Roma, 25 giugno – Nel caldo canicolare che ormai da giorni stringe in una morsa la Penisola sono pochi a considerare con lucidità e consapevolezza che le condizioni climatiche estreme sono qualcosa di molto di più che un “fastidio”. La stragrande maggioranza delle persone si concentra infatti su come sottrarsi alle alte temperature (più equatoriali che tropicali, ormai), cercando ogni modo utile per rinfrescarsi e finendo in molti, troppi casi per dimenticare che il grande caldo è anche – letteralmente – una variabile clinica vera e propria, soprattutto per chi prende farmaci tutti i giorni. Ovvero milioni di persone, nel nostro Paese, soprattutto tra gli over 65,
In questo contesto di stress climatico, è bene ricordarlo, il farmaco non è un bene di consumo neutro, ma un presidio delicato che richiede attenzione rigorosa, se possibile ancora superiore a quella che gli deve essere in ogni caso riservata. Proprio per questo, l’Ordine dei Farmacisti di Roma – sulla scia di iniziative similari già assunte dalle istituzioni sanitarie – ha deciso di scendere in campo nel suo territorio per tutelare i cittadini, realizzando un Decalogo per la tutela della salute pubblica durante le ondate di calore, un vademecum operativo che mette al centro il ruolo del farmacista (il professionista di salute di più immediato accesso sul territorio) come supervisore clinico del percorso di cura.
“La nostra priorità è garantire che il medicinale mantenga intatta la sua efficacia” spiega il presidente dell’Ordine Giuseppe Guaglianone (nella foto).”Temperature superiori ai 25°C possono degradare i principi attivi, rendendo indispensabile una vigilanza tecnica che solo il professionista in farmacia può assicurare”.
Il decalogo, per il quale è in corso un’ampia campagna di diffusione, tocca i punti nevralgici della salute estiva. Si va dalla corretta conservazione termica — con un richiamo particolare alla catena del freddo (2-8°C) — alla valutazione dell’integrità delle formulazioni, spesso messe a dura prova dal clima. Un focus specifico è dedicato alle fasce fragili: anziani e bambini richiedono una protezione supplementare, con un monitoraggio costante che il farmacista coordina in sinergia con i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta.
Ma l’Ordine non si limita alla gestione del farmaco. Il documento affronta infatti con decisione il tema della disinformazione digitale, un fenomeno che negli ultimi anni ha inquinato il dibattito sulla salute. “Il web è pieno di consigli pericolosi e privi di base scientifica” avverte l’Ordine. “Invitiamo i cittadini a fare affidamento esclusivamente sulla consulenza certificata del proprio farmacista, punto di riferimento per una prevenzione basata sull’evidenza scientifica e sull’impegno deontologico”.
Il decalogo include inoltre raccomandazioni fondamentali su idratazione e alimentazione funzionale, esortando i cittadini a non ricorrere a soluzioni estemporanee, ma a confrontarsi con il professionista per tarare ogni assunzione sulle proprie condizioni patologiche e farmacologiche. La farmacia di comunità si conferma così un presidio di scienza e legalità, pronto a offrire una consulenza che protegge il paziente da ogni rischio, evitando la frammentazione del percorso di cura.


