Roma, 31 marzo – Se non è un’allerta, poco ci manca: la tendenza a cercare e assumere presunti trattamenti a base di cellule staminali, il più delle volte promossi online o tramite social network, si è andata consolidando in modo preoccupante, al punto da indurre il Ministero della Salute a intervenire al riguardo, con misure di controinformazione. Le terapie (o presunte tali) vengono talvolta offerte anche a domicilio da società e cliniche private con sede all’estero, dietro richiesta di ingenti somme di denaro.
Insomma, le staminali sono diventate un vero e proprio business che sfrutta la vulnerabilità e la sofferenza di persone affette da malattie gravi, per le quali non esistono ancora cure efficaci e possono dunque essere facili prede delle promesse di terapie innovative offerte a piene mani e gran colpi di grancassa al di fuori dei canali ufficiali della medicina, su web e piattaforme social. In molti casi, si tratta ovviamente di trattamenti non autorizzati, proposti a costi molto elevati e privi di garanzie di sicurezza ed efficacia.
L’Aifa e l’Ema hanno già messo a punto i primi strumenti concreti per contrastare il fenomeno, ritenuto particolarmente insidioso e critico, e difendere così i cittadini e la loro salute dal rischio di sottoporsi a trattamenti non adeguatamente testati e autorizzati, che – oltre che essere inefficaci- possono anche comportare rischi gravi per la salute, inclusi effetti collaterali imprevedibili e complicanze. Il primo è la guida informativa per cittadini e operatori sanitari contro le false cure miracolose, resa disponibile lo scorso 26 marzo. Il cui primo “precetto” è quello di verificare sempre, come prima cosa, se il trattamento dalle millantate virtù offerto in vendita sia stato autorizzato dalle autorità competenti.
Nella Ue, i medicinali a base di cellule staminali rientrano tra le terapie avanzate e prima di essere immessi sul mercato devono passare il vaglio di valutazioni molto severe, che subordinano l’immissione in commercio al possesso di requisiti di efficacia e sicurezza ai massimi standard scientifici. Il primo invito ai cittadini è così quello di diffidare di chi propone cure disponibili “subito”, senza passare da sperimentazioni cliniche ufficiali. Altro segnale che deve far squillare un campanello d’allarme sono le promesse che il trattamento “innovativo” proposto per l’acquisto sia efficace per più malattie, anche molto diverse tra loro: un elemento che non può che indurre il sospetto che il “trattamento innovativo” proposto sia privo di basi scientifiche.
Altro aspetto da valutare con estrema attenzione, aggiungono Aifa ed Ema, sono le modalità di promozione: pubblicità aggressive, testimonianze non verificabili, pressioni di ogni genere per decidersi a ordinare il “trattamento” il più rapidamente possibile e richieste di pagamento anticipato sono i tipici segnali di possibili truffe. Infine, le autorità regolatoria invitano ad adottare particolare cautela nei confronti di trattamenti offerti all’estero o al di fuori di strutture sanitarie riconosciute.
Prima di intraprendere qualsiasi percorso terapeutico, la guida informativa invita a confrontarsi con specialisti qualificati e con il proprio medico curante, passaggio fondamentale per evitare decisioni basate su informazioni non verificate reperite online che potrebbero portare a conseguenze negative non solo sul piano economico, ma anche sulla salute.
Da ultimo, le agenzie ricordano che la ricerca sulle cellule staminali è un ambito serio e promettente, ma ancora in evoluzione. Proprio per questo, deve essere regolato e controllato: le terapie realmente efficaci emergono solo attraverso studi clinici rigorosi, non attraverso offerte commerciali dirette ai pazienti. Anche il ministero della Salute è sceso direttamente in posta per ridurre il rischio di truffe e tutelare i cittadini da questo genere di false promesse terapeutiche, pubblicando una sezione dedicata alle principali fake news sulle terapie a base di cellule staminali, costruita sulla base delle informazioni contenute sul sito Aifa.


