Roma, 17 luglio – Tenuta fuori dall’incontro con i rappresentanti di Fofi, Federfarma, Federlab e Fnob promosso dal ministro della Salute Orazio Schillaci e dal suo sottosegretario Marcello Gemmato, ospitato l’8 luglio scorso nello stesso dicastero, l‘Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap) non è rimasta con le m
ani in mano: la presidente del sodalizio, Mariastella Giorlandino (nella foto), non si è infatti fermata all’immediata nota pubblica diramata per stigmatizzare la mancata convocazione di una realtà che rappresenta oltre 27mila strutture sul territorio nazionale all’incontro dell’8 luglio, tappa importante della “strategia della distensione” avviata da tempo dal ministero per trovare una composizione del conflitto tra biologi e laboratori da una parte e farmacie dall’altra a proposito di esami e analisi erogati in farmacia nel quadro della ‘farmacia dei servizi’, trovando un punto di mediazione e auspicabilmente un accordo sul “chi fa cosa e come”.
A quella sortita, Uap si è infatti preoccupata di cercare interlocuzione e sponde a livello istituzionale e politico, registrando l’attenzione e l’interesse di un autorevole esponente della maggioranza, il senatore Maurizio Gasparri. Il quale – secondo quanto riferisce un lancio dell’agenzia Italpress – in uno scambio telefonico con il sottosegretario Gemmato svoltosi alla presenza della stessa Giorlandino, avrebbe ottenuto la possibilità per la Uap di presentare un progetto per rilanciare il confronto sulla farmacia dei servizi. La presidente della Uap chiede però che al tavolo tecnico siano coinvolti tutti gli attori del Ssn, pubblico e privato, per definire criteri omogenei e sostenibili entro il 31 dicembre 2025.
Per la Uap principi irrinunciabili sono: centralità del paziente e continuità delle cure, nel rispetto della normativa vigente; equilibrio fra prossimità territoriale e qualità clinica delle prestazioni; trasparenza sul fabbisogno finanziario: stanziamenti chiari per le prestazioni rese nelle farmacie dei servizi e tariffe uniformi con le strutture diagnostiche private accreditate.
L’Uap chiede quindi al ministero della Salute di convocare, entro settembre, un tavolo paritetico con Regioni, ordini professionali e rappresentanze del privato accreditato; definire linee guida nazionali che evitino duplicazioni di servizi e fissino un modello di governance uniforme; stanziare risorse adeguate nella prossima legge di bilancio. “Solo con una regia unitaria – sottolinea Giorlandino – potremo garantire ai cittadini un servizio vicino a casa, ma sicuro, efficiente e realmente gratuito”.


