Roma, 27 giugno – Stante l’urgenza di intervenire per tutelare i diritti di tutti gli assistiti italiani coinvolti nel trattamento dei dati sulla salute effettuato attraverso il Fascicolo sanitario elettronico 2.0 (Fse), l’Autorità garante per la protezione dei dati personali (Gpdp) ha annunciato di aver dato il via a procedimenti nei confronti di 18 Regioni e 2 Province autonome e di aver già segnalato la grave situazione al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute nei giorni scorsi,
A dare la notizia è lo stesso Garante, precisando di aver già notificato a Regioni e Province autonome l’avvio di “procedimenti correttivi e sanzionatori per le numerose violazioni riscontrate nell’attuazione della nuova disciplina sul Fse 2.0, introdotta con il decreto del ministero della Salute del 7 settembre 2023″.
Gli esiti dell’attività istruttoria sul Fse, avviata alla fine di gennaio, scrive il Gpdp, hanno mostrato che 18 Regioni e le due Province autonome del Trentino Alto Adige – non essendo in linea con quanto contenuto nel decreto del 7 settembre 2023 – “hanno modificato, anche significativamente, il modello di informativa predisposto dal Ministero, previo parere del Garante, che avrebbe dovuto essere adottato su tutto il territorio nazionale”.
Le difformità riscontrate hanno reso evidente che alcuni diritti (es. oscuramento, delega, consenso specifico) e misure (es. misure di sicurezza, livelli di accesso differenziati, qualità dei dati) introdotte dal decreto, proprio a tutela dei pazienti, “non sono garantite in modo uniforme in tutto il Paese. Oppure sono esercitabili ed esigibili solo dagli assistiti di talune Regioni e Province autonome, con un potenziale e significativo effetto discriminatorio sugli assistiti”.
Per il Garante, unoltre, la disomogeneità rilevata “contraddice lo spirito della riforma del Fse 2.0 volta a introdurre misure, garanzie e responsabilità omogenee sul tutto il territorio nazionale, rischiando così di compromettere anche la funzionalità, l’interoperabilità e l’efficienza del sistema Fse 2.0″.
Il Garante conclude ricordando che “le violazioni nelle quali sono incorse Regioni e Province autonome, con diversi livelli di gravità e responsabilità, possono comportare l’applicazione delle sanzioni previste dal Regolamento europeo”.


