Roma, 22 giugno – In occasione della 44a Assemblea generale di Assofarm, svoltasi a Bologna lo scorso 16 luglio, il presidente Luca Pieri (nella foto), nella sua relazione che ha offerto una panoramica a 360 gradi sulle problematiche della farmacia di comunità a proprietà pubblica, valutate nel contesto della filiera e del più ampio scenario socio-sanitario, ha toccato tra gli altri due punti di particolare attualità.
Il primo è ovviamente quello del rinnovo del Ccnl, fronte dal quale arrivano notizie che autorizzano a pensare positivo. “A oggi siamo in una fase avanzata delle trattative e la viviamo con ottimismo” ha detto al riguardo Pieri, da sempre convinto, come tutta Assofarm, che non può esistere la farmacia senza un farmacista convinto e soddisfatto del proprio lavoro, pienamente realizzato come cittadino e come professionista. “Crediamo che le richieste economiche avanzate dalla parte sindacale potranno essere in larga parte soddisfatte, questo grazie ai trend positivi di marginalità garantiti dalle grandi riforme di cui abbiamo già parlato in questa relazione.
Allo stesso tempo” ha però precisato Pieri “abbiamo il dovere di garantire la sostenibilità delle aziende che rappresentiamo. Le nostre associate sono profondamente diverse tra loro. Comprendono aziende che operano nelle grandi aree urbane e aziende presenti nei piccoli comuni, nelle aree interne, nelle zone montane, nelle periferie e nei territori più fragili. Realtà che affrontano condizioni economiche molto differenti e che spesso garantiscono servizi essenziali anche quando gli equilibri gestionali sono particolarmente complessi”.
In ogni caso, Pieri ha escluso in radice che, in caso di positiva evoluzione delle trattative verso un accordo soddisfacente, “Assofarm non attenderà furbescamente la chiusura del contratto delle farmacie private” prima di firmarlo. “Sarebbe una speculazione politicamente inutile e che francamente non si addice alla nostra cifra valoriale” ha tenuto a precisare il presidente, non mancando però di sottolineare che “il mantenimento, o addirittura il miglioramento, di questo contesto economico decisamente positivo passa attraverso la piena affermazione della Farmacia dei Servizi.
Affermazione che dovrà essere così netta da fare in modo che tra qualche anno si tornerà a parlare solo di Farmacia, perché la stragrande maggioranza dei presidi proporrà tutti i servizi disponibili”. Prospettiva, spiega Pieri, che rende fondamentale che “i servizi siano una componente pienamente accettata nel contratto che andremo a firmare con i sindacati. Non credo sia di poco conto il fatto che anche diversi sindaci abbiano appoggiato questo nostro approccio”.
L’evoluzione positiva delle trattative per il Ccnl delle farmacie speciali – ha concluso sul punto Pieri – “dimostra l’alto livello di responsabilità e coesione del nostro settore, nel quale tutti, proprietà, management e lavoratori, hanno compreso che il futuro della farmacia si realizza insieme, nel rispetto delle posizioni e bisogni di ogni parte coinvolta”.
Resta invece irrisolto, e si preannuncia anzi sempre più complesso, il problema della carenza di farmacisti, tema non nuovo e denso di criticità “che già oggi fa sentire le sue prime conseguenze”, ha affermato Pieri, che sono destinate ad aggravarsi “se non verrà interrotto il costante calo di iscrizioni alle facoltà di Farmacia, fenomeno che sta interrompendo il ricambio generazionale e limitando l’ingresso di nuovi professionisti nel settore. La mancanza di personale qualificato non solo aumenta il carico di lavoro dei farmacisti attuali, ma riduce anche la capacità di innovare e sviluppare nuovi servizi di prossimità. Se non si interviene tempestivamente, il futuro della Farmacia, pubblica e privata, rischia di subire conseguenze gravi, con ricadute sulla qualità e accesso alle cure per i cittadini”.
A soffrire maggiormente del fenomeno sono le Regioni del Nord Italia, che nel ricorso alle prestazioni dei farmacisti a partita iva che lavorano a chiamata nelle farmacie non trovano soluzione né definitiva né soddisfacente. Al riguardo, il presidente di Assofarm ha osservato la necessità di approfondire la liceità giuridica di tale forma di esercizio professionale, ma anche quelle di “aprire un dibattito serio e non ideologizzato sull’assistente di farmacia, un professionista con percorso formativo dedicato, in grado di operare al banco sotto la guida e supervisione del farmacista”.
Una figura a favore della quale Assofarm aveva già spezzato una lancia in passato, andando in direzione contrario al pensiero mainstream, di matrice ordinistica, del tutto contrario all’istituzione di figure professionali che di fatto sono già in qualche modo previste dagli attuai contratti di lavoro, come puntualizzato dalla Fofi, e che comunque a oggi non trovano nessun riscontro, fondamento o supporto in alcun percorso formativo specifico. E questo al netto dei rischi infinitamente più alti derivanti dalle dinamiche che l’introduzione in farmacia di una figura a bassa qualificazione finirebbe per generare, già a partire dall’immagine professionale.
Pieri insiste invece sull’opportunità di “aprire un dibattito serio e non ideologizzato” sull’ipotesi di questa nuova figura che, a suo giudizio, “permetterebbe di valorizzare le competenze del farmacista, alleggerire il carico operativo e garantire maggiore continuità e qualità dei servizi farmaceutici”, rappresentando un soluzione che – a giudizio di Pieri – è sbagliato liquidare pregiudizialmente e sbrigativamente come avvenuto in passato. Facile prevedere che anche questa volta il punto di vista del presidente di Assofarm (peraltro del tutto comprensibile da un punto di vista esclusivamente aziendale, e a patto di dimenticare che le farmacie – pubbliche o private che siano – non sono solo esclusivamente aziende) sarà occasione e oggetto di discussioni e polemiche.
Pieri nella sua relazione ha ovviamente affrontato numerosi altri temi di grande rilievo, tra i quali la riforma della legislazione farmaceutica, la Legge di bilancio e la farmacia dei servizi, i benefici della Dpc e della nuova remunerazione, il farmacista prescrittore, la formazione, l’ntelligenza artificiale in farmacia e la comunicazione. Il testo integrale è disponibile a questo link.


