Roma, 29 aprile – Piatto ricco mi ci ficco: era prevedibile che l’esplosione del mercato delle mascherine protettive solleticasse e sollecitasse molti imprenditori a buttarsi nella mischia di quello che – fino a gennaio scorso – era un settore ritenuto di scarso se non nullo interesse, tanto da averlo abbandonato pressoché del tutto, almeno sotto il profilo manifatturiero, lasciando ad altri Paesi (la Cina su tutti) la produzione quasi esclusiva di questi prodotti.
Alla tentazione di cavalcare l’onda non ha resistito nemmeno l’ex presidente della Camera Irene Pivetti (nella foto), che ha evidentemente pensato di approfittare delle opportunità offerte dalle misure emergenziali per contrastare la diffusione di Covid che garantiranno, anche nella fase due, un consumo di massa di mascherine. Pivetti, con la sua società Only Logistics, di cui è amministratrice unica e rappresentante legale, ha così importato dalla Cina mascherine modello Ffp2, incappando però in un passo falso: le mascherine sarebbero infatti pericolose per chi le indossa, in quanto prive delle caratteristiche necessarie ad assicurare un’adeguata protezione,
Pivetti è ora indagata a Siracusa, l’accusa a principale a suo carico è quella di frode in commercio: le mascherine acquistate da Only Logistics, dotate di una falsa certificazione di conformità, sarebbero stare vendute a distributori su tutto il territorio nazionale nonostante l’Inail, con un provvedimento del direttore centrale del 16 aprile, avesse imposto il divieto di metterle sul mercato. Pivetti è indagata anche per l’illecito amministrativo per aver smerciato, come si legge nel decreto di perquisizione disposto dal pm Salvatore Grillo, “dispositivi di protezione di terza categoria non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza”.


