Rosario del Papa per chiedere aiuto contro Covid, tra i 100 presenti anche un farmacista

Rosario del Papa per chiedere aiuto contro Covid, tra i 100 presenti anche un farmacista

Roma, 4 giugno – Tutti hanno ancora negli occhi e nel cuore l’immagine di Papa Francesco che, unica presenza umana in una Piazza San Pietro drammaticamente deserta e bagnata dalla pioggia (nella foto), pregava il Signore per ottenere l’aiuto necessario per superare l’epidemia di Covid: era il 27 marzo e la malattia infuriava nel nostro Paese, in quei giorni al centro della preoccupata attenzione del mondo intero, dove poi il coronavirus ha finito per dilagare contagiando quasi sei milioni di persone e provocando più di 360 mila morti.

A quell’immagine – che nessuno potrà mai cancellare dalla memoria – se ne affianca ora un’altra, quella dello stesso  Pontefice che,  davanti alla statua della Vergine Maria collocata nella Grotta di Lourdes dei Giardini Vaticani, rivolge un’analoga preghiera alla Madre di Gesù, colei alla quale i credenti ricorrono per chiedere  aiuto e protezione soprattutto quando l’ombra della morte e del dolore si allungano sull’umanità. Questa volta, però, il Papa non era più solo: accanto a lui c’erano infatti (nel pieno rispetto delle regole di distanziamento previste dall’emergenza) un centinaio di fedeli appositamente invitati per l’occasione, più le centinaia e centinaia di milioni che seguivano l’evento, trasmesso in mondovisione in ogni angolo del pianeta.

È accaduto il 30 maggio scorso, in occasione del Santo Rosario presieduto da Papa Francesco, uno speciale momento di preghiera mondiale promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione in collegamento con i principali santuari mariani del mondo, tra i quali Lourdes, Fatima, San Giovanni Rotondo, Pompei e Częstochowa in Europa, l’Immaculate Conception di Washington negli USA,  i santuari  di Elele (Nigeria) e di Notre-Dame de la Paix (Costa d’Avorio) in Africa e quelli di Nostra Signora di Guadalupe (Messico), di Chiquinquira (Colombia), di Lujan e di Milagro (Argentina) nel Sud America, le cui immagini scorrevano su un maxischermo allestito vicino alla Grotta.

Le decine del rosario sono state affidate a uomini e donne che rappresentano le varie categorie colpite dal virus o impegnate ad arginarlo: un medico e un’infermiera, in rappresentanza del personale sanitario in prima linea nella lotta alla pandemia; una persona guarita dal Covid-19 e una che invece ha perduto uno stretto congiunto colpito dalla malattia; un farmacista e una giornalista, a rappresentare chi ha continuato a svolgere il suo prezioso servizio a favore degli altri senza mai fermarsi; un volontario della Protezione civile, testimonial del generoso e per fortuna vasto mondo del volontariato e, infine, una giovane coppia cui è nato un bambino proprio durante la pandemia, in rappresentanza di tutti i bambini venuti al mondo, segno di speranza e della vittoria della vita sulla morte.

L’appuntamento ha segnato la fine del mese mariano e ha voluto essere un ulteriore segno di vicinanza e consolazione per quanti, in vari modi, sono stati colpiti dal coronavirus: RIFday ritiene di doverne dare conto perché – come appena riferito – tra i circa 1000 selezionati ospiti della celebrazione, c’era anche un farmacista, indicato dall’Ucfi, l’Unione cattolica dei farmacisti italiani,  in rappresentanza dell’intera comunità professionale.  Si tratta di Francesco Scarpino, 46 anni,  farmacista collaboratore iscritto all’Ordine di Roma, già per anni volontario della Caritas, che ha così avuto la possibilità di vivere un’esperienza davvero irripetibile  anche in ragione della straordinarietà del momento vissuto dall’umanità, recitando il rosario insieme al Santo Padre e ascoltando la preghiera rivolta alla Madre di Dio che lo stesso pontefice ha scritto per l’occasione:  O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che il Padre Misericordioso intervenga con la sua mano onnipotente per liberarci da questa terribile pandemia, in modo che la vita possa riprendere in serenità il suo corso quotidiano. Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Una preghiera  che probabilmente, il dottor Scarpino, farmacista in Roma, ricorderà per sempre. Così come molto probabilmente ricorderà che a fare da cornice alla celebrazione del rosario cui ha avuto il privilegio di partecipare da protagonista non c’era il cielo plumbeo del 27 marzo, ma una luce dorata che, facendosi strada tra le nuvole, illuminava i Giardini Vaticani. Un particolare (la suggestione è inevitabile e irresistibile) forse non casuale né privo di significato.

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