Roma, 9 giugno -Più di 50 milioni di euro di investimento per rafforzare capacità produttiva, innovazione tecnologica e competitività, rispondendo alla crescente domanda del mercato in Italia e in Europa. È questo il messaggio di Fine Foods Pharmaceuticals N.T.M. SpA., al centro della nuova tappa di Fabbriche Aperte, il progetto promosso da Egualia, l’associazione che riunisce le industrie produttrici di farmaci equivalenti, biosimilari e value added medicines in Italia, per valorizzare il ruolo delle aziende impegnate nella produzione di farmaci in Italia, con un focus su quelli fuori brevetto, e raccontare alle istituzioni e all’opinione pubblica il valore industriale, occupazionale e strategico di un comparto fondamentale per il Paese.
L’iniziativa ieri ha fatto tappa a Brembate, nel sito produttivo dell’azienda associata Fine Foods & Pharmaceuticals N.T.M. S.p.A., una Csdmo (Contract Solutions Development & Manufacturing Organization) italiana indipendente, specializzata nello sviluppo e nella produzione in conto terzi di prodotti per l’industria nutraceutica, farmaceutica e cosmetica e quotata all’Euronext STAR Milan, dove è stato inaugurato un nuovo stabilimento innovativo ad alta tecnologia, che affianca il sito produttivo esistente.
Presenti al taglio del nastro (nella foto), insieme al padrone di caso il padrone di casa Marco Eigenmann, presidente di il presidente di Fine Foods & Pharmaceuticals, numerosi rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, tra i quali il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, il presidente della Commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, il presidente della Commissione Welfare di Regione Lombardia e membro del CdA Aifa, Emanuele Monti, il sindaco di Brembate Luca Rosa e, in collegamento da remoto, la vice capo gabinetto del Mimit Elena Lorenzini.
«Da dieci anni Fabbriche Aperte mostra concretamente il volto industriale della nostra filiera attraverso le strutture, i processi produttivi e le risorse umane delle aziende che producono farmaci equivalenti in Italia: imprese che investono, innovano e producono nel nostro Paese medicinali essenziali per milioni di cittadini” ha affermato Riccardo Zagaria, presidente di Egualia
(nella foto), intervenuto all’evento. “Oggi i farmaci equivalenti rappresentano quasi il 40% dei medicinali dispensati in Italia attraverso farmacie e ospedali e costituiscono una componente fondamentale dell’assistenza farmaceutica del Paese, contribuendo ogni giorno alla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e a garantire l’accesso alle cure».
Il valore del comparto dei farmaci equivalenti, tuttavia, non può più essere letto soltanto in termini di risparmio. Si tratta infatti di una manifattura importante, un settore che conta quasi 11mila addetti diretti, impegnati in oltre 100 aziende e 50 impianti produttivi che sono del tutto o in parte dedicati a questa componente della farmaceutica italiana. Un ecosistema che genera 6,4 miliardi di euro di produzione, con al centro la filiera delle Cmo (Contract manufacturing organization) e Cdmo (Contract development & manufacturing organization), 1,6 miliardi di euro di valore aggiunto diretto e 2,2 miliardi di euro di export. La crisi delle supply chain mondiale, le tensioni geopolitiche e il tema della sicurezza degli approvvigionamenti hanno inoltre evidenziato il ruolo strategico che i medicinali fuori brevetto rivestono per il sistema industriale italiano ed europeo.
“Investimenti come quello realizzato da Fine Foods dimostrano che esiste in Italia una capacità produttiva evoluta e avanzata su cui costruire una vera politica industriale per il farmaco” ha osservato Zagaria. “L’Europa e l’Italia devono scegliere se continuare a considerare questi medicinali esclusivamente come una voce di contenimento della spesa oppure come una infrastruttura strategica di salute pubblica, resilienza industriale e autonomia produttiva” ha quindi concluso il presidente di Egualia, chiamando in causa le istituzioni: “Servono politiche coerenti che sostengano investimenti, capacità manifatturiera e sicurezza delle forniture per milioni di cittadini soprattutto quelli più fragili colpiti da malattie croniche”.
“Fabbriche Aperte rappresenta un’occasione importante per mostrare il valore strategico di un comparto che il Governo considera centrale
per il futuro industriale del Paese” ha sottolineato Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy (nella foto), in un messaggio inviato in occasione dell’evento. “Con il Tavolo permanente sulla politica industriale e sanitaria, istituito al Mimit insieme al ministro Schillaci, lavoriamo per rafforzare la filiera nazionale e chiedere all’Europa di non introdurre nuovi vincoli che rischierebbero di frenare ricerca, competitività e sviluppo”.
Pietro Oriani, amministratore delegato di Fine Foods, ha avuto occasione di illustrare come il nuovo stabilimento inaugurato ieri rappresenti uno straordinario passo in avanti per il valore imprenditoriale, produttivo e occupazionale dell’azienda: “Il sito produttivo di Brembate rappresenta uno dei riferimenti più avanzati del comparto farmaceutico italiano. Al sito esistente abbiamo affiancato un nuovo edificio di circa 11.000 metri quadrati, autorizzato da Aifa nell’ottobre 2025 e già pienamente operativo” ha spiegato Oriani. “Qui tecnologia, qualità e sostenibilità convivono in un modello produttivo evoluto che consente di realizzare compresse e capsule gestendo numerosi principi attivi differenti secondo i più elevati standard di sicurezza e qualità.
L’investimento di oltre 50 milioni di euro non rappresenta soltanto nuova capacità produttiva, ma anche un importante motore di sviluppo occupazionale in Lombardia, dove il Gruppo concentra, nei tre stabilimenti dedicati alle Business Unit Nutraceutica, Farmaceutica e Cosmetica, 148 linee produttive e quasi 1.000 dipendenti e collaboratori altamente specializzati”.
Che il sito produttivo farmaceutico di Brembate rappresenti per Fine Foods molto più di un investimento industriale ha voluto ribadirlo anche il presidente dell’azienda, Marco Eigenmann: “Si tratta di una conferma della solidità del nostro modello di business e della visione di lungo periodo che guida il Gruppo” ha detto Eigenmann, ricordando che come Csdmo indipendente, Fine Foods si posiziona “come partner strategico per oltre 130 brand globali e per l’intera filiera dei farmaci equivalenti italiani, mettendo a disposizione competenze scientifiche evolute, capacità produttive avanzate e un approccio orientato alla trasformazione della complessità in soluzioni concrete per i clienti. La nuova struttura” ha quindi concluso il presidente “nasce per accompagnare la crescita futura del Gruppo e rafforzare ulteriormente il nostro posizionamento internazionale“.


