Svolta nell’Asl Rm 4: progetto pilota porta i farmaci della DD nelle farmacie di comunità

Svolta nell’Asl Rm 4: progetto pilota porta i farmaci della DD nelle farmacie di comunità

Roma, 24 novembre – Come sempre accade per ogni “prima volta” che si rispetti, l’accordo sottoscritto ieri a Civitavecchia tra Asl Roma 4 da una parte e Federfarma Roma e Assofarm (la sigla delle farmacie comunali) dall’altra, avente ad oggetto la presa in carico del paziente in assistenza farmaceutica diretta (DD) per il tramite delle farmacie aperte al pubblico, è destinato a rimanere per sempre impresso nella memoria, se non addirittura a restare (se i risultati saranno quelli attesi) negli annali della farmacia italiana.

Si tratta infatti della prima “messa a terra” di una declinazione dell’assistenza farmaceutica di cui si parla e discute da molto tempo, ma che solo nel Lazio, nell’Asl Roma 4 diretta da Cristina Matranga (nella foto), ha finalmente trovato una realizzazione concreta, grazie soprattutto al lavoro certosino condotto a fari spenti, in particolare, dal dirigente dell’Area del farmaco dell’azienda sanitaria Giuseppe Guaglianone (nella foto a destra), coadiuvato da Loredana Ubertazzo,  direttore della  Uoc Farmacia territoriale della stessa Asl. Sono stati loro che – subito dopo aver sottoposto il progetto alla direzione generale, ottenendone il convinto via libera – hanno portato avanti il lavoro istruttorio che –  a seguito di una lunga serie di verifiche, ipotesi di fattibilità, valutazione dei costi e dei benefici attesi, aggiustamenti e correzioni di tiro e incontri e confronti con i rappresentanti delle farmacie di comunità private e pubbliche, subito pronti a collaborare fattivamente al progetto  – hanno elaborato la bozza di accordo che, dopo le inevitabili limature scaturite da confronto tra le parti, è stato sottoscritto ieri e diventerà dunque a breve operativo. Il testo del documento – che potrebbe diventare un importante riferimento a livello nazionale – è disponibile a questo link.

L’accordo, come ricorderanno i lettori di buona memoria, era stato anticipato pubblicamente in occasione del convegno sul tema Antibioticoresistenza: gestione di un’emergenza economica e sanitaria organizzato da Fondazione Noopolis e Asl Roma 4 e tenutosi al Nobile Collegio di Roma lo scorso 16 novembre (qui l’articolo). Nell’occasione, Matranga aveva annunciato l’imminente sottoscrizione dell’accordo, arrivata nella mattinata di ieri, con le firme per la Asl della stessa Dg, di Guaglianone e Ubertazzo e, per le farmacie, dei presidenti di Federfarma Roma e Federfarma Lazio, Andrea Cicconetti ed Eugenio Leopardi e per Assofarm del  delegato regionale Marco De Martinis Terra.

L’accordo prevede la presa in carico, per il tramite delle farmacie aperte al pubblico, dei pazienti fragili in assistenza farmaceutica diretta, ovvero: pazienti in terapia con farmaci compresi nel Prontuario della continuità Ospedale – Territorio (Pht), pazienti affetti da fibrosi cistica o altre malattie rare, pazienti affetti da neoplasia, pazienti affetti da Fibrosi polmonare idiomatica (Ipf) pazienti gravemente allergici e a rischio di shock anafilattico, pazienti affetti da particolari patologie individuate dalla legge 648/96, talassemici e affetti da morbo di Parkinson, pazienti affetti da neoplasia portatori di catetere venoso e di altri pazienti che usufruiscono della distribuzione diretta che la Asl riterrà idonei ad essere arruolati in tale progetto.

