Federfardis, “una tantum” per trasformare le parafarmacie in farmacie convenzionate

Federfardis, “una tantum” per trasformare le parafarmacie in farmacie convenzionate

Roma, 14 ottobre – Dove prendere i circa 500 milioni che, secondo quanto calcolato dal ministro della Salute Roberto Speranza,  servono per abolire i superticket? Potrebbero arrivare dalle parafarmacie, almeno secondo Paolo Moltoni (nella foto), presidente di Federfardis, una delle sigle del mondo degli esercizi di vicinato abilitati a vendere farmaci gestiti da farmacisti.

La sua proposta, che – secondo quanto affermato in una nota – è già stata formulata al nuovo esecutivo, è quella di trasformare le attuali parafarmacie in farmacie convenzionate dietro il pagamento una tantum di un’adeguata somma. Moltoni non la quantifica: ma, a fare i conti della serva, 500 milioni divisi per le circa 4300 parafarmacie (dati Fnpi)  oggi aperte sul territorio nazionale, danno una cifra intorno ai 120 mila euro per esercizio).
In questo modo, secondo il presidente Federfardis, si risolverebbe l’annosa questione delle parafarmacie, nate nel 2006 ma – in ragione di un percorso di liberalizzazione mai completato – ancora alle prese “con limitazioni mortificanti” che impediscono loro di “sfondare”.
La proposta, scrive ancora Moltoni,  “garantirebbe un reperimento di cassa molto prezioso per la prossima manovra finanziaria: mezzo miliardo di euro, cifra assimilabile a quella che si andrà a ricavare dal taglio del numero dei parlamentari e che sarebbe di  aiuto nella difficile opera di reperimento del denaro necessario a far fronte alle esigenze legate alla prossima manovra finanziaria”.
Moltoni – che  dà evidentemente per scontato che tutte le parafarmacie abbiano a disposizione e accettino di pagare 120 mila per assurgere allo status di farmacie convenzionate –  cita molti esempi di impiego dei 500 milioni ricavabili dalle parafarmacie, somma sufficiente a costruire “66 nuove scuole o 33.000 aule per i nostri bambini, ma anche per comprare 7.000 ambulanze, assumere 12.500 infermieri o 5.500 nuovi medici” o ancora ad acquistare “67 nuovi treni per i nostri pendolari”. La destinazione ottimale della somma, però, scrive il presidente di Federfardis, è l’abolizione di “una tassa definita iniqua dallo stesso ministro della Salute”, ovvero il superticket, che “aumenta le discriminazioni e le diseguaglianze tra i territori e nei territori”, ingiusto balzello che tutto il Governo si prefigge di superare.
Secondo Moltoni, la “una tantum” per la trasmutazione delle parafarmacie in farmacie Ssn consentirebbe appunto di trovare subito le risorse per farlo, oltre a produrre altri effetti benefici in termini occupazionali e in termini di sviluppo dell’assistenza sul territorio, quanto mai opportuno ove si consideri la “condizione sociale, fisica ed economica di una popolazione sempre più avanti negli anni (solitudine, deambulazione ridotta, qualità media pensionistica, solo per citare taluni dei mille problemi della terza età)”, che rende “sempre più urgente migliorare la capillarità del servizio farmaceutico”.
Se accogliesse una tale proposta, conclude Moltoni, il Governo darebbe prova “di aver preso le distanze da quelle logiche di cortissimo respiro che hanno contraddistinto l’operato degli esecutivi che lo hanno preceduto”.

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