Roma, 22 febbraio – Assofarm e Farmacieunite rinsaldano la “fruttuosa collaborazione” inaugurata due anni fa e si preparano a rilanciarla, anche esplorando direzioni (questo sembra di capire leggendo tra le righe) che definiscano meglio, anche sotto il profilo organizzativo, il “gemellaggio” tra le due sigle.
È quanto emerge dal comunicato diffuso alla fine della scorsa settimana da Farmacieunite, il sindacato di farmacie nato in Veneto che, oltre a consolidare la sua presenza nella Regione di provenienza, è riuscito in poco tempo ad affiliare farmacie di altre Regioni e ad accreditarsi come interlocutore credibile nei confronti della parte pubblica.
La nota ha fatto seguito a un incontro tra i vertici delle due sigle (presenti Venanzio Gizzi e Francesco Schito per Assofarm e Franco Gariboldi Muschietti e Maurizio Giacomazzi per Farmacieunite) tenutosi a Roma la settimana scorsa, nel corso del quale è stata tirato un primo bilancio della collaborazione condotta finora, che – si legge nel comunicato di Farmacieunite – “ha permesso a entrambe le realtà associative di intervenire in maniera diretta e funzionale sui principali temi del panorama sanitario, dalla farmacia dei servizi al ddl Concorrenza, passando per la remunerazione e avendo condiviso una approfondita riflessione sui contenuti del prossimo rinnovo convenzionale.”
Direzione e obiettivi, insomma, continuano a essere gli stessi e dal momento che la partnership tra le due sigle ha dimostrato di funzionare, anche sul terreno strettamente operativo e funzionale (con il reciproco scambio di expertise e servizi), rafforzarla, prima e più ancora che un’opzione, diventa una scelta inevitabile.
Le due sigle sono già al lavoro su alcuni progetti comuni (finora non anticipati). “Il rapporto con Assofarm appare significativo nel convogliare due soggetti simili, per obiettivi e vedute, in un progetto di portata sempre più ampia e stabile, utile a rinsaldare i vincoli di partecipazione alla realtà dell’altro” spiega nella nota alla stampa il presidente di Farmacieunite Muschietti (nella foto). “Inoltre, guardare nella stessa direzione e condividere le scelte, porta inevitabilmente a unire le forze e a essere sempre più forti e rappresentativi sul piano nazionale”.
La sensazione che si ricava dalle parole scelte da Muschietti è che Assofarm e Farmacieunite stiano cominciando a considerare la prospettiva di una definizione più efficace del piano di collaborazione, una sorta di “cornice” comune che porti le due sigle, ferme restando identità e autonomia di ciascuna, a precisarsi come un’aggregazione coesa e funzionale capace, da una parte, di implementare la attività di interlocuzione concreta con le istituzioni (in particolare le Regioni), ai fini del pieno riconoscimento delle farmacie come presidi in grado di assicurare elevati livelli di servizio attraverso una più compiuta integrazione con la rete sanitaria territoriale, e dall’altra di sviluppare e migliorare il numero e il livello, già molto elevati, dei servizi di supporto resi alle farmacie associate, pubbliche e private.
Se così davvero fosse, si tratterebbe di una novità davvero significativa sul terreno della rappresentanza degli interessi della filiera farmaceutica, che peraltro – a giudizio di molti osservatori – sarà in ogni caso inevitabilmente destinato a subire profondi cambiamenti con l’ingresso del capitale nella proprietà delle farmacie.


