Rinnovo Ccnl farmacie private, il 13 novembre presidio sindacale di protesta a Rimini

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Roma, 8 novembre – Ancora presidi e manifestazioni di protesta nel cuore delle città dei farmacisti dipendenti da farmacie private, che reclamano il rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro, scaduto il 31 agosto 2024. A scendere in piazza a Rimini e animare un presidio promosso da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs saranno il prossimo 13 novembre i dipendenti delle farmacie della provincia romagnola (circa 500), che tornano dunque a mobilitarsi, dopo le proteste del 1° luglio del 2025 (nella foto del titolo, da RiminiToday). L’obiettivo è sempre lo stesso: ribadire le richieste di un nuovo contratto adeguato al servizio che rendono nelle farmacie del territorio, che dal 1° gennaio 2026 sono riconosciute a pieno titolo come strutture del Servizio sanitario nazionale.

Il contratto continua però a latitare, nonostante la massiccia mobilitazione sindacale che ha portato fin qui a due scioperi nazionali, il 6 novembre 2025 e il 13 aprile 2026 (con corteo a Roma). Le ragioni della protesta sono note: per i farmacisti aumentano esponenzialmente compiti, responsabilità e carichi di lavoro, i servizi e le prestazioni sanitarie, dalle vaccinazioni alla telemedicina passando per le analisi di prima istanza e i servizi di sportello del Ssn, senza che però tutto questo trovi riconoscimento in un congruo adeguamento delle retribuzioni, che sono e restano quelle del contratto scaduto più di due anni fa. Le trattative sono ancora in stallo, per responsabilità esclusiva di Federfarma, a giudizio dei sindacati, arroccatasi nel fortino di proposte economiche che non sembra in alcun modo disposta a voler rivedere, nonostante siano giudicate inaccettabili dalle rappresentanze dei lavoratori.

Una situazione che i sindacati provano ora a forzare con la nuova tornata di manifestazioni di protesta cominciata in tutto il Paese, un’onda che ha già toccato Marche e Sardegna e arriva ora a Rimini, per gridare alla controparte, ma anche alle istituzioni e all’opinione pubblica, la stanchezza, lo sconcerto e la rabbia di una categoria che – per usare le parole dei sindacati – è “ostaggio di Federfarma e del suo rifiuto di chiudere positivamente il negoziato”, in un contesto nel quale i margini di guadagno delle farmacie continuano ad aumentare, mentre l’aumento salariale offerto ai dipendenti non solo non considera in alcun modo i nuovi carichi di lavoro e le nuove responsabilità loro affidate, ma è anche molto lontano dai parametri dell’aumento del costo della vita.

E, anche nell’intento di rendere chiaro a chi vanno attribuite le responsabilità della situazione, i sindacati ricordano che nello stesso settore c’è chi ha scelto la strada di un un confronto serio e responsabile, rendendo possibile raggiungere un accordo dignitoso: un riferimento esplicito al rinnovo del Ccnl delle farmacie di proprietà pubblica sottoscritto di recente da Assofarm e sigle sindacali. I quali, esponendo e valutando al tavolo delle trattative le rispettive diverse istanze e ragioni alla luce del contesto generale, hanno alla fine trovato una “quadra” che ha permesso di rinnovare il contratto di lavoro. Risultato che, evidentemente, si può portare a casa. Ed è proprio questo che i sindacati tornano a chiedere con le loro nuove manifestazioni pubbliche: un contratto che riconosca “un salario adeguato al costo della vita; competenze e responsabilità in crescita; pari dignità rispetto a chi, nelle farmacie speciali, ha già il contratto rinnovato”.

Per riuscirci e mettere fine a una vertenza che riguarda i 60 mila le lavoratrici e i lavoratori delle farmacie private in tutta Italia, è ovviamente necessario che Federfarma esca dal fortino dell’indisponibilità a rivedere le proprie posizioni in cui i sindacati l’accusano di essersi asserragliata. E il presidio di protesta del 13 novembre a Rimini, così come gli altri che seguiranno in altre città italiane, si propone di dare un’altra spallata che induca finalmente la sigla dei titolari di farmacia a riprendere le trattative contrattuali con un atteggiamento di maggiore apertura e disponibilità.

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