Questi pazienti riceveranno l’assistenza farmaceutica comprensiva del monitoraggio dell’aderenza terapeutica e della farmacovigilanza, da parte di un sistema gestionale che riprende in toto l’assistenza di prossimità voluta dal Dm 77/2022 e che vede integrate in modo sincrono le farmacie aperte al pubblico con il servizio farmaceutico della Asl” spiega Guaglianone. “Quindi integrazione professionale tra farmacista ospedaliero e farmacista al pubblico nell’ottica di una farmacia clinica estesa sempre più sul territorio a garanzia di un sistema che garantisce un’assistenza di prossimità di qualità e soprattutto la salvaguardia dei pazienti fragili che potranno usufruire comodamente dei servizi.”

Il progetto partirà in via sperimentale nel Distretto 4 della Asl Roma 4, un distretto con una particolare complessità territoriale: si tratta di 17 comuni che insistono su due direttrici, la Flaminia e la Tiberina, con collegamenti non molto agevoli. I pazienti, grazie alla collaborazione delle farmacie, potranno usufruire del servizio della Asl comodamente e sotto casa. “Si apre quindi un varco per la nuova farmacia dei servizi, che vede il farmacista sempre più rivolto verso una farmaceutica clinica” sottolinea Guaglianone, evidenziando uno dei punti di forza dell’accordo. “Questo progetto infatti vuole gettare le basi per definire un nuovo percorso per il farmacista, già tracciato nel nuovo corso di laurea recentemente approvato, che porterà il professionista a una gestione del farmaco sempre più rivolta al paziente anziché alla malattia. Le nuove sfide portano sempre una ventata di entusiasmo e con l’entusiasmo si ha la forza di sciogliere vecchi e nuovi nodi per una professione, quella del farmacista, che,  ne sono sicuro, sarà sempre più all’avanguardia”.

“Con questo accordo si conferma ancora una volta l’importanza del ruolo centrale che hanno le farmacie nell’assistenza di prossimità ai cittadini, i quali potranno comodamente trovare nella farmacia sotto casa i farmaci che prima erano costretti a prelevare presso il distretto Asl” commenta Andrea Cicconetti, presidente di Federfarma Roma (nella foto). “Un’ottimizzazione di costi e di logistica esclusivamente a vantaggio dei pazienti: meno file e meno viaggi per avere i farmaci”.

Per il direttore generale Matranga valgono le considerazioni già svolte la settimana scorsa in occasione dell’annuncio dell’iniziativa: “Contiamo molto su questo progetto pilota, che permetterà l’erogazione dei farmaci, oggi distribuiti dalla Asl, da parte delle farmacie aperte al pubblico, consolidando l’integrazione e collaborazione tra i servizi farmaceutici delle Asl e i farmacisti di comunità che consentirà al paziente affetto di patologie complesse di ricevere l’assistenza farmaceutica sotto casa e da parte di un team di professionisti del farmaco” aveva detto Matranga, per poi concludere con un importante auspicio: “Ci auguriamo risultati positivi che ci permetteranno di estendere il progetto all’intero territorio della Asl e, perché no?, all’intero territorio”.

Insomma, l’Asl Roma 4 e le farmacie di comunità di una sua pozione di territorio stanno compiendo il primo passo per riportare le farmacie territoriali – perché questo è l’obiettivo finale  – a recuperare per intero, come fondamentale completamento della loro dimensione di presidi di salute della prossimità, il loro ruolo storico, che è quello di centri di erogazione garantita, professionale, sicura, competente e “governata” dell’assistenza farmaceutica, in un quadro di sostenibilità economica e nel più totale rispetto della centralità dei pazienti, producendo vantaggi per il sistema sanitario pubblico e per ogni singolo cittadino.  Perché ciò si realizzi, la necessaria precondizione è appunto quella di riportare  tutti i farmaci (con l’ovvia eccezione di quelli che necessitano di una somministrazione assistita in ospedale) nella farmacie di comunità. Il progetto avviato dalla Asl romana insieme a Federfarma e Assofarm prova appunto a dimostrare concretamente e prima di ogni altro che “si può fare”. E lo fa con coraggio e fiducia, con lo stesso spirito che suggerì a Martin Luther King l’in-citazione che il nostro giornale propone oggi: non sempre è necessario vedere tutta la scala, a volte basta salire il primo gradino.

 

Accordo Asl Roma 4-farmacie:  presa in carico del paziente in assistenza farmaceutica diretta

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