Anaao Assomed: ‘”Liste d’attesa? Non si abbattono per decreto, manca il personale”

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Roma, 25 ottobre – Nuove e pungente sortita del segretario nazionale di Anaao Assomed, Pierino Di Silverio (nella foto), sulla vexata quaestio delle liste d’attese, percepite dai cittadini italiani come il problema più grave (e più sgradito) del nostro Servizio sanitario nazionale.

Di Silverio prende spunto dalla relazione nella quale la Corte dei Conti mette mette nero che le liste d’attesa non sono un incidente post-pandemico, ma una criticità strutturale del Servizio sanitario nazionale. “Una verità che i medici di Anaao Assomed conoscono da tempo, così come la causa che ha prodotto il problema e ha un nome preciso: la carenza di personale specialistico”, commenta Di Silverio, che fa parlare i numeri, da soli più che eloquenti: “Su 1,845 miliardi stanziati nel quadriennio 2022-2025, ne sono stati spesi 1,58. Circa 265 milioni, quasi un euro su sette, non si sono trasformati in visite ed esami. Non per mancanza di bisogno, ma perché mancano le mani e le teste per erogarli” afferma il segretario del sindacato medico, che oggi include oltre ai  medici ospedalieri anche medici dei servizi territoriali e i biologi inizialmente appartenenti al sindacato Snabi. “Si continua a pensare che le prestazioni sanitarie si producano a comando, come in una catena di montaggio, chiedendo a colleghi già stremati da ore aggiuntive, turni extra, rinunce a ferie e riposi. Il risultato è un sistema che si regge sul sacrificio individuale e sulla buona volontà, fino a quando anche quella si esaurisce”.

“La Corte certifica anche l’altra faccia del problema: pur con risorse adeguate, l’offerta non cresce, perché i professionisti non ci sono o fuggono: verso il privato, verso l’estero, verso la pensione anticipata” continua Di Silverio. “Fuggono da retribuzioni non allineate all’Europa, da carichi di lavoro insostenibili, da aggressioni sempre più frequenti, da un contenzioso medico-legale che trasforma ogni atto clinico in un rischio personale”.

“Bene la nuova governance, bene la digitalizzazione, bene il monitoraggio e le sanzioni alle Regioni inadempienti. Ma nessuna piattaforma informatica visita un paziente e nessun Cup esegue una colonscopia. Senza il superamento definitivo del tetto di spesa sul personale, senza la valorizzazione economica e professionale del lavoro ospedaliero, ogni nuovo stanziamento rischia di fare la fine dei precedenti: annunciato, ripartito, e in parte restituito, Le liste d’attesa non si abbattono per decreto” afferma Di Silverio , sintetizzando in una battuta di perentoria chiarezza la convinzione di Anaao Assomed. “Si abbattono restituendo attrattività al Servizio sanitario pubblico e dignità a chi ci lavora. Altrimenti continueremo a contare i miliardi stanziati, mentre i cittadini contano i mesi di attesa. Chiediamo al governo in questa manovra economica”  conclude quindi il segretario Annao-Assomed “di continuare quel percorso di investimento sui professionisti iniziato con la firma del Ccnl per restituire dignità a una intera classe di lavoratori che nonostante tutto regge sulle proprie spalle un Ssn che ancora resiste seppur bisognoso di revisioni e cure”.

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