Roma, 12 maggio – Dopo Farmindustria e Assogenerici, un altro player importante della filiera del farmaco interviene ad alzo zero sulla proposta di nuova governance della farmaceutica avanzata nei giorni scorsi dalla Conferenza delle Regioni.
Anche Federfarma, infatti, scende in campo con un’intervista alla presidente Annarosa Racca (nella foto) pubblicata oggi dalla testata on line del sindacato Filodiretto, per dare voce al proprio radicale dissenso nei confronti delle proposte avanzate dalle Regioni: “Non fanno altro che riproporre schemi ormai inadeguati. Ed esprimono una visione dell’assistenza farmaceutica inappropriata e autoreferenziale” è il liquidatorio giudizio di Racca sul pacchetto di misure dei governatori.
La presidente di Federfarma boccia in particolare la riorganizzazione dei tetti sulla farmaceutica, che le Regioni vorrebbero non più per canali distributivi (ospedale e territorio) ma per modalità di acquisto da parte del Ssn: da un lato la spesa per i farmaci rimborsati in regime convenzionato, che passano dalle farmacie del territorio, dall’altra quella per i medicinali acquistati mediante gara centralizzata, che transitano da ospedale e distribuzione diretta/dpc.
“Una proposta deludente e inaccettabile” la definisce Racca “perché non offre un futuro alle dinamiche della spesa farmaceutica. Nessuno nega che i costi dei farmaci di ultima generazione pongano al Ssn un problema di sostenibilità, ma la soluzione che arriva dalle Regioni manca totalmente originalità e ignora del tutto la prospettiva del paziente.”
Proprio il paziente, spiega Racca, è già oggi una sorta di capro espiatorio delle inadeguatezze del sistema: è su di lui, infatti, che si scaricano i costi di accesso al farmaco innovativo, riservato alla distribuzione ospedaliera e Asl, con il risultato di costringere i cittadini che ne hanno bisogno (tra i quali i malati cronici domiciliarizzati, sottolinea Racca) a estenuanti peregrinazioni per procurarsi il farmaco di cui hanno bisogno, con inevitabili disagi eperdite di tempo e di denaro, anche consistenti.
Per non parlare degli sprechi, evidenzia ancora la presidente dei titolari, “perché ospedale o azienda sanitaria dispensano a ogni visita forniture per tre o sei mesi, e quindi il rischio di farmaci poi inutilizzati, avanzati o assunti inappropriatamente.”
Una vera riforma della governance farmaceutica, secondo Racca, può essere realizzato soltanto passando attraverso un radicale cambio di paradigma: “Anziché due tetti distinti per modalità di acquisto” propone Racca “servirebbe un sistema di governance costruito sul paziente, orientato cioè a rispondere ai bisogni reali di chi è malato. Se l’assistito è in cura a casa propria, il farmaco deve passare dalle farmacie del territorio, lo sportello del Ssn che non ha eguali per capillarità e prossimità. Se invece è in terapia ospedaliera, i farmaci devono passare dalle strutture pubbliche”.


