, per essere precisi, del go&stop) concernente la prescrizione elettronica delle benzodiazepine ha provocato, tra le altre, l’immediata reazione del Movimento nazionale dei liberi farmacisti, che sul tema è già più volte intervenuto in passato (si veda qui e qui). In un comunicato diramato oggi, Mnlf  ripercorre il percorso di una questione che ancora deve trovare soluzione, dal momento che anche le ultime caotiche e dissonanti decisioni del MEF da una parte e del Ministero della Salute dell’altra, segnali dell’evidente difficoltà di comunicazione che impedisce alla nostra macchina amministrativa di programmare e coordinare anche una riforma prevista da una legge varata un anno e mezzo fa.

Diciotto mesi dopo l’entrata in vigore della norma della Legge di bilancio 202 che aveva infatti stabilito che, dal 1° gennaio 2025, tutte le ricette mediche dovessero essere emesse esclusivamente in formato elettronico, comprese le cosiddette “ricette bianche”, obbligo che – sottolinea la nota del Mnlf – “riguardava inevitabilmente anche le benzodiazepine e gli altri farmaci ansiolitici”, la situazione è infatti sempre al punto di partenza. E il ritardo nell’applicazione di norme varate da questo stesso governo è stato se possibile aggravato  dallo spettacolo di “improvvisazione e confusione a tutti i livelli” cui si è assistito nei giorni scorsi (ne riferiamo in questo articolo).

Già nel novembre 2025, il Movimento nazionale liberi farmacisti aveva chiesto che la prescrizione delle benzodiazepine fosse ricondotta esclusivamente alla ricetta elettronica per garantire tracciabilità, controllo delle prescrizioni e maggiore sicurezza per i pazienti, registrando le rassicurazioni al riguardo  – arrivate nel marzo 2026 – fornite dal sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato (nella foto) in risposta a un’interrogazione della deputata Luana Zanella, secondo le quali “il Ministero della Salute, insieme all’Agenzia italiana del farmaco e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, stava ultimando il lavoro necessario”.

“Una promessa rimasta lettera morta”, scrive il Mnlf nel suo comunicato, ricordando di essere intervenuto ancora alle fine dello scorso mese di maggio “per chiedere il rispetto della legge. Oggi assistiamo a un avvio gestito in modo approssimativo, che rischia di scaricare sui professionisti sanitari responsabilità e disagi che appartengono esclusivamente alle istituzioni. Tutto questo” evidenziano i liberi farmacisti “mentre il consumo di antidepressivi, ansiolitici e benzodiazepine continua a crescere, coinvolgendo sempre più anche adolescenti e giovani. Le cronache raccontano con frequenza crescente episodi di abuso associati ad alcol e oppiacei, un mix che può provocare depressione respiratoria e morte”.

Anche se non soprattutto qui affondano le radici della necessità della ricetta elettronica, che – scrive il Mnlf – “non è un semplice adempimento burocratico. È uno strumento essenziale per monitorare le prescrizioni, prevenire gli abusi, verificare la durata delle terapie e rafforzare la sicurezza dei pazienti. Per questo i ritardi accumulati sono ancora più gravi e l’assenza di indicazioni operative pericolosa”.

“Continuiamo a ritenere che lo Stato abbia tutte le competenze tecniche per applicare una legge approvata dal Parlamento” afferma ancora il Mnlf. “Se però dietro questi continui rinvii si nascondessero conflitti tra Ministeri, resistenze burocratiche o pressioni di altri interessi, ci troveremmo davanti a un fatto inaccettabile. Quando si parla di farmaci che possono creare dipendenza e mettere a rischio la vita delle persone, non c’è spazio per improvvisazioni, scaricabarile o giochi di potere. I cittadini hanno diritto a un Servizio sanitario che applichi le leggi con tempestività, competenza e senso di responsabilità. Su questo non sono ammissibili ulteriori ritardi”.

“La ricetta elettronica sulle benzodiazepine non è stata bloccata dalla tecnologia” conclude la nota del movimento dei liberi farmacisti “ma dall’incapacità della politica e della burocrazia di fare sistema. La tutela della salute pubblica non può essere ostaggio di inefficienze amministrative o di eventuali conflitti istituzionali”.

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