Roma, 25 maggio – Tantò tuono (per due anni interi…) che alla fine piovve: l’Aula di Palazzo Madama ha approvato ieri, con 164 voti favorevoli e 27 contrari, il testo (emendato dalla Commissioni) del cosiddetto ddl Lorenzin, una sorta di piccolo omnibus che contiene anche norme importanti e molto attese anche in materia di riordino delle professioni sanitarie.
Il provvedimento passa ora all’esame di Montecitorio.
Questi, in estrema sintesi, i contenuti: l’articolo 1 conferisce una delega al governo per la revisione della disciplina in materia di sperimentazione clinica dei medicinali e introduce il concetto di medicina di genere.
L’articolo 2 prevede che siano inserite nei livelli essenziali di assistenza sanitaria le prestazioni di controllo del dolore nella fase travaglio-parto. L’articolo 3 reca una revisione della disciplina degli ordini delle professioni sanitarie. In via generale, l’esercizio della professione è subordinato all’iscrizione nel relativo albo e gli ordini sono costituiti su scala provinciale e riuniti in federazioni nazionali.
- L’articolo 4, introdotto in Commissione, istituisce la professione di osteopata.
- L’articolo 5 inserisce le professioni di biologo e di psicologo nell’ambito delle professioni sanitarie.
- L’articolo 6, anch’esso introdotto in Commissione Sanità, istituisce l’elenco nazionale degli ingegneri biomedici e clinici.
- L’articolo 7 riguarda l’esercizio abusivo delle professioni sanitarie.
- L’articolo 8, sempre introdotto in Commissione, riguarda le pene che si applicano ai farmacisti per la vendita di sostanze dopanti.
- L’articolo 9 riguarda la circostanza aggravante per reati in danno di persone ricoverate presso strutture sanitarie.
- L’articolo 10 reca disposizioni in materia di formazione medica specialistica. L’articolo 11 reca modifiche alla disciplina sull’esercizio societario delle farmacie.
- L’articolo 12, un altro di quelli introdotti in Commissione, istituisce la professione sanitaria del chiropratico.
- L’articolo 13 riguarda la dirigenza del ministero della Salute.
- L’articolo 14, infine, reca norme di coordinamento per le Regioni e Province autonome.
- La Commissione ha stralciato diversi articoli, riguardanti il ministero della Salute e le deleghe in materia di sicurezza alimentare, sicurezza veterinaria e promozione della prevenzione.
Molto soddisfatta Emilia Grazia De Biasi (nella foto), presidente della Commissione Sanità del Senato e relatrice del provvedimento, soprattutto per l’esercito di un milione e 200 professionisti della salute interessati al provvedimento. “Non sono pochi e aspettano da quattordici anni” ha sottolineato De Biasi, sottolineando che l’approvazione in Aula è giunta “dopo un bel dibattito che è entrato nel merito e dopo che la Commissione Sanità del Senato lo ha licenziato all’unanimità, a dimostrazione che quando si parla di problemi che toccano le persone non ci sono barriere ideologiche a dividerci, anche se non posso non stigmatizzare la decisione presa in Aula dal Movimento5Stelle”, quella, cioè, di votare contro il provvedimento, ritenuto “condizionato da interessi di categoria e da pressioni lobbistiche” (questa la motivazione addotta in sede di dichiarazione di voto dal senatore pentastellato Luigi Gaetti).
Il provvedimento è invece “importantissimo”, spiega De Biasi, “perché contiene al suo interno elementi importantissimi come la riforma degli ordini professionali, la costituzione di nuovi ordini professionali e di albi di professioni sanitarie (chimici, fisici, osteopati e chiropratici) a garanzia della dignità professionale degli operatori e a garanzia dei cittadini che da ora saranno più sicuri perché sarà più incisiva la lotta all’abusivismo professionale”.
Ma ci sono anche altre priorità, altrettanto se non più importanti, ricorda De Biasi, come ” la ricerca clinica e la sperimentazione farmacologica fondamentali per il nostro Paese; il parto indolore perché, prima di ragionare sui programmi di fertilità, bisogna ragionare sulla sicurezza della maternità. Infine, le sanzioni su quei delinquenti, perché tali sono, che maltrattano gli anziani e i disabili nelle case e nelle residenze protette.”
“Il Senato ha compiuto un passo molto più importante di quanto molti di noi possano pensare in favore di una migliore sanità e di un migliore Servizio sanitario nazionale” ha concluso la senatrice dem, augurandosi che il provvedimento, che come già detto passa ora alla Camera, ” “venga approvato nei tempi più brevi possibili.”
Sul provvedimento esprime un giudizio positivo anche Andrea Mandelli, senatore di Forza Italia, secondo il quale le norme sull’ordinamento delle professioni sanitarie – risalenti al 1946 e rimaste sostanzialmente immutate – necessitavano di un ormai indifferibile aggirnamento. “Riconoscere lo status di professione sanitaria a figure che ormai sono parte integrante del processo di cura e tutela della salute, come i biologi, i fisici, i chimici e altri ancora, così come l’istituzione di nuove professioni come quella di chiropratico e di agopuntore era a dir poco doveroso” spiega il vicepresidente della Commissione Bilancio in un comunicato stampa, sottolineando come le norme del ddl Lorenzin siano importanti non solo per chi esercita queste attività, “ma anche e soprattutto per la tutela dei cittadini che usufruiscono delle loro prestazioni.”
Al riguardo, Mandelli tiene anche a sottolineare come “con l’accorpamento al provvedimento della modifica del Testo unico delle Leggi sanitarie, che avevo proposto con un disegno di legge, oggi è possibile far esercitare nella farmacia gli altri professionisti sanitari, con l’ovvia eccezione di quelli abilitati alla prescrizione. Questo significa poter finalmente dare vita ai centri polifunzionali previsti dal modello della farmacia dei servizi.”
Positive, a giudizio di Mandelli, anche le misure volte a semplificare la vita degli Ordini, che rientrano anch’esse tra i motivi di soddisfazione dei professionisti della salute italiani per l’approvazione del provvedimento.


