Rappuoli: “Nuove emergenze da malattie infettive, dobbiamo prepararci meglio”

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Roma, 20 giugno – “Dobbiamo prepararci meglio perché arriveranno nuove emergenze dovute alle malattie infettive emergenti e lo faranno velocemente rispetto al Covid. Sul pianeta siamo ormai 8 miliardi e viaggiamo tanto, incontriamo gli animali perché eliminiamo le foreste e poi c’è il cambiamento climatico. Il governo italiano ha giustamente creato la Fondazione Biotecnopolo di Siena e sarà un istituto che preparerà meglio il Paese per affrontare queste emergenze. Siena è uno dei pochi posti in Europa dove da un secolo si sviluppano vaccini. Possiamo servire bene il Paese con il Centro nazionale anti-pandemico”.

Questa la dichiarazione che Rino Rappuoli, direttore scientifico della Fondazione Biotecnopolo di Siena (a destra nella foto, insieme a Fauci), nel suo intervento all’Università di Siena in occasione della cerimonia di conferimento, sabato scorso, della laurea ad honorem in Medicina e Chirurgia, assegnata al microbiologo italiano e allo scienziato americano Anthony Fauci, due grandi personalità della scienza e della ricerca riconosciute e apprezzate su scala planetaria, al netto delle incommentabili contestazioni che circa 500 persone provenienti da tutta Italia hanno inscenato in piazza per protestare contro il riconoscimento conferito a Fauci e le politiche vaccinali adottate durante la pandemia da Covid 19.  Proteste che lo stesso Fauci ha subito derubricato al rango di «retorica antiscienza» che trasforma «la non verità in verità».

Fauci, nel discorso tenuto a Siena, non ha mancato di riconosce gli errori compiuti dalla comunità scientifica in occasione della pandemia, creando un vulnus di credibilità alle ragioni della scienza, a partire dalla sovraesposizione televisiva delle “virostar” fino alle cifre diffuse in relazione all’effettivo numero di morti imputabili direttamente all’infezione da Covid19, anche quando i decessi riguardavano persone con patologie pregresse che, al momento della morte, erano risultate positive al Covid.

Ma lo scienziato americano ha ribadito e insistito sul ruolo cruciale delle politiche vaccinali per contrastare l’impatto evidente e devastante della pandemia, che è stato possibile  contenere proprio grazie alla somministrazione dei vaccini, senza i quali i 20 milioni di morti per Covid stimati dall’Oms “sarebbero stati oltre 40″.

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