Doping, i Carabinieri del Nas Trento scoprono un traffico di anabolizzanti, sette arrestati

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Roma, 28 giugno – Contestando i reati di traffico di anabolizzanti, alcuni dei quali considerati stupefacenti, con spedizioni effettuate in maniera capillare  in tutta Italia, i Carabinieri del Nas di Trento hanno dato esecuzione a sette ordinanze di custodia cautelare, di cui sei in carcere e una ai domiciliari, disposte dalla Procura della Repubblica di Bolzano.

A far scattare l’indagine è stata una segnalazione a seguito della rilevazione in alcuni giovani sportivi di tumori che in letteratura scientifica sono specificatamente provocati dall’utilizzo di sostanze anabolizzanti. Partendo da qui, i Carabinieri del Nas trento sono riusciti a individuare il principale indagato, un bodybuilder e personal trainer della palestra frequentata da entrambi i giovani, e hanno cominciato un’approfondita attività di indagine con la collaborazione dei carabinieri della Compagnia di Bressanone, conoscitori del particolare dialetto altoatesino parlato dall’indagato.

Le indagini, rese difficili dall’estrema cautela e attenzione dell’indagato, alla fine hanno tuttavia permesso di individuare il modus operandi del  personal trainer, che prendeva ordinazioni da clienti e poi ordinava per loro gli anabolizzanti, facendoglieli giungere come fermo posta presso una grossa catena di spedizioni, utilizzando nomi falsi tanto per il destinatario quanto per il mittente così da non permettere alcun riconoscimento né identificazione anche in caso di controllo. Il venditore bolzanino girava il tracking al cliente che seguiva il pacco in arrivo e si presentava a ritirarlo con la ricevuta sul telefono.

Nonostante tutte le cautele poste in essere dal sospettato e le difficoltà derivanti da una sua attività (lecita) di commercio di integratori consentiti, i militari del Nas, valutando provenienza, tempistiche di arrivo e peso degli stessi, hanno alla fine intercettato alcuni pacchi in cui rinvenivano varie sostanze anabolizzanti. E in un caso, seguendo il cliente e facendolo fermare da una pattuglia, hanno rinvenuto le sostanze appena caricate nel portabagagli.

La principale fonte di approvvigionamento di anabolizzanti per il Trentino Alto Adige, da alcuni elementi emersi dall’attività investigativa, risultavano essere a Roma. E qui, coadiuvati dai colleghi dei Nas della Capitale, i militari trentini hanno individuato una coppia, uomo e donna, che ogni giorno si recava all’ufficio spedizioni e inviava pacchi in tutta Italia (tra cui anche Bolzano) con nomi falsi, avvalendosi della complicità del titolare del negozio di spedizioni, consapevole della natura delle merce che spediva e dell’attività dei due, dalla quale anch’egli traeva beneficio economico.

Il mancato arrivo a Bolzano di alcuni pacchi spediti da Roma (dovuto proprio al sequestro dei Nas) hanno indotto il bodybuilder altoatesino a cambiare fornitore e città, rivolgendosi a Milano. In una vicenda via via sempre più intricata, fa il suo ingresso nella vicenda anche un altro protagonista, una sorta di coordinatore della attività che dopo alcuni pacchi “persi” tra Roma e Bolzano, decideva di provvedere personalmente, finendo inevitabilmente per essere a sua volta iscritto nella lista degli indagati, insieme a due suoi collaboratori che ogni giorno spedivano pacchi in tutta Italia sotto falso nome.

Acquisite concrete e concordanti evidenze di colpevolezza, l’autorità giudiziaria ha disposto sei ordinanze di custodia cautelare in carcere e una ai domiciliari. Durante l’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare sono state anche eseguite contestualmente 20 perquisizioni presso l’abitazione degli arrestati, le palestre bolzanine dell’arrestato altoatesