Roma, 31 maggio – Aifa, con il patrocinio dell’Assemblea regionale siciliana (Ars), ha promosso e organizzato a Palermo, il 29 maggio scorso, un convegno intitolato significativamente La Roadmap dell’Appropriatezza: la medicina di precisione tra innovazione e pratica regionale. Esplicito fin da subito il perimetro dell’iniziativa, pensata come un necessario momento di confronto e dialogo tra Agenzia regolatoria e Regioni, utile a fare il punto sull’utilizzo dei dati e dell’innovazione nelle decisioni terapeutiche, ma anche a individuare strategie comuni che a livello regionale possano portare a un uso corretto e sostenibile del farmaco a un suo equo accesso.
L’iniziativa è un ulteriore step del percorso avviato nei mesi scorsi a Milano, dove AIFA aveva promosso un primo momento di confronto dedicato alla costruzione di una nuova stagione di collaborazione tra livello centrale e territori. L’evento di Palermo è stato un’occasione per approfondire quella traiettoria, portando il dibattito su alcuni dei temi oggi più centrali per il futuro del Servizio sanitario nazionale: appropriatezza prescrittiva, sostenibilità, innovazione terapeutica, medicina di precisione, utilizzo dei dati e uniformità di accesso alle cure.
Gli interventi istituzionali
I lavori palermitani, moderati dalla giornalista Elvira Terranova, sono stati aperti da una serie di saluti istituzionali, rimo fra i quali quello del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno (nella foto), che ha subito acceso i riflettori sull’importanza del ruolo regionale nella sfida della medicina di precisione: “In tema di sanità il mezzo virtuoso è l’appropriatezza, un equilibrio tra il dover garantire l’accesso ai cittadini alle migliori cure e la responsabilità di preservare il sistema sanitario nazionale” ha affermato Galvagno. “Anche la Sicilia è chiamata alla sfida della medicina di precisione e l’esigenza di non restare indietro corsa all’innovazione che però deve essere assolutamente coordinata con interlocuzioni a tutti i livelli”. A seguire, gli interventi di Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera dei Deputati, Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute, Massimo Midiri, rettore dell’Università degli Studi di Palermo e Robert Giovanni Nisticò, presidente di Aifa.
“Una vera cultura sanitaria regionale nasce dall’inclusione di ogni fascia sociale e solo con un’attività capillare di screening, democratica e universale, si possono abbattere tante criticità: sono sfide che dobbiamo vincere per puntare a una medicina 5.0: preventiva, predittiva e di
precisione” ha detto Mulè, al quale hanno fatto eco le dichiarazioni di Gemmato (nella foto): “Dobbiamo contemperare la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale con l’accesso equo alle terapie innovative che stanno trasformando malattie un tempo mortali in patologie croniche gestibili” ha detto il sotto segretario alla Salute. “L’obiettivo è trovare un equilibrio concreto: portare il farmaco più vicino al cittadino e, insieme, assicurare un uso più efficiente delle risorse pubbliche. In questa direzione stiamo finalizzando un Testo Unico della legislazione farmaceutica, per superare la logica delle misure emergenziali, semplificare il quadro normativo e rafforzare un Servizio sanitario già riconosciuto tra i migliori al mondo”.
A chiudere la fase introduttiva dei saluti istituzionali è stato Nisticò (nella foto a sinistra): “Una delle grandi sfide che stiamo fronteggiando come Aifa è proprio quella di comunicare, e farlo bene. È un tema importante, e io ringrazio l’Agenzia tutta per gli sforzi in tale direzione, abbiamo strumenti preziosi come AIFA Incontra e AIFA Ascolta, ma l’Agenzia si muove anche sul territorio: a dicembre in Lombardia come oggi in Sicilia” ha detto il presidente dell’agenzia regolatoria nazionale. “La prescrittomica è una delle sfide del presente, ne parliamo oggi perché l’appropriatezza prescrittiva è fondamentale per ottimizzare le risorse e per il bene dei cittadini. Centralità del paziente e strumenti a disposizione dei professionisti della salute sono due elementi imprescindibili: con lo sforzo condiviso di tutti, possiamo dare un contributo determinante”.
