Roma, 29 ottobre – I numeri della manovra? Ancora troppo “ballerini”, per poter esprimere valutazioni e considerazioni. Questa la posizione del presidente di Farmindustria Marcello Cattani (nella foto), interrogato a margine dell’evento Forum Salute e Innovazione: rafforzare la competitività in Italia e in Europa, promosso il 28 ottobre a Roma da Novartis, a proposito del tema clou di questi giorni, ovvero il contenuto della legge di bilancio per il 2027 e – in particolare – le risorse destinate alla sanità.
“Per quel che ci risulta i numeri della legge di Bilancio stanno mutando ancora di ora in ora. Sarebbe inopportuno e avventato fare delle considerazioni ora” ha detto il leader delle industrie farmaceutiche, aggiungendo che prima di farlo “si dovrà vedere la prima bozza, poi ci sarà il percorso emendativo”. E, per Cattani, serve tenere conto di due elementi: “Quello che sarebbe necessario, i desiderata, e quello che è possibile in un contesto come quello attuale che purtroppo vede l’Europa esposta su vari fronti di crisi – Ucraina, Hormuz – con impatti sull’incremento dei costi dei carburanti e sull’inflazione. Tutti elementi e scenari che non abbiamo determinato noi come Italia ma che vanno gestiti. Quindi vorrei essere cauto: vediamo la prima stesura della legge di Bilancio, poi si lavorerà per cercare di migliorarla laddove necessario”.
Per Cattani, in questi anni, il Governo “ha ben fatto, allocando via via più risorse sul farmaceutico per gestire l’innovazione, per dare più risorse al fondo di prevenzione, per ridurre anche gli oneri alle imprese come il payback”. Ma serve “continuare questo viaggio”. Oggi la competitività della Cina e il meccanismo americano del Mfn (Most Favoured Nation) “ci impongono di essere più veloci sul tema” dell’innovazione, sui “tempi di accesso”. Importante quindi “avere un meccanismo di accesso accelerato, di early access già presente nei nostri studi clinici”.
Sempre per gestire l’impatto dell’Mfn, serve poi “ridurre il payback. Ridurlo idealmente al livello che noi abbiamo proposto, cioè al 13,5%: mettere un tetto definitivo e accompagnare questa trasformazione in alcuni anni, con un meccanismo che preveda meno payback e più investimenti nella ricerca clinica, ad esempio. Quindi sostanzialmente è necessaria una strategia, una visione di priorità che dia delle certezze a più lungo termine che non quelle della singola legge di Bilancio”. E, in questo quadro, “serve un’agenzia del farmaco, Aifa, che sia coerente a questa strategia. E quindi: riduzione dei tempi di valutazione dei dossier, valorizzazione adeguata dell’innovazione e non rapporti conflittuali con il mondo delle imprese”.
“Credo che il Governo abbia, in questa fase, lavorato bene” ha quindi concluso il presidente di Farmindustria “quantomeno per definire le proposte che ha inviato Salute insieme al Maeci (ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale), al Mef (Economia e finanza), rispetto all’impatto del Mnf. È stato un lavoro congiunto con l’industria per valutare in primis gli impatti e agire sulle leve che consentono di far sì che l’innovazione continui ad arrivare in Italia”.


