Roma, 24 gennaio – “Abbiamo potuto constatare, per ora, la volontà di chiusura politica del Governo alle parafarmacie e ritenuto doveroso avviare un confronto con chi è stato fino a questo momento coerente con il nostro sindacato”.
All’indomani dello stop agli emendamenti al ddl di conversione del Decreto Semplificazioni finalizzati ad allargare alle parafarmacie la vendita dei farmaci della fascia C con ricetta, Ivan G. Ruggiero, presidente di Libere parafarmacie italiane, annuncia di aver incontrato ieri la vicepresidente Commissione Sanità alla Camera, Michela Rostan (nella foto), la parlamentare di Leu con la quale Lpi ha da tempo instaurato un proficuo confronto sui temi del servizio farmaceutico e delle parafarmacie.
“A breve, Leu avvierà un question time in aula con il ministro della Salute e due interrogazioni a risposta scritta in Commissione per fare chiarezza su tre punti fondamentali: delisting, servizi e fascia C” afferma Ruggiero riferendo degli esiti dell’incontro con Rostan. Il cui impegno, osserva il presidente di Lpi, “è un atto di coerenza, serietà e responsabilità che segue una precedente istanza depositata da Lpi“.
Coerenza, fa intendere Ruggiero, che è invece del tutto mancata in quei partiti che “hanno fatto credere per anni che la fascia C fosse la bussola da seguire a vantaggio dei cittadini italiani” e che hanno “fatto delle parafarmacie il loro cavallo di battaglia”, salvo poi far mancare in Commissione il loro sostegno e i loro voti agli emendamenti al ddl Semplificazione che avrebbero introdotto le misure adeguate per dare concretezza a quelle promesse.
Risparmi per un miliardo di euro all’anno, 4000 nuove aziende e 6000 posti di lavoro in tre anni: questi, secondo Ruggiero, gli effetti che scaturirebbero dalla liberalizzazione della fascia C, che permetterebbe anche di “migliorare l’accesso alle cure per i cittadini. Il Governo dice no a tutto questo con le conseguenze di aumentare le diseguaglianze tra i cittadini“.
Stigmatizzato il comportamento di chi “per anni ha fatto campagne elettorali pro-fascia C e ora boccia la stessa lotta di contenuto profondamente sociale”, Ruggiero ricorda che tra gli emendamenti accantonati, e quindi ancora riproponibili in Aula, ve n’è uno a firma Leu (si tratta del n. 9.0.11 a firma di Vasco Errani, NdR) che prevede l’allargamento della fascia C e – scrive il presidente di Lpi – “potrebbe essere rimesso in gioco, aggiustando il tiro del ddl Semplificazioni, rendendolo a forte impatto meritocratico-sociale”.
Ruggiero ha chiesto all’on. Rostan un impegno in questo senso, consapevole però che potrebbe non bastare se non arriveranno le “giuste risposte da chi ha sempre pensato che la bussola era il vantaggio del cittadino e che la liberalizzazione della fascia C va in quella direzione”. Un trasparente riferimento al M5S, uno dei partiti della maggiornaza di governo, in passato sempre convinto sostenitore di queste battaglie.
“Noi crediamo che la bussola siano i cittadini e i professionisti e che non esistono farmacisti di serie B” conclude Ruggiero. “È dovere di un governo attento proporre temi meritocratici, sociali e di contenimento dei costi. Una nuova governance farmaceutica, senza questi temi sarebbe un ulteriore regalo alle lobby e i cittadini italiani questo non lo meritano”.


