Secondo il Pnrr, la casa di comunità diventerà lo strumento attraverso cui coordinare tutti i servizi offerti sul territorio, in particolare ai malati cronici.

La casa di Comunità è finalizzata a costituire il punto di riferimento continuativo per la popolazione, anche attraverso un’infrastruttura informatica, un punto prelievi, la strumentazione poli-specialistica, e ha il fine di garantire la promozione, la prevenzione della salute e la presa in carico della comunità di riferimento. Tra i servizi inclusi è previsto, in particolare, il punto unico di accesso (Pua) per le valutazioni multidimensionali (servizi sociosanitari) e i servizi dedicati alla tutela della donna, del bambino e dei nuclei familiari secondo un approccio di medicina di genere. Potranno inoltre essere ospitati servizi sociali e assistenziali rivolti prioritariamente alle persone anziani e fragili, variamente organizzati a seconda delle caratteristiche della comunità specifica.

A questa importante  struttura in via di apparizione è opportunamente dedicato il webinar  Dalle Case della Salute alle Case della Comunità, che si terrà il 4 novembre prossimo (qui il programma) organizzato dalla Scuola di Direzione aziendale della Università Bocconi in collaborazione con l’Associazione Prima la Comunità, nel corso del quale saranno presentati i contenuti della pubblicazione Community Building: logiche e strumenti di management a cura del Cergas -Sda Bocconi e del Laboratorio MeS–Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, frutto di un progetto di ricerca biennale che ha coinvolto 30 aziende sanitarie su tutto il territorio italiano.

Durante l’evento, il dibattito sul modello e sulla realizzazione delle Case della Comunità sarà approfondito in due tavole rotonde, con discussant di spicco provenienti dal mondo dell’accademia e del terzo settore. Ta gli altri partecipanti, ricordiamo il direttore generale dell’Agenas Domenico Mantoan e il ministro della Salute Roberto Speranza, che concluderà i lavori al termine della sessione pomeridiana.