Ricette elettroniche Bdz, Fimmg: “Stop genera un vulnus informativo, urgente il ripristino”

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Roma, 7 luglio – La sospensione della possibilità di prescrivere in formato dematerializzato benzodiazepine (Bdz) e altri medicinali soggetti a particolari cautele, disposta dal Ministero della Salute a seguito della confusione generata dalla inadeguata comunicazione rivolta ai soggetti applicatori, “sta scaricando i propri effetti direttamente sulle spalle della medicina generale”.

A denunciarlo è Silvestro Scotti (nella foto), segretario generale nazionale della Fimmg, la Federazione italiana dei medici di famiglia spiegando che in ragione del ‘pasticcio’ “migliaia di medici di famiglia si trovano oggi costretti a ripetere ricette già regolarmente emesse e valide a norma di legge, con un aggravio di lavoro amministrativo che nulla aggiunge alla sicurezza del cittadino e molto sottrae al tempo di cura. Chiediamo che sia ristabilita con urgenza una data certa di ripristino di tale disponibilità, necessariamente preceduta da una comunicazione chiara e tempestiva ai medici prescrittori e ai farmacisti”.  Per Scotti  “non è accettabile che una misura di natura temporanea si traduca in un periodo di incertezza operativa senza orizzonte definito, sulle cui inefficienze finisce per pagare, ancora una volta, chi opera in prima linea sul territorio”.

Sulla questione  interviene anche Roberto Venesia, coordinatore nazionale dell’Area farmaco della Fimmg (nella foto): “Ciò che desta maggiore preoccupazione è che questa sospensione sembra non considerare il valore informativo delle prescrizioni quale elemento di arricchimento del Fascicolo sanitario elettronico del paziente”, introducendo il problema del rischio di un possibile vulnus informativo. “Oggi le ricette di questi farmaci non a carico del Ssn rischiano di non essere conosciute al medico che, ad esempio, consulti il Fascicolo: con conseguenti rischi di interferenze farmacologiche e di potenziamento di terapie assunte in emergenza. In altre parole — osserva Venesia — si rischia di privare il medico di un quadro completo e aggiornato dei medicinali che il paziente assume ordinariamente, proprio nel momento in cui la sanità digitale dovrebbe garantire il contrario: un professionista pienamente informato al servizio della sicurezza delle cure”.

“Comprendiamo pienamente la necessità di processi informati e funzionali alle norme e alle cautele da esse determinate”  chiarisce Scotti “a maggior ragione in una materia delicata come quella dei medicinali soggetti a rigorosa vigilanza. Ma non posso credere che questa attivazione temporanea non tenesse in altrettale considerazione l’interesse di cura del paziente. Non posso credere che si sacrifichi il diritto del cittadino a essere assistito da un medico pienamente informato, tramite il Fascicolo sanitario, dei farmaci che assume abitualmente”.

Scotti precisa quindi la posizione e la richiesta della Fimmg: “Si risolvano i problemi, se ci sono, ma lo si faccia in fretta. La salute dei nostri pazienti non può aspettare, così come non può attendere la semplificazione burocratica della medicina generale, che oggi” conclude il segretario nazionale del sindacato dei medici di famiglia “paga ancora una volta errori di altri, dovendo ripetere ricette già emesse a norma di legge e pienamente valide”.

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