FarmaCrea 2026, focus sui “paesaggi della mente” e decennale di MondoFarmacia

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Roma, 8 ottobre –  “Il farmacista è la sentinella delle relazioni”. È uno dei messaggi forti scaturiti dall’edizione 2026 di FarmaCrea, l’evento promosso dall’associazione professionale MondoFarmacia, tenutosi il 5 ottobre al Macro, il museo d’arte contemporanea di Roma e dedicato al tema – spinoso e urgente – della salute mentale. La definizione – un significativo riconoscimento del particolare e non vicariabile ruolo del farmacista che sul territorio, dalla “trincea” del bancone della farmacia, vigila sui bisogni di salute della comunità in quella peculiare disponibilità all’ascolto che è il fondamento del rapporto fiduciario con i cittadini – è arrivato da Tonino Cantelmi (nella foto), psichiatra e psicoterapeuta  tra i massimi esperti del disagio giovanile, uno dei tanti autorevoli contributors della serata di FarmaCrea. Appuntamento che – in perfetta coerenza con la sua identità aperta a 360 gradi sulla realtà – ha intrecciato anche quest’anno scienza, professione, arte e cultura, con il surplus di una bella festa, quella per i dieci anni compiuti da MondoFarmacia.

Dopo saluti istituzionali di Giuseppe Guaglianone, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma, che ha patrocinato l’evento; Alfredo Procaccini, vicepresidente di Federfarma; Rossana Matera, presidente di FuturPharma e Francesca Saccà, presidente di Agifar Roma, il convegno è entrato nel vivo affrontando il tema della salute mentale da prospettive diverse. La prima delle quali, per ribadire l’originale cifra stilistica della proposta FarmaCrea, è stata quella artistica: in un intervento particolarmente originale, Liliana Dell’Osso (nella foto), già presidente della Società italiana di Psichiatria, ha parlato di salute mentale nell’era pre-farmacologica attraverso le esperienze degli artisti.

Il già citato Cantelmi ha poi catturato l’attenzione di tutti i partecipanti con un avvincente speech su un problema attualissimo, il sentimento di solitudine  degli adolescenti, la loro rabbia, la fragilità delle loro relazioni e il rapporto sempre più complesso che vivono con la tecnologia, diventato ancora più problematico con l’arrivo dell’intelligenza artificiale. La domanda centrale è se, quando un ragazzo sta male, sia possibile limitarsi a chiedere quale farmaco scegliere per aiutarlo a stare meglio. La risposta, secondo lo psichiatra, è molto più articolata e complessa del semplice supporto farmacologico, per quanto utile possa essere: è necessario guardare anche a ciò che accade intorno alla persona, in famiglia, a scuola, sul territorio, nelle relazioni. Ed è necessario che l’intera rete dei professionisti del territorio si faccia carico di un problema – quello del disagio mentale dei più giovani – che è di rilevanza cruciale per l’intera società. In questo scenario la farmacia, luogo sanitario di prossimità al quale si accede senza appuntamento, rappresenta un punto di ascolto, intercettazione e orientamento preziosissimo.
A completare il programma del convegno, i contributi e i video della Commissione scientifica di MondoFarmacia, costruiti su situazioni concrete della quotidianità professionale, hanno portato il tema direttamente al banco della farmacia: ascoltare, riconoscere un segnale, non sostituirsi allo specialista e sapere quando orientare il paziente verso il percorso di cura più appropriato. I temi affrontati sono stati molti e diversi: Morgana Pisano ha parlato di disagio giovanile; Tito e Gaia Piccioni hanno approfondito il tema dell’abuso di benzodiazepine, proponendo anche, nel finale, una concreta idea di progettualità; Alice Balestri ha illustrato il tema – anch’esso molto attuale – della depressione post-partum; Chiara Piccione e Chiara Ruver hanno invece parlato di ipocondria.

A condurre e moderare la serata è stato Antonino Annetta, coordinatore di MondoFarmacia, che ha garantito la necessaria fluidità dei passaggi tra i vari e diversi momenti dell’evento, accompagnando i partecipanti in un percorso unitario e senza soluzione di continuità tra gli  interventi scientifici, i contributi della Commissione scientifica e la dimensione artistica di FarmaCrea.

Lo spazio dedicato ai linguaggi dell’arte e della cultura, che fin dalla prima edizione di FarmaCrea affiancano e dialogano con la dimensione scientifica, integrandone il messaggio e veicolandolo con più forza, è stato anche  quest’anno parte integrante e rilevante dell’evento. Ad accogliere gli ospiti, già all’esterno del museo, il progetto di Benedetta Bianchi, che ha scritto tre racconti appositamente per l’evento e li ha presentati come “integratori” della sua Farmacia dell’immaginazione. All’interno, la proiezione di un montaggio artistico a cura del fotografo Claudio Papetti e l’esposizione di Statidanymo (al secolo Daniele Campoli), artista autodidatta che con i suoi disegni realistici a grafite e carboncino incrocia elementi surreali e simbolici, utilizzando le sue creazioni come strumento per raccontare emozioni e fragilità non sempre agevoli da esprimere a parole.
Densi di suggestioni anche il percorso fotografico della Fondazione internazionale Don Luigi Di Liegro, dedicato agli incontri di arte-terapia (con la possibilità per i partecipanti di sostenere concretamente i progetti della Fondazione attraverso una donazione) e l’opera site specific “Black Brain” di Michel OZ: una grande installazione composta da cinque totem di cartone alti due metri e componibili in diverse configurazioni, espressione della difficoltà di esprimere con certezza e coerenza la frammentazione degli spazi cerebrali, richiamando la  fragilità degli equilibri costruiti dalla mente, sempre labili e mai certi.

A suggellare l’evento, la festa per il decennale di MondoFarmacia, salutato con gioia e soddisfazione e un grande e riconoscente abbraccio ai “cavalieri che fecero l’impresa”, il manipolo di farmacisti  che dieci anni fa costituirono l’associazione, tra i quali spiccavano – per convinzione e determinazione – Franco Caprino e Antonino Annetta (nella foto in un momento dei festeggiamenti). E sono stati giustamente loro, il “padre fondatore”e l’attuale coordinatore di Mondofarmacia, i primi e principali destinatari degli auguri per l’importante anniversario, celebrato in un contesto che ha confermato la lungimiranza di chi dieci anni fa ebbe il coraggio di dare vita a una nuova realtà associativa. La scommessa, allora, era quella di sperimentare nuove forme di progettualità e di confronto professionale, capaci di interpretare e restituire i fermenti e la voglia di “fare altro e andare oltre” di una professione e una farmacia in profonda trasformazione, per assecondarne e accelerarne il percorso di sviluppo, come ha ricordato lo stesso Caprino nel suo intervento di chiusura della serata, sottolineando il valore anche simbolico del decennale.

Eventi come FarmaCrea, nati anche per spingere più avanti il confronto con la mutevole realtà sociale e le sue criticità e per consolidare l’identità di presidio di prossimità e parte integrante della rete di cura del binomio farmacia-farmacista, sono una inequivocabile testimonianza che quella scommessa ha pagato, e che per Mondofarmacia ormai è tempo di un nuovo impegno, una nuova sfida: far sì che continui a pagare anche in futuro. (Con la collaborazione di Martina Apruzzese).

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