Roma, 1 luglio – La violenza di genere rappresenta una sfida sociale complessa che richiede una risposta condivisa, fondata sulla collaborazione tra istituzioni, professioni sanitarie, associazioni, imprese e comunità locali. Sfida che – ormai da 15 anni – vede schierate in prima fila le farmacie italiane, che – in ragione della loro capillare diffusione del territorio e del rapporto fiduciario che inevitabilmente innescano con la comunità di riferimento – sono particolarmente sensibili (ma anche attrezzate) per individuare e intercettare situazioni di fragilità e di indirizzare, se del caso, le persone verso i servizi più competenti.
A dimostrarlo una volta di più è il Progetto Mimosa Lombardia presentato ieri a Milano a Palazzo Pirelli (nella foto dell’Ufficio Stampa del Consiglio regionale i relatori intervenuti), iniziativa promossa da Farmaciste Insieme che segna l’avvio del progetto pilota nazionale destinato a sviluppare e sperimentare un modello strutturato di ascolto, informazione e orientamento rivolto alle donne vittime di violenza attraverso il coinvolgimento delle farmacie e la collaborazione con la rete territoriale dei servizi.
Il Progetto Mimosa rappresenta una delle più significative esperienze sviluppate dal mondo della farmacia italiana nel sociale: partito da Napoli nel 2013, grazie all’Associazione Farmaciste Insieme presieduta da Angela Margiotta (nella foto), ha coinvolto nel tempo 19 mila farmacie in Italia, sviluppando via via iniziative, campagne e strumenti per offrire supporto alle donne vittime di violenza, obiettivo che rappresenta il cuore di Farmaciste Insieme e la sua principale mission, anche se negli anni l’attività dell’associazione è evoluta in una rete attiva anche sui temi della prevenzione e della salute, soprattutto di genere.
Il progetto dell’Associazione Farmaciste Insieme si è sviluppato all’interno delle farmacie italiane facendo leva sulle caratteristiche di sempre della farmacia di comunità, tanto da poter essere definite ontologiche, già ricordate prima: la presenza capillare sul territorio, la vicinanza alle persone e il ruolo di professionista di salute del/della farmacista che ogni giorno accoglie, ascolta e orienta i cittadini nei loro bisogni di salute.
Ora il Progetto Mimosa cambia passo e lo fa a cominciare dalla Lombardia, primo laboratorio operativo di una nuova fase. Le farmaciste e i farmacisti lombardi che hanno aderito all’iniziativa hanno partecipato a uno specifico percorso formativo sviluppato in collaborazione con esperti impegnati nel contrasto alla violenza di genere e con i professionisti che operano all’interno della rete territoriale anti-violenza. Il percorso ha fornito strumenti utili per riconoscere situazioni di fragilità, accogliere eventuali richieste di aiuto in modo appropriato e sicuro e orientare le donne verso i servizi competenti presenti sul territorio.
I principali strumenti di comunicazione sono una locandina informativa dedicata, esposta nelle farmacie aderenti, dotata di QR Code che consente di accedere rapidamente a informazioni e contatti utili, e l’App Free Bees, che permette di consultare in modo semplice e riservato numeri utili, centri anti-violenza, servizi territoriali, informazioni dedicate alle donne che vivono situazioni di difficoltà.
“Da oltre quindici anni il Progetto Mimosa valorizza la funzione sociale della farmacia” ha sottolineato aprendo il convegno di presentazione milanese il presidente del
Consiglio regionale della Lombardia Federico Romani (nella foto). “La forza di questo progetto è un’intuizione semplice: portare l’aiuto nei luoghi che le persone frequentano ogni giorno. Le farmacie sono presìdi di prossimità, punti di riferimento, luoghi in cui si crea un rapporto di fiducia tra cittadini e professionisti sanitari e spesso il farmacista è una delle prime persone a cui ci si rivolge quando si vive una situazione di difficoltà. È una figura che ascolta, che osserva, che può cogliere segnali che altri non vedono. Ed è proprio questo che rende le farmacie uno strumento prezioso nella prevenzione e nel contrasto della violenza”.
“Il Progetto Mimosa nasce dall’esperienza quotidiana delle farmaciste e dei farmacisti che operano nelle comunità locali” ha detto l Angela Margiotta, profondamente soddisfatta e comprensibilmente orgogliosa per lo sviluppo del progetto avviato quindici anni fa da Farmaciste Insieme. “In questi anni abbiamo compreso quanto sia importante offrire alle donne non soltanto informazioni, ma anche ascolto, orientamento e la possibilità di essere accompagnate verso i servizi competenti. Oggi, con il Progetto Pilota Lombardia, compiamo un ulteriore passo in avanti e grazie alla nascita del Board Insieme Lab professioni sanitarie, istituzioni, associazioni civiche, imprese e mondo dello sport potranno lavorare meglio insieme per condividere esperienze, sviluppare buone pratiche e costruire modelli di collaborazione da mettere a disposizione dei territori a tutela delle donne, favorendo percorsi di aiuto sempre più efficaci sul territorio per fare in modo che nessuna donna venga lasciata sola“.
Anche Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia (nella foto), ha voluto sottolineare il passo in avanti rappresentato dall’avvio del progetto lombardo: “Insieme all’Associazione Farmaciste Insieme, che da tantissimi anni si occupa con dedizione di questo tema, facciamo partire un progetto che consentirà alle farmacie lombarde di attivare una comunicazione ancora più diretta, stretta e strutturata con i centri antiviolenza. Nella mia lunga esperienza professionale è capitato tante volte di accogliere mogli che si sfogavano per le violenze subite, o madri preoccupate per i comportamenti aggressivi dei giovani figli.
Davanti a questi episodi noi siamo delle vere e proprie sentinelle” ha detto ancora Racca, che in conclusione non ha voluto rinunciare a un piccolo sussulto di orgoglio regionale: La Lombardia ha sempre dimostrato di avere il cuore in mano e qui, oggi, nasce un vero e proprio ‘cuore farmaceutico’ capace di dare risposte concrete, proprio come abbiamo sempre fatto in occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne”.
Molti – e sostanzialmente sovrapponibili nei contenuti – gli altri autorevoli interventi succedutisi ieri: il presidente della Fofi Andrea Mandelli, la tesoriera nazionale di Federfarma e delegata regionale di Farmaciste Insieme Clara Mottinelli, la Consigliera regionale della Lombardia Claudia Carzeri, l’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Pari opportunità della Regione Lombardia Elena Lucchini, la presidente della Federazione nazionale degli infermieri Barbara Mangiacavallo, il segretario generale della Fondazione Ospedale Niguarda Riccardo Bertollini, la vice segretario vicario di Fimmg Lombardia Anna Carla Pozzi e il presidente nazionale Uisp Tiziano Pesce.
Tutti – oltre a sottolineare il ruolo della farmacia e dei farmacisti nel territorio, capaci di andare ben oltre la sanità per acquistare una rilevante dimensione sociale – hanno sottolineato il rilievo e il significato del nuovo Board inter-professionale delle Reti territoriali del Progetto Mimosa Lombardia, strumento permanente di confronto che – oltre a mettere a sistema le competenze di tutti i soggetti attivi sul territorio – vuole anche ricordare che, se è vero che nessuno si salva da solo, è necessariamente ancora più vero che le possibilità di salvarsi crescono esponenzialmente se si prova a farlo tutti insieme, con consapevolezza e impegno.


