Roma, 15 ottobre – A partire dal 19 ottobre, i cittadini veneti avranno la possibilità di accedere alla vaccinazione contro il pneumococco e al richiamo trivalente contro difterite, tetano e pertosse nelle farmacie di comunità della Regione. E i cittadini della provincia di Belluno potranno anche immunizzarsi, sempre in farmacia, contro l’encefalite da zecca.
L’ampliamento dei servizi vaccinali nelle farmacie del territorio è previsto dall’accordo integrativo approvato dalla Giunta regionale del Veneto con la delibera 1.058, pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione lo scorso 6 ottobre. L’intesa – che consolida il ruolo delle farmacie all’interno del sistema sanitario regionale – resterà in vigore fino al 30 giugno 2029.
La possibilità di ampliare le vaccinazioni effettuabili in farmacia è stata introdotta dalla legge 182 del 2025, che ha esteso il servizio oltre le vaccinazioni contro influenza e Covid, aprendo ai vaccini individuati dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale. La Regione ha quindi selezionato le tipologie ritenute più adatte alle esigenze epidemiologiche del territorio. Alla decisione di ampliare il contributo delle farmacie alle campagne di immunizzazione hanno certamente concorso i numeri della precedente stagione vaccinale, che hanno confermato il ruolo importante delle farmacie in questa fondamentale attività di prevenzione. Tra il primo ottobre 2025 e il 7 aprile 2026 sono state infatti effettuate nella farmacie della Regione 66.630 vaccinazioni antinflu, in crescita rispetto alle 52.926 della campagna precedente. In dettaglio, sono state registrate 15.594 vaccinazioni nell’Ulss 9 Scaligera, 13.940 nell’Ulss 6 Euganea, 12.713 nell’Ulss 2 Marca Trevigiana, 8.838 nell’Ulss 3 Serenissima, 5,589 nell’Ulss 8 Berica, 4.189 nell’Ulss 5 Polesana, 2.859 nell’Ulss 1 Dolomiti, 2.756 nell’Ulss 7 Pedemontana e 1.152 nell’Ulss 4 Veneto Orientale.
Ma le farmacie hanno mantenuto un ruolo significativo anche nelle vaccinazioni anti-Covid: durante la campagna 2025-2026 sono state infatti effettuate 10.266 somministrazioni contro le 12.952 della stagione precedente, un calo sostanzialmente in linea con la fisiologica flessione registrata in tutto il Paese dalle vaccinazioni contro Sars-Cov-2.
Le tre nuove vaccinazioni in farmacia si aggiungono a quelle già previste e ormai diventate abituali, a partire dalla protezione antinfluenzale, somministrata gratuitamente in farmacia a carico del Ssn per le persone con più di 60 anni e per i cittadini tra i 12 e i 59 anni che rientrano nelle categorie individuate annualmente dal ministero della Salute, ma disponibile a pagamento per i cittadini tra i 12 e i 59 anni che non possiedono i requisiti per accedere gratuitamente al servizio, a un costo di somministrazione di 6,16 euro, a cui va aggiunto il prezzo al pubblico del vaccino.
Per quanto riguarda le novità, ovvero le tre vaccinazioni non stagionali ricordate a inizio articolo, va innanzitutto precisato che i farmacisti che vorranno erogare il servizio dovranno completare uno specifico corso di formazione obbligatorio, aggiuntivo rispetto alla preparazione già prevista per le somministrazioni in farmacia. Il richiamo dTpa contro difterite, tetano e pertosse sarà disponibile in farmacia per i maggiorenni che hanno già completato il ciclo primario di immunizzazione. La vaccinazione anti-pneumococcica coniugata (Pcv) è destinata ai cittadini che compiono tra i 66 e i 70 anni nell’anno solare, che non sono ancora stati immunizzati e che hanno già ricevuto l’invito alla vaccinazione da parte dell’Ulss competente.
La protezione contro l’encefalite da zecca (Tbe) sarà invece disponibile esclusivamente nel territorio dell’Ulss 1 Dolomiti, nella provincia di Belluno. Potranno accedervi i maggiorenni che devono effettuare un richiamo oppure completare con la terza dose un ciclo vaccinale già iniziato.
Per accedere ai nuovi servizio vaccinali, i cittadini potranno fissare autonomamente un appuntamento nella farmacia prescelta. Gli elenchi delle strutture aderenti saranno pubblicati sui siti web delle rispettive Aziende Ulss, così da consentire agli utenti di individuare i punti vaccinali disponibili sul territorio.
Chi non può essere vaccinato in farmacia
In generale, non potranno ricevere vaccinazioni in farmacia i minori di 18 anni, fatta eccezione per le somministrazioni antinfluenzali e anti-Covid, consentite a partire dai 12 anni. Sono inoltre esclusi i soggetti che hanno manifestato in passato reazioni allergiche o anafilattiche a vaccini o ad altre sostanze, come farmaci e alimenti, così come le persone per le quali il triage prevaccinale evidenzi controindicazioni o precauzioni specifiche.
Per la vaccinazione anti-Covid sono previste ulteriori limitazioni riguardanti i soggetti estremamente vulnerabili, tra cui persone con patologie respiratorie, cardiocircolatorie, neurologiche, renali, autoimmuni e oncologiche, persone con fibrosi cistica o sindrome di Down, trapiantati e soggetti con infezione da HIV.
Bellon: “Confermata la centralità delle farmacie nella sanità di prossimità”
Andrea Bellon, presidente di Federfarma Veneto (nella foto), ha voluto sottolineare il valore dell’accordo tra Regione e farmacie, evidenziando come l’ampliamento dei servizi rappresenti un passaggio significativo per la sanità territoriale.
“La legge di Bilancio 2026 ha reso strutturale la farmacia dei servizi che, dopo la sperimentazione, è stata integrata in modo stabile all’interno del Servizio sanitario nazionale, equiparando le farmacie a professionisti come medici di medicina generale, pediatri e strutture sanitarie” spiega Bellon. “L’accordo integrativo sottoscritto con la Regione del Veneto va oltre, perché l’ampliamento dell’offerta vaccinale che l’utente può richiedere nelle farmacie venete rafforza la centralità del nostro ruolo di prime strutture sanitarie di prossimità per la cittadinanza“.
Il presidente dei titolari di farmacia veneti ricorda che la rete regionale ha ormai consolidato la propria esperienza nelle vaccinazioni contro influenza e Covid, mentre per le tre nuove tipologie sono già partiti i percorsi formativi. “Per le somministrazioni dell’antinfluenzale e anti-Covid la rete delle farmacie venete è ormai rodata e i numeri confermano la preferenza accordataci dai cittadini” afferma Bellon, aggiungendo che per le tre nuove tipologie di vaccini che saranno disponibili in farmacia “ci sono colleghi che stanno già seguendo la formazione necessaria e altri lo faranno nelle prossime settimane”. La previsione, conclude Bello, è quella di “entrare a pieno regime nel mese di novembre, quando storicamente si registra il picco di vaccinazioni”,


