Roma, 20 settembre – In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza del paziente, celebrata il 16 settembre, l’Efpia, la Federazione europea delle industrie farmaceutiche e delle loro associazioni di rappresentanza, ha voluto ribadire che la sicurezza dei pazienti è al centro dell’attività di chi i farmaci li produce.
La sicurezza inizia in laboratorio
“Ogni volta che un paziente assume un farmaco, confida nel fatto che questo sia stato sottoposto a un’attenta valutazione della sicurezza. Alla base di tale fiducia vi sono anni di ricerca scientifica e sperimentazione, volti a individuare potenziali rischi, orientare le decisioni e garantire che i farmaci possano essere utilizzati nel modo più sicuro possibile” scrive in una nota Efpia, spiegando che la sicurezza delle medicine è un percorso molto lungo e che parte da lontano. “Molto prima di giungere alla fase di sperimentazione clinica, un nuovo farmaco è sottoposto a un’approfondita valutazione pre-clinica della sicurezza. Gli scienziati impiegano diversi approcci per comprendere meglio i potenziali rischi e raccogliere le evidenze necessarie a sostenere uno sviluppo sicuro e responsabile. L’identificazione precoce dei rischi contribuisce a tutelare i pazienti e a guidare le decisioni lungo tutto il processo di sviluppo”.
La valutazione pre-clinica della sicurezza, spiega ancora Efpia, “rappresenta molto più di una fase iniziale nello sviluppo di un farmaco: costituisce il fondamento per comprendere i rischi potenziali, orientare le decisioni e garantire la sicurezza del paziente durante l’intero ciclo di vita del medicinale. Dalla fase di scoperta fino allo sviluppo clinico, ogni nuova acquisizione contribuisce a rafforzare la base di evidenze scientifiche necessarie per offrire ai pazienti trattamenti sicuri ed efficaci”.
Collaborazione e scambio di conoscenze fanno la scienza migliore
Poiché nessuna singola azienda farmaceutica è in grado di affrontare da sola le sfide legate alla sicurezza dei farmaci, i progressi più significativi nascono dalla collaborazione tra industria, mondo accademico ed enti regolatori. La Commissione europea e la Federazione europea delle associazioni e delle industrie farmaceutiche hanno promosso partenariati pubblico-privati pionieristici, condividendo dati, mettendo in comune competenze e sviluppando strumenti a vantaggio di tutti (come, ad esempio, Imi BigPicture).
Nuove iniziative collaborative nell’ambito della sicurezza pre-clinica stanno favorendo lo sviluppo di approcci alla valutazione della sicurezza più predittivi e maggiormente pertinenti per l’essere umano. Attraverso progetti quali Ihi Vict3r, Ihi Nhpig e altre collaborazioni nell’ambito della *Innovative health initiative* (Ihi), i ricercatori stanno mettendo a punto nuovi strumenti e metodologie in grado di approfondire le conoscenze scientifiche, migliorare i processi decisionali e tutelare la sicurezza del paziente durante lo sviluppo dei farmaci.
La promessa di Efpia ai pazienti
Si tratta di progetti che dimostrano l’efficacia della collaborazione. Condividendo conoscenze e dati tra aziende e oltre i confini nazionali, l’industria farmaceutica sta costruendo un sistema più sicuro ed efficiente per rendere i farmaci disponibili ai pazienti: un sistema in cui le competenze dei diversi stakeholder guidano il progresso della scienza della sicurezza, consentendo una previsione più tempestiva dei rischi, strategie di mitigazione più efficaci e, in ultima analisi, migliori esiti per i pazienti.
I rischi vengono individuati in modo proattivo, le previsioni risultano più affidabili e il percorso che va dal laboratorio al paziente è quanto più sicuro possibile. In occasione della Giornata mondiale per la sicurezza del paziente, Efpia rinnova questo impegno, “perché ogni paziente merita un farmaco di cui potersi fidare. È al contempo una responsabilità e un privilegio contribuire alla scienza che rende possibile questa fiducia”.


