Testo unico, convegno alla Camera, Cavaliere presenta considerazioni e proposte Sifo

”banner

Roma, 20 febbraio – “Da tempo come comunità professionale avvertivamo la necessità di un’iniziativa che mettesse ordine all’interno del mondo del farmaco. Oggi ci troviamo davanti ai presupposti per un’autentica riforma di sistema, in un contesto che apre a tutti i protagonisti della filiera la possibilità di contribuire ai prossimi Decreti legislativi portando il proprio contributo prezioso e competente, soprattutto in considerazione degli impatti straordinari che gli stessi avranno sul tessuto sociale produttivo e delle professioni, oltre che di accesso equo ed omogeneo su tutto il territorio nazionale”.

Così il presidente della Sifo, Arturo Cavaliere, ha ribadito l’apprezzamento della società scientifica dei farmacisti ospedalieri per la scelta del Governo di avviare, con l’approvazione di una legge delega, la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica,  intervenendo a un evento sul tema promosso dal  vicepresidente della XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati Luciano Ciocchetti (nella foto in un momento del suo intervento, con Cavaliere seduto al suo fianco) e tenutosi nella Sala della Lupa di Montecitorio.

Presente ai lavori, tra gli altri, il primo e principale promotore dell’importante iniziativa legislativa finalizzata a razionalizzare il farraginoso intrico di norme del settore farmaceutico, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato, destinatario del pubblico plauso che il presidente Sifo ha voluto pubblicamente esternargli a nome della società scientifica.

Nel suo intervento, Cavaliere ha avanzato alcune proposte e si è soffermato sul ruolo dei farmacisti ospedalieri, con riferimenti ad alcuni passaggi dell’art.3 del cosiddetto Testo unico, che identifica i principi e i criteri direttivi specifici su cui dovranno poi essere sviluppati entro fine dicembre 2026 i decreti legislativi.

Il presidente Sifo, in particolare, ha sottolineato che – laddove il legislatore indica di rivedere la disciplina “riguardante la distribuzione dei medicinali, anche favorendo la produzione interna di principi attivi ed eccipienti, in particolare per i pazienti affetti da patologie rare, croniche o invalidanti, al fine di promuovere un accesso più equo, continuativo e personalizzato a tali medicinali, anche galenici” – il contributo del farmacista ospedaliero può essere particolarmente preciso e specifico.

Ma indicazioni certamente utili possono anche essere prodotte sull’argomento della disciplina distributiva, in ordine al quale Sifo – insieme a Fofi, Federfarma e Assofarm – ha prodotto un documento tecnico congiunto che contiene i fondamenti di una effettiva riorganizzazione dei canali distributivi dei farmaci (Distribuzione diretta-DD, Distribuzione per conto-Dpc, Convenzionata). Un testo, ha detto Cavaliere, “che desideriamo mettere a disposizione dei legislatori”.

Il presidente della Sifo ha anche chiarito la proposta avanzata dalla società in materia di approvvigionamento e disponibilità di farmaci innovativi e per pazienti con patologie rare. Anche in questo caso, la società dei farmacisti ospedalieri ha espresso un documento (in collaborazione con i Provveditori di Fare, la Federazione economi e provveditori della sanità) che dovrebbe facilitare le Regioni evitando bandi di gara. Sul punto, Cavaliere nel corso del suo intervento ha voluto ribadire la richiesta che negli emanandi decreti del Testo unico “sia integrata la possibilità di individuare da parte della Conferenza Stato-Regioni una Centrale unica di committenza che possa espletare con una procedura unica nazionale per evitare duplicazioni di gara e di costi, permettendo un accesso simultaneo, omogeneo e tempestivo delle nuove terapie su tutto il territorio nazionale”.
L’intervento ad ampio raggio di Cavaliere ha anche toccato altre tematiche come la distribuzione dei farmaci biosimilari, il fenomeno delle carenze e indisponibilità, la razionalizzazione della spesa farmaceutica nazionale e regionale, la farmaceutica di comunità, la continuità delle cure e i rapporti tra ospedale e territorio, con un cenno anche ai galenici e ai radiofarmaci. A proposito dei quali il presidente Sifo ha affermato che “il processo di allestimento e distribuzione dovrà essere ricondotto sotto la responsabilità delle farmacie ospedaliere così come avviene per tutti gli altri farmaci trattate in ambito ospedaliero”.

Concludendo il suo intervento, il presidente della Società di Farmacia ospedaliera  ha affermato che i farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali si propongono “come professione competente per lo sviluppo e l’approfondimento dei molteplici ed essenziali contenuti di questo Testo unico. L’obiettivo dichiarato della nostra professione si sviluppa oggi su un doppio binario: da un lato assicurare terapie innovative, di qualità e di alto contenuto tecnologico all’interno dei centri ospedalieri; dall’altro garantire l’accesso omogeneo e uniforme per le terapie della cronicità a tutti i cittadini sul territorio, con una
sinergica collaborazione con le farmacie di comunità. Per questo – ha l’analisi delle criticità
realizzata dal farmacista ospedaliero può essere il punto di partenza di un’autentica
razionalizzazione territoriale del sistema del farmaco”.

banner
Articoli correlati

i più recenti

I più letti degli ultimi 7 giorni