Accordo Liguria su diretta e Dpc, Viale tronca le polemiche: “Fa risparmiare tempo e denaro”

Accordo Liguria su diretta e Dpc, Viale tronca le polemiche: “Fa risparmiare tempo e denaro”

Roma, 17 aprile – Fa ancora discutere l’accordo tra l’Azienda ligure sanitaria Alisa, l’Unione ligure delle Associazioni dei titolari di farmacia e Assofarm che ha consentito, tra gli altri risultati, l’affidamento della distribuzione di farmaci salvavita alle farmacie territoriali.

L’accordo è ormai da mesi (venne firmato a giugno dell’anno scorso, NdR) un pretesto per le polemiche politiche dell’opposizione, rilanciate da ultimo dal consigliere regionale del Pd Giovanni Lunardon, secondo il quale l’aver allargato la distribuzione dei farmaci salvavita alle farmacie, “che per svolgerlo devono giustamente avere un tornaconto economico”, si traduce inevitabilmente in costi più alti per le casse regionali, tanto da meritare l’interesse della magistratura contabile.

Durissima la replica della vicepresidente della Giunta regionale e assessore alla Sanità Sonia Viale (nella foto): “Per un partito politico abituato a chiudere ospedali per far quadrare i conti capisco sia difficile comprendere chi, invece, persegue l’obiettivo di migliorare i servizi destinati ai cittadini, offrendone anche di nuovi come la possibilità di ritirare i farmaci salvavita nelle farmacie” ha risposto infatti Viale. “Al consigliere Lunardon consiglio di tornare con i piedi per terra e parlare con i cittadini, che grazie a questo servizio non devono più affrontare code nelle farmacie ospedaliere o delle Asl, aperte pochi giorni a settimana e per poche ore, ma possono ritirare alcuni farmaci salvavita nella farmacia sotto casa, risparmiando così tempo prezioso e denaro”.

“Siamo convinti  che nel medio periodo questa modalità di distribuzione dei farmaci produrrà un risparmio per le casse della sanità regionale” ha aggiunto l’assessore “grazie a procedure uniformi adottate da tutte le Asl, al monitoraggio informatizzato in tempo reale delle giacenze e alla centralizzazione degli acquisti e del magazzino”.

Viale ha poi sottolineato che Regione Liguria sta procedendo esattamente come indicato dalla Corte dei Conti, visto che “l’Università di Genova sta effettuando il puntuale monitoraggio per verificare la sostenibilità di questa misura durante tutta la fase di sperimentazione”.

Nel giudizio di parifica del rendiconto generale per l’esercizio finanziario 2016, spiega ancora la vicepresidente regionale, la Corte dei Conti della Liguria, in merito all’erogazione del servizio di distribuzione dei farmaci attraverso le farmacie territoriali convenzionate, rileva testualmente che  “al fine di valutare l’economicità di tale forma di distribuzione, che permette all’assistito di poter prelevare il farmaco di cui ha bisogno presso la farmacia del territorio senza doversi necessariamente recare nel presidio ospedaliero pubblico, appare necessaria un’analisi comparata con i costi ed i benefici generati dalla parallela modalità di distribuzione diretta da parte delle strutture del servizio sanitario regionale”.

Nella stessa relazione, la magistratura contabile aggiunge: “Per valutare l’economicità del servizio, si è fatto ricorso al confronto con la remunerazione accordata, per il medesimo servizio, ai farmacisti convenzionati in altre Regioni: l’emolumento riconosciuto da Regione Liguria risulta tra i meno onerosi stipulati sul territorio nazionale”.

In merito, poi, all’accordo siglato lo scorso anno per l’avvio della sperimentazione in atto, la Corte sottolinea che “il nuovo accordo punta a uniformare su tutto il territorio regionale l’elenco dei farmaci distribuibili per conto, in modo da conciliare prossimità all’utente finale e standardizzazione delle procedure distributive, presupposto per un trasparente monitoraggio e una valutazione dei benefici conseguiti a fronte dei costi sostenuti”.

Il che basta e avanza alla vicepresidente Viale per  tacitare i riferimenti di Lunardon a presunti rilievi della magistratura contabile e per “rispedire al mittente” quanto attribuito al Commissario di Alisa Locatelli, che, “contrariamente a quanto affermato dal consigliere del Pd, sta procedendo nella direzione indicata nel Giudizio di Parifica della Corte dei Conti”.

Sulle nuove sortite polemiche di Lunardon, si esprime anche la presidente di Federfarma Liguria, Elisabetta Borachia,  sinceramente stupita e molto dispiaciuta per i ricorrenti attacchi a un accordo che – con buona pace delle critiche dell’opposizione –  “va incontro alle esigenze dei cittadini più fragili, affetti da patologie croniche o dimessi dall’ospedale, evitando in particolare a chi vive nelle località più disagiate del nostro entroterra di dover percorrere chilometri per reperire i farmaci presso le strutture sanitarie. In questo modo viene garantito a tutti i pazienti che escono dall’ospedale, e non solo, un servizio di prossimità, grazie alla presenza capillare di quasi 600 farmacie sul territorio” . Il tutto, sottolinea Borachia, in una cornice economica che non solo non aumenta i costi, ma elimina gli sprechi, garantendo l’omogeneità delle tipologie di farmaci distribuiti e le modalità di erogazione degli stessi. “Un fattore decisivo che consentirà sempre cosa va a chi, eliminando ogni spreco”  ribadisce la presidente regionale del sindacato “e che permetterà di utilizzare meglio le risorse e dare un servizio efficiente, efficace, puntuale e tempestivo ai cittadini, guardando anche alla sostenibilità del sistema”.

“Comprendo che l’opposizione debba fare il suo ruolo, che è prezioso e di garnazia democratica, vigilando sul governo della Regione e incalzandolo, quando lo ritiene necessario, con i suoi rilievi e le sue critiche” afferma quindi Borachia. “Dispiace però che alcuni esponenti del Pd, nella loro vis opponendi, puntino su obiettivi sbagliati: sparare ad alzo zero contro un accordo che si risolve in vantaggi per l’amministrazione e soprattutto per i cittadini rischia di essere una forma di autolesionismo politico e di far perdere ulteriori consensi, anche tra chi in farmacia lavora e non può che essere soddisfatto per un accordo che finalmente riconosce alle farmacie pubbliche e private il loro ruolo di presidi di salute integrati nel sistema sanitario regionale”.

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