Roma, 18 marzo – Di governance della farmaceutica si è occupato con sicura cognizione di causa, durante il suo intervento al seminario della Fondazione Astrid (di cui è peraltro uno dei più autorevoli componenti del direttivo) anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti (nella foto).
Fu proprio lui, del resto, a ideare il meccanismo di ripiano del pay back, introdotto con la Finanziaria 2007 per venire incontro all’esigenza di una maggiore flessibilità del mercato farmaceutico, consentendo da un lato l’erogazione di risorse economiche alle Regioni a sostegno della spesa farmaceutica di ciascuna, e dall’altro l’opportunità per le aziende farmaceutiche di effettuare le scelte sui prezzi dei loro farmaci sulla base delle proprie strategie di mercato.
Un meccanismo, quello dei tetti e dei ripiani, che a giudizio del suo stesso ideatore, continua a essere efficace e a funzionare per la spesa territoriale ma mostra la corda per la spesa farmaceutica ospedaliera, dove il tetto viene largamente sfondato, “prima di tutto a causa del suo sottodimensionamento”, ha spiegato De Vincenti.
Bisogna dunque “inventarsi” qualcosa di nuovo, che per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio potrebbe essere l’inclusione della spesa ospedaliera per farmaci nel sistema dei Drg, i famosi diagnosis related group, raggruppamenti omogenei di diagnosi, strumento di classificazione del “prodotto” finale dell’ospedale anche in relazione all’ assorbimento di risorse impegnate.
L’ipotesi è già avanzata da tempo da esperti come Nello Martini, che ormai da più di un anno suggerisce la necessità di passare a un modello di governance basato sui costi assistenziali della patologia, mettendo insieme farmaceutica, ricoveri ospedalieri e specialistica, che consenta di valutare se l’introduzione di un nuovo farmaco è in grado di ridurre la spesa e permetta quindi di “compensare” tra loro i processi del costo assistenziale della patologia.
“Si tratta, in buona sostanza, di costruire un vincolo rigido di bilancio sull’intero percorso di cure relativo a una determinata patologia, farmaci compresi” ha spiegato De Vincenti “sulla falsariga del sistema già applicato all’ospedalità convenzionata, che potrebbe essere fruttuoso estendere anche al pubblico.”
Per il sottosegretario di Palazzo Chigi, però, i tetti separati debbono restare: “Introdurne uno che includa sia la spesa territoriale che quella ospedaliera sarebbe sbagliato e dannoso, in quanto si tratta di due dinamiche che rispondono a logiche troppo differenti” ha spiegato De Vincenti, confermando che quella sul rimborso a Drg generalizzato è un’ipotesi su cui si è già cominciato a ragionare nei due distinti tavoli sulla governance della spesa aperti dal Governo, uno con le Regioni e l’altro con l’industria. “Siamo all’inizio e devono essere fatte ancora molte valutazioni, perché ad esempio il sistema per Drg non permetterebbe di ‘tenere dentro’ i farmaci innovativi. Ma i tavoli stanno appunto lavorando intensamente per individuare soluzioni efficaci”.


