Survey Eahp, carenze di farmaci riscontrate in tutta la Ue dal 95% dei farmacisti ospedalieri

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Roma, 23 ottobre – Un sondaggio rivolto a farmacisti ospedalieri, infermieri, medici, altri operatori sanitari e pazienti per indagare alcune delle ragioni della carenza di farmaci e dispositivi medici negli ospedali e il loro impatto sui pazienti e raccogliere informazioni sulle migliori pratiche per contrastare il fenomeno attualmente applicate a livello locale, regionale e nazionale.

Questa l’iniziativa lanciata nella primavera scorsa dall’Eahp, la sigla che riunisce a livello europeo i farmacisti ospedalieri, i cui esiti – ne riferisce un articolo di The Pharmaceutical Journal –  hanno confermato come la carenza dei medicinali (intesa nell’accezione  fornita dall’Ema: “Una carenza di un medicinale per uso umano o veterinario si verifica quando l’offerta non soddisfa la domanda a livello nazionale”) rappresenti un problema per il 95% del campione intervistato , ovvero circa 1.500 farmacisti ospedalieri di 58 Paesi.

Sul fronte delle conseguenze a livello di terapie, il 59% degli intervistati indica ritardi nelle cure, il 43% riferisce di trattamenti non ottimali e il 35% ammette che le carenze di farmaci hanno portato anche all’interruzione delle terapie. I tre quarti degli intervistati (76%) affermano che gli antimicrobici sono la categoria più soggetta a fenomeni di indisponibilità negli ospedali. Seguono gli analgesici (43%) e gli anestetici (37%).

In ordine alle possibili cause delle carenze, i farmacisti ospedalieri indicano in prevalenza (77%) la mancanza del principio attivo, i problemi di produzione (67%)  e i problemi della catena logistica (50%). I  tre quarti dei farmacisti ospedalieri (76%) afferma comunque di aver affrontato il problema, quando si è presentato, aggirandolo con il ricorso ad alternative di tipo clinico.

La survey conferma in ogni caso che “i problemi causati dalla carenza di medicinali Eahp, nuova versione dei principi europei della Farmacia ospedaliera - RIFdayrimangono gravi e minacciano la cura dei pazienti negli ospedali”, come ha affermato il presidente dell’Eahp András Süle (nella foto).

Per il presidente della Guild of Healthcare Pharmacists Nathan Burley “la carenza di farmaci è ormai un fatto quotidiano nel Regno Unito e in tutta Europa, come dimostra il sondaggio. Le carenze comportano un’enorme frustrazione per i pazienti e un aumento sostanziale del carico di lavoro dei medici. Dobbiamo chiederci perché le aziende farmaceutiche continuano a utilizzare catene di fornitura ‘just in time’ per i farmaci salvavita e perché c’è così tanta produzione di principi attivi farmaceutici al di fuori dei confini europei».

L’Eahp ha sollecitato l’Unione europea a prendere in considerazione interventi legislativi adeguati ad affrontare il problema. Per la sigla dei farmacisti europei la legislazione dovrebbe includere l’incentivazione della condivisione tempestiva delle informazioni sulle carenze da parte dei produttori; incaricare gli Stati membri di istituire task force nazionali, comprendenti agenzie nazionali, industria e professionisti sanitari in prima linea, compresi i farmacisti ospedalieri, per discutere e adottare misure proattive per combattere le carenze e, infine,  esplorare la fattibilità della produzione di materie prime in Europa per alcuni prodotti, in particolare quelli con un’elevata dipendenza da fonti esterne.

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