Roma, 22 settembre – La carenza di medici e professionisti della sanità rischia nel breve volgere di qualche anno di diventare un’emergenza sanitaria di portata mondiale. È il quadro che emerge dal nuovo rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sui livelli e sulle tendenze della forza lavoro sanitaria globale. che evidenzia come l’invecchiamento della forza lavoro medica e le profonde disuguaglianze nella distribuzione delle competenze rischiano di aggravare ulteriormente la situazione.
Secondo l’OMS, nel mondo operano oggi oltre 70 milioni di lavoratori della salute e dell’assistenza e la densità complessiva di medici, personale infermieristico e ostetrico, dentisti e farmacisti è aumentata del 52% negli ultimi vent’anni. Ma le differenze territoriali restano profonde: la densità dei medici nella Regione europea dell’Oms è 13 volte superiore a quella registrata nella Regione africana.
L’allarme riguarda soprattutto il futuro. La carenza globale, spiega l’Oms in un comunicato stampa, è prevista in 11,1 milioni di operatori sanitari entro il 2030, mentre circa un medico su quattro nel mondo ha almeno 55 anni e si avvicina quindi all’età pensionabile. L’Oms sottolinea che nei Paesi ad alto reddito, tra cui molti europei, la proporzione sale a circa un medico su tre, poiché presentano una percentuale maggiore di professionisti sanitari anziani. In questi Paesi, un medico su tre andrà in pensione nei prossimi dieci anni, delineando un possibile ricambio generazionale di dimensioni senza precedenti che potrebbe produrre impatti drammatici sui sistemi sanitari.
L’Italia, al riguardo, è uno dei Paesi più esposti al rischio: secondo dati di Eurostat del 2025, già nel 2022 il 26,7% dei medici italiani aveva un’età pari o superiore a 65 anni. In questa fascia di età, l’Italia è stata seguita da Ungheria (22,4%) ed Estonia (22,3%). La Germania è il Paese con la quota più alta di medici di età compresa tra 55 e 64 anni (il 36,1%), seguita da Bulgaria (33,9%) e Lettonia (27,4%), ma se si considerano tutti i medici con età superiore al 55 anni, l’Italia è, insieme alla Bulgaria, il Paese d’Europa con la quota più alta di medici in servizio nelle fasce d’età avanzate. E dunque quello che, prevedibilmente, sconterà maggiori conseguenze da un ricambio generazionale che si annuncia estremamente problematico e rischia di avvitarsi nel dramma soprattutto per alcune specialità come medici d’emergenza, pediatri, internisti, anestesisti, chirurghi generali e psichiatri.
Il rapporto sulle tendenze del mercato del lavoro in sanità è basato su dati provenienti da oltre 100 Paesi. Si stima che entro il 2030 67 Paesi non avranno personale sufficiente per mantenere gli standard di assistenza medica di cui godono attualmente. Per mantenere l’attuale rapporto tra professionisti sanitari e popolazione, sono necessari altri 832.000 professionisti sanitari, il che – secondo il rapporto Oms – potrebbe aumentare la dipendenza da professionisti sanitari stranieri nei Paesi più poveri, con un potenziale impatto sugli standard di assistenza medica in tali regioni.