I lavori del convegno, tra Aifa e Regioni un rapporto in evoluzione
Il primo panel ha approfondito il tema della medicina di precisione non solo come evoluzione tecnologica, ma come trasformazione culturale dell’approccio terapeutico. Al centro del dibattito la capacità di utilizzare dati clinici, genomici e prescrittivi per orientare le decisioni in maniera appropriata, personalizzata e sostenibile, con un’attenzione specifica alla prescrittomica come modello decisionale capace di integrare innovazione, appropriatezza ed equità.
I lavori del convegno sono stati strutturati in due pane: al primo hanno partecipato Simona Loizzo (capogruppo della Lega in Commissione Sanità della Camera), Massimo Fabi (coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome), Maurizio Simmaco (rappresentante del tavolo Aifa su Medicina di Precisione e Prescrittomica), Giuseppe Quintavalle (presidente della Fiaso), Annalisa Scopinaro (presidente di Uniamo) e Giorgio Stassi (ordinario di Medicina di Precisione in Area medica, chirurgica e critica dell’Università di Palermo e coordinatore del progetto Heal Italia sulla Medicina di precisione).
Il secondo panel si è concentrato sulle modalità con cui le Regioni stanno affrontando la sostenibilità farmaceutica e l’appropriatezza prescrittiva, in uno scenario caratterizzato dall’arrivo di terapie sempre più innovative e ad alto impatto economico. Il confronto ha evidenziato come il rapporto tra Aifa e Regioni stia evolvendo verso forme di collaborazione più strutturate, basate sulla costruzione comune di strumenti, metodologie e percorsi di governance.
Amplificano questi concetti le parole di Pierluigi Russo (nella foto), direttore tecnico-scientifico dell’Aifa: “Nel governo della spesa farmaceutica Aifa e Regioni concretizzano attività complementari. Da parte nostra c’è la totale disponibilità a collaborare per individuare criticità, offrendo strumenti e competenze insieme ai documenti che approntiamo sulla spesa farmaceutica. Ma c’è anche bisogno del contributo delle Regioni, che devono programmare e controllare l’appropriatezza prescrittiva: in questo può risultare molto utile lo scenario della prescrittomica”.
Hanno partecipato al secondo panel anche Pasquale Cananzi (dirigente responsabile del Servizio Farmaceutica del Dipartimento per la Pianificazione strategica della Regione Siciliana), Arturo Cavaliere (presidente della SifoO), Franco Perrone (past president di Aiom) Giorgio Arnaldi (ordinario di Promozione della Salute, Materno-infantile, di Medicina interna e Specialistica di eccellenza dell’Università di Palermo) e Filippo Drago, professore ordinario di Farmacologia dell’Università di Catania).
Interconnessione e collaborazione chiave per il futuro

Le conclusioni sono state affidate ad Angelo Gratarola (nella foto), direttore del Dipartimento regionale Emergenza dell’Agenzia ligure sanitaria e componente del CdA Aifa: “C’è un filo rosso che lega tutti gli interventi di oggi: gli scenari futuri sono imprevedibili e mutevoli, ma ci invitano a prepararci ad affrontare qualsiasi ostacolo si possa presentare. La macchina sanitaria chiede politiche decise e pragmatiche, capaci di contrastare certe narrazioni sulle liste d’attesa e sull’attrattività del Servizio sanitario nazionale” ha detto Gratarola, per poi professore la sua “fede” nella precrittomica: “Ci credo fortemente come progetto accademico e universitario, destinato a diventare elemento strutturale nella pratica clinica”.
A chiudere il sipario, con una considerazione non solo di merito ma anche di metodo, è stato il direttore amministrativo di Aifa Giovanni Pavesi, per il quale il convegno che l’Aifa ha voluto organizzare in Sicilia “è l’espressione plastica di quello che vuole essere attualmente l’Agenzia. Noi abbiamo sfide vere: qualità delle cure e sostenibilità nei costi; vogliamo vincerle trovando strumenti che siano intelligenti e utili ai nostri progetti. Ci sono sfide importanti, e ritengo che Aifa abbia tutte le caratteristiche per raggiungere i suoi scopi: possiamo essere sempre più interconnessi e collaborare con le regioni è la chiave verso il futuro”.


