Roma, 13 luglio – Il Ministero della Salute ha pubblicato i risultati del monitoraggio dei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per l’anno 2024, attraverso il Nuovo sistema di garanzia (Nsg). Qui la sintesi dei risultati, dalla quale emerge che tutte le Regioni, con l’eccezione di Calabria, Sicilia e Provincia autonoma di Bolzano, registrano un punteggio superiore a 60 (soglia di sufficienza) in tutte le macro-aree. Provincia di Bolzano e Sicilia presentano infatti un valore insufficiente nell’area della prevenzione, mentre la Regione Calabria presenta un valore insufficiente nell’area distrettuale.
Il percorso di validazione dei dati, nella loro versione finale, predisposta dal Comitato permanente per la verifica dei livelli di assistenza (Comitato Lea), si è concluso nella riunione del 14 maggio 2026.
Nella consueta Relazione annuale sul monitoraggio dei Lea, a cura dell’Ufficio 6 della Direzione generale della programmazione e dell’edilizia sanitaria – Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio sanitario nazionale del Ministero della Salute, verranno illustrati i risultati completi con i valori di tutti gli indicatori Nsg.
Per ricordare schematicamente l’architettura del sistema, si può dire che il Nuovo sistema di garanzia, realizzato in collaborazione con i referenti istituzionali e tecnici delle Regioni e con esperti epidemiologi e statistici provenienti dal mondo universitario e della ricerca, si articola in 88 indicatori relativi ai tre macro-livelli (o macro-aree) di assistenza (prevenzione collettiva e sanità pubblica, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera), ai singoli Lea ad essi afferenti e ai percorsi assistenziali (Pdta) che riguardano più livelli di assistenza.
All’interno del Nuovo sistema di garanzia è individuato un sottoinsieme di indicatori, denominato Core, in grado di cogliere sinteticamente l’erogazione dei Lea sul territorio nazionale. Le specifiche tecniche degli indicatori sono pubblicate sul portale istituzionale. Gli indicatori Core consentono di valutare sinteticamente l’erogazione dei Lea attraverso: ♦ il confronto delle misure degli indicatori con delle misure di riferimento, tenuto conto dell’andamento temporale; ♦ un punteggio per indicatore, secondo una scala definita di valori; ♦ un risultato regionale per macro-area di assistenza, che indica entro quale soglia deve ritenersi garantita l’erogazione dei Lea; ♦ un risultato nazionale, che permette di monitorare il Paese nel tempo e di confrontarlo con altre realtà a livello internazionale
Anaao Assomed: “Il Monitoraggio Lea 2024 racconta un’Italia a due velocità”
Anaao Assomed, il principale sindacato dei medici ospedalieri, invita però a leggere con attenzione, senza trionfalismi né allarmismi di maniera, La fotografia tutto sommato positiva che emerge dal monitoraggio 2024, che – pur mostrando un miglioramento nelle aree Prevenzione e Distrettuale rispetto agli anni precedenti – conferma anche gli squilibri che continuano a pesare sulla tenuta del sistema sanitario nazionale. Intanto, nel Paese permangono situazioni molto diverse , a partire dal persistente divario tra le Regioni del Nord e quelle del Sud nell’area distrettuale, divario “che resta la ferita più profonda del nostro Ssn”, scrive in una nota Anaao Assomed.
Non va poi sottovalutata, per il sindacato, la lieve flessione registrata a livello nazionale nell’area Ospedaliera: “Un segnale che, se letto
insieme alla crisi degli organici medici e infermieristici che denunciamo da anni, non può essere archiviato come fisiologico” afferma il segretario nazionale di Anaao Assomed Pierino Di Silverio (nella foto). Per il quale non va dimenticato neanche il problema di metodo che si riflette negativamente sulla attendibilità del monitoraggio dei Lea: “La qualità degli indicatori dipende dalla completezza dei flussi informativi Nsis regionali” spiega Di Silverio. “Una regione con sistemi informativi deboli rischia di essere valutata su dati incompleti, a prescindere dalla qualità reale dell’assistenza erogata. Prima di misurare, bisogna garantire che tutti misurino allo stesso modo”.
Fnomceo: “Dal monitoraggio Lea la conferma che le disuguaglianze territoriali continuano a esistere”
Note critiche arrivano anche dalla Fnomceo. per la quale il monitoraggio Lea 2024 è solo una fotografia, per quanto importante, del nostro Ssn. Ma una fotografia, afferma la federazione professionale dei medici “racconta un istante. Per capire davvero il Paese bisogna guardare il film. E il film degli ultimi vent’anni, dal 2005 a oggi, ci dice che, nonostante i progressi compiuti, non siamo ancora riusciti a colmare le disuguaglianze territoriali”.
Uno sguardo più ampio sul percorso del nostro servizio sanitario racconta un’altra storia, quella di un Servizio sanitario nazionale che ha imparato dalla drammatica esperienza pandemica che la sua solidità, accessibilità, capacità di risposta ed efficienza “è una condizione essenziale per la sicurezza, la coesione e la democrazia del Paese. Ci aveva anche mostrato quanto fossero decisive la medicina territoriale, la prevenzione e la capacità di garantire gli stessi diritti in ogni parte d’Italia. Oggi i Lea testimoniano invece che quella lezione non è ancora diventata una trasformazione strutturale del sistema”. E, secondo Anelli, questa lettura trova conferma anche nell’esperienza quotidiana dei cittadini.
Fnomceo fa riferimento all’indagine commissionata all’Istituto Piepoli e appena realizzata, che racconta un sistema sanitario in grave difficoltà a rispondere ai bisogni degli italiani, tanto che sette su dieci giudicano molto negativamente la via crucis delle liste d’attesa e sei su dieci ammettono di aver rinviato o rinunciato, proprio a causa delle lunghe attese, a visite o controlli. Dalla Survey Fnomceo-Piepoli emergono anche differenze significative tra il Nord (dove il gradimento del Ssn si attesta al 52% con punte del 59% a Nord Est) e il Sud del Paese, dove la percentuale dei soddisfati precipita al 44%.
“La Repubblica non può accettare che il diritto alla salute cambi intensità attraversando un confine regionale”, commenta al riguardo il presidente Fnomceo Filippo Anelli (nella foto).
“Il futuro del Servizio sanitario nazionale – osserva Anelli- si gioca sulla capacità di trasformare la solidarietà costituzionale in organizzazione. Dopo vent’anni di monitoraggi non possiamo limitarci a registrare le differenze: dobbiamo costruire gli strumenti per superarle. Custodire la Repubblica attraverso la cura significa garantire a ogni cittadino, da Bolzano a Lampedusa, gli stessi diritti, la stessa dignità e la stessa qualità dell’assistenza. Questa è la sfida che abbiamo davanti e che deve unire Stato, Regioni e professionisti in una nuova alleanza per la salute degli italiani”.


