La campagna Aifa su farmaci e web: “Serve maggiore percezione del rischio”

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Roma, 24 maggio – I problemi, a voler schematizzare, sono sostanzialmente due: il primo è la crescita esponenziale ad acquistare on line ogni bene di due: la scarsa percezione dei molti e gravi rischi connessi all’acquisto di farmaci su siti internet.

La combinazione può diventare micidiale, generando problemi di salute pubblica davvero devastanti ed è proprio al fine di contrastarli che l’Agenzia italiana del farmaco ha presentato ieri a Roma una  campagna di comunicazione significativa fin dal titolo: Farmaci online: e tu, ne sai abbastanza per non correre rischi?

L’iniziativa, che si propone di sensibilizzare l’opinione pubblica contro un rischio sempre più minaccioso, si inserisce nel progetto europeo di cooperazione e intelligence Fakeshare per il contrasto alla vendita online di medicinali illegali o contraffatti attraverso farmacie web o rivenditori non autorizzati. Il primo obiettivo della campagna è appunto quello di eliminare quello che sembra essere il denominatore comune tra coloro che si rivolgono al web per acquistare farmaci, ovvero la scarsa percezione del rischio, sulla quale  è indispensabile intervenire. Soprattutto di fronte a un fenomeno che ha percentuali di crescita a due cifre (10% all’anno) e coinvolge ormai solo in Italia quasi  2 milioni di persone, che si rivolgono al web per acquistare in prevalenza farmaci per perdere peso, per migliorare le performance sessuali e sportive o per i cosiddetti prodotti “miracolosi”, ma anche (ormai) alla ricerca di farmaci innovativi, come quelli contro l’epatite C e alcuni oncologici.

La percezione dei rischi legati all’acquisto online di medicinali da fonti non sicure come i siti internet non autorizzati è ancora largamente insufficiente nel nostro Paese”  ha sottolineato il DG Aifa Luca Pani (al centro nella foto, con il colonnello dei Nas Erasmo Fontana e il direttore dell’Ufficio Qualità dei prodotti e Contraffazione dell’Agenzia, Domenico Di Giorgio). “Lo dimostrano casi recenti come quello della morte di un giovane culturista di Foggia, dovuta, secondo le prime ricostruzioni, all’assunzione di una sostanza anabolizzante illegale. Ma esistono molti altri casi di effetti collaterali letali, riconducibili a farmaci acquistati da canali illegali.

Nel nostro Paese, inoltre, la recente regolamentazione della vendita online di medicinali senza obbligo di prescrizione, rappresenta un cambiamento significativo, che istituzioni come ministero della Salute e Aifa hanno il dovere di accompagnare, attraverso iniziative educative e di sensibilizzazione come questa. Preziosa è anche la collaborazione con i Carabinieri del Nas per le azioni di contrasto al crimine farmaceutico”.

Di Giorgio ha illustrato una ricerca realizzata da una collaborazione tra Aifa e Università Sapienza di Roma espressamente dedicata a indagare gli atteggiamenti e le valutazioni dei cittadini rispetto all’acquisto dei farmaci on line.

È emerso che la percentuale di persone che si dichiarano favorevoli all’acquisto di farmaci attraverso canali internet è elevata (40,74%)” ha spiegato Di Giorgio. “Si tratta di un dato su cui riflettere, specie se consideriamo che solo lo 0,6% dell’offerta di farmaci sul web è legale. L’iniziativa ideata e realizzata da Aifa, in collaborazione con le Agenzie regolatorie (Spagna e Portogallo) che aderiscono ai progetti europei Fakeshare finanziati dalla Commissione europea, si propone di modificare questa percezione distorta e quindi i comportamenti di chi acquista su internet senza avere consapevolezza dei rischi”.

La campagna di comunicazione e sensibilizzazione presentata ieri punta a raggiungere una platea il più possibile ampia di pubblico, attraverso la collaborazione di tutti i soggetti interessati: medici, farmacisti, associazioni di pazienti e di consumatori. I messaggi sono stati sviluppati partendo da casi reali, secondo un approccio “science based”, e sono confluiti in un video (reso disponibile su youtube) che sarà diffuso attraverso il web e che potrà essere condiviso da chi vorrà sostenere la campagna. Il nostro giornale lo fa pubblicando sulla home page del suo sito un banner dedicato che rimanda al video Aifa.

Il colonnello Fontana, da parte sua, ha presentato i risultati della survey condotta in Italia nel 2015 per indagare le variabili psicologiche e socio-demografiche che inducono all’acquisto di farmaci online. L’indagine è stata realizzata su un campione di 1000 internauti, stratificato secondo le variabili dell’età, dell’area geografica di residenza e del genere.

Un’ampia maggioranza del campione (73,67%) afferma di essere consapevole della diffusa abitudine di acquistare farmaci online e di esserne venuto a conoscenza principalmente attraverso i canali web.
Una percentuale significativa giudica positivamente l’acquisto di farmaci online (40,74%), anche se l’acquisto effettivo si rivela una pratica non abituale.

Le categorie terapeutiche più comuni dichiarate dagli intervistati sono i farmaci per la perdita di peso (27,57%) e per l’influenza (27,57%), mentre i farmaci per la disfunzione erettile rappresentano l’11,3%, un dato ragionevolmente sottostimato per via dell’imbarazzo sociale che spesso accompagna l’acquisto di questo genere di medicinali.

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