Roma, 14 aprile – “Lo sciopero ha sempre un senso, perché il modo migliore per difendere i diritti è praticarli e lo sciopero è appunto un diritto, tutelato costituzionalmente. Ma, essendo dichiaratamente e per sua stessa natura un’azione
di rottura, è anche un’inequivocabile segnale di un profondo stato di crisi, del quale bisogna cogliere tutti i segnali e tutte le implicazioni”.
Con questa riflessione, Giuseppe Guaglianone (nella foto), presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Roma e provincia, commenta la giornata di astensione dal lavoro proclamata a livello nazionale dalle sigle sindacali rappresentative dei dipendenti a sostegno del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro scaduto nell’agosto dello scorso anno e culminata in un’affollata manifestazione tenutasi davanti alla sede nazionale di Federfarma a Roma e ribadisce l’invito all’intera comunità dei farmacisti di comunità, titolari e dipendenti – e in particolare ai loro rappresentanti al tavolo contrattuale – di adoperarsi con tutte le forze e la migliore disponibilità per uscire quanto prima dalla logica del muro contro muro. “Il confronto sul rinnovo del Ccnl va riportato responsabilmente in un alveo che possa condurre in tempi rapidi a una positiva definizione delle trattative” afferma il presidente romano.
Il quale aveva già inviato un’analoga sollecitazione, con una nota inviata lo scorso dello 23 marzo alla Federfarma e alle organizzazioni sindacali dei lavoratori, trasmessa in copia anche alla Fofi, dove veniva evidenziata – nel più totale rispetto dei ruoli e delle funzioni di ciascun soggetto di rappresentanza e nella piena consapevolezza della difficoltà delle dinamiche negoziali – la necessità di uscire al più presto da uno stato di mobilitazione sindacale in corso ormai da un anno, sfociato in una nuova giornata di sciopero e tradottosi in un clima di perdurante, forte tensione all’interno della comunità professionale, “pervasa da sentimenti di incertezza che finiscono per penalizzare l’intera categoria e rischiano di eroderne la coesione”.
Per Guaglianone, proprio questo è il nodo cruciale della questione: la tenuta del sistema farmacia e della comunità professionale che lo sostiene. La vacanza contrattuale e il conflitto interno innescano inevitabilmente dinamiche intra-professionali potenzialmente in grado di incrinare la stabilità operativa delle nostre strutture. Uno stallo prolungato determina infatti un disallineamento tecnico e normativo che non giova ai collaboratori, privati del giusto riconoscimento del proprio ruolo, né ai titolari, che necessitano di un quadro economico certo per la gestione professionale delle farmacie. Ma produce inoltre un’instabilità che si riflette negativamente anche sui cittadini, che percepiscono inevitabilmente le difficoltà di un comparto in stato di agitazione.
Da qui il richiamo, che il presidente romano ha ritenuto opportuno reiterare oggi, nella giornata di sciopero, affinché tutte le parti sedute al tavolo negoziale impegnino ogni sforzo per superare le attuali divergenze. “È necessario giungere in tempi brevi a una firma che restituisca equilibrio normativo a tutti i professionisti coinvolti, garantendo quella certezza del diritto che è alla base del corretto esercizio professionale” ribadisce Guaglianone, che oggi ha ricevuto nella sede dell’Ordine numerosi colleghi reduci dalla partecipazione alla manifestazione sindacale di oggi. Il presidente dell’Ordine romano torna quindi a rivolgere il suo appello alle parti: “Deve prevalere il senso di responsabilità istituzionale: il rinnovo del contratto non è una semplice scadenza amministrativa, bensì un atto di rispetto verso migliaia di farmacisti che ogni giorno garantiscono l’efficienza della rete sanitaria sul territorio”.
Ai quali – afferma il presidente dell’Ordine – è dovuto il giusto riconoscimento della professionalità, l’adeguamento del quadro contrattuale all’evoluzione delle responsabilità esercitate ogni giorno, il rafforzamento delle tutele e la necessità di un’organizzazione del lavoro coerente con il ruolo della farmacia nell’assistenza territoriale. Al riguardo l’Ordine romano, riprendendo una sua proposta, poi opportunamente fatta propria e rilanciata dalla Fofi, ritiene fondamentale che il ruolo sanitario del farmacista trovi pieno riconoscimento ed espressione nell’introduzione di un’indennità di ‘specificità sanitaria’, che rappresenterebbe non soltanto un atto dovuto alla professionalità dei colleghi, ma il presupposto necessario per valorizzare chi opera quotidianamente come primo presidio di salute sul territorio.
Guaglianone, a scanso di equivoci, ribadisce che l’ente professionale non ha competenze in materia sindacale e non intende sovrapporsi alle prerogative proprie della contrattazione, ma la posta in gioco supera largamente i contenuti economici e normativi del Ccnl, per estendersi sul futuro stesso della professione farmaceutica e del sistema farmacia (e dunque su quello dell’intero sistema sanitario). “Chi ha più buon senso lo usi, ammonisce un antico e saggio proverbio” conclude il presidente dell’Ordine. “Ritengo che, senza per questo invadere campi altrui, i presidenti di Ordine possano e anzi debbano richiamare tutti a un esercizio di responsabilità per favorire, per quanto possibile, le condizioni per un dialogo serio e costruttivo. L’auspicio è che il confronto in atto approdi rapidamente a una soluzione condivisa, capace di riconoscere il valore del farmacista e di rafforzare ulteriormente la qualità del servizio reso ai cittadini”.


