Ddl Concorrenza, nel 2016 si riparte dallo “sbarco dei mille” (emendamenti)

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 Roma, 15 gennaio – È scaduto ieri a mezzogiorno il termine per la presentazione degli emendamenti al ddl annuale per la concorrenza e il mercato, all’esame della 10a Commissione del Senato nel testo approvato a Montecitorio lo scorso 7 ottobre.

Come ampiamente previsto, sul provvedimento (che interviene in settori vitali dell’economia come energia, assicurazioni, professioni, fondi pensione, servizi postali, telefonia ecc.) si è rovesciato un diluvio di proposte correttive, più di mille, che ovviamente non hanno risparmiato gli articoli dedicati alle farmacie (il n.47 e il n.48, contenuti nel Capo IX del provvedimento).

Il nostro giornale proporrà il dettaglio dei contenuti degli emendamenti di interesse settoriale nei prossimi giorni, limitandosi – al momento – a rilevare come essi ripropongano molte se non tutte le questioni già affacciatesi durante l’esame del provvedimento a Montecitorio, ben note ai nostri lettori, a partire dalla vexata quaestio della liberalizzazione della fascia C e dalla “regolazione” della presenza e del peso dei soci di capitale nella proprietà delle farmacie.

Questioni notoriamente controverse, quindi, sulle quali – come ha peraltro già preannunciato uno dei relatori del provvedimento, il senatore brindisino Salvatore Tomaselli (Pd) – non mancherà la discussione e in Commissione “andrà cercato un punto di equilibrio”. Proponendolo, magari, attraverso appositi emendamenti dei relatori, che finora non ne hanno presentato alcuno, presumibilmente proprio per valutare prima l’andamento del confronto in Commissione.

Il confronto sarà avviato già a partire dalla prossima settimana, secondo quanto annunciato dal presidente Massimo Mucchetti nella seduta di ieri pomeriggio, in risposta a una precisa domanda al riguardo della senatrice di Forza Italia Paola Pelino.

Intanto, c’è chi già ieri ha cominciato a dare fuoco alle polveri, rilanciando il peraltro mai spento dibattito sui farmaci di fascia C. Si tratta del senatore Luis Alberto Orellana, del Gruppo per le Autonomie- Psi-Maie, che in una conferenza stampa alla Sala Nassirya di Palazzo Madama (la registrazione audio è disponibile su questa pagina del sito di radioradicale, ma c’è anche un video su youtube) ha voluto illustrare il suo emendamento al riguardo, ricalcato su quello presentato a Montecitorio della deputata di Scelta civica Adriana Galgano, anch’ella presente all’incontro con la stampa.

“Torno a dire che quello sulla liberalizzazione della fascia C è un emendamento di bandiera per Scelta civica” ha detto Galgano, ricordando che il suo partito non ha suoi rappresentanti in Senato. A raccogliere il testimone ha però provveduto Orellana, “che condivide e porta avanti la nostra battaglia per liberalizzare la fascia C, un obiettivo che dovrebbe rappresentare un imperativo per lo stesso Governo.”

Probabilmente, si tratta solo della prima delle molte iniziative che nelle prossime settimane renderanno molto caldo il clima intorno al provvedimento, la cui approvazione – a questo punto – sembra spostarsi sempre più avanti nel tempo. Il relatore Tomaselli, al riguardo, ha fornito qualche indicazione di calendario, sia pure facendo ricorso all’uso del condizionale: l’ipotesi è che la Commissione Industria voti gli emendamenti già la settimana prossima, con l’obiettivo di chiudere il testo e di trasmetterlo all’Aula prima della fine di gennaio, così che l’Assemblea possa discuterlo e licenziarlo entro metà febbraio.

Ma si tratta di un’ipotesi molto ottimistica, se si considerano il numero e la rilevanza dei provvedimenti che affollano il calendario di Palazzo Madama.

Non è davvero improbabile, dunque, che il ddl Concorrenza scivoli più avanti. Ed è ancora meno improbabile che il provvedimento passi indenne l’esame del Senato: qualche modifica va infatti messa in conto, rendendo così necessario un ulteriore passaggio a Montecitorio in terza lettura, ultimi colpi di coda delle regole di quel “bicameralismo perfetto” che la riforma Boschi si accinge a seppellire.

Di questo passo, finirà che del testo del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza si renderà necessario emendare il titolo (o rubrica che dir si voglia), sostituendo l’unico aggettivo presente – “annuale”, appunto, che suona ormai beffardo, ancorché previsto della legge n.99 del 23 luglio 2009 che ha introdotto il provvedimento nel nostro ordinamento – con il più appropriato “biennale”.

Si tratta ovviamente di una boutade, ma restituisce il senso di quanto accade: non sarà infatti inutile ricordare che il ddl di cui si parla trova origine nella prescritta segnalazione n.1137 dell’Antitrust, inviata a Governo e Parlamento all’inizio di luglio 2014 con le proposte finalizzate appunto alla predisposizione della legge annuale per il mercato e la concorrenza. Da allora sono passati più di 17 mesi e quasi un anno intero è trascorso da quando, nel febbraio 2015, il governo varò il disegno di legge. Un’enormità di tempo, per una legge che è, per natura e definizione, “annuale”. Anche se, paradossalmente, si tratta pur sempre di un passo in avanti, rispetto a quando (dal 2009 al 20014) la Legge annuale non veniva neppure presentata.

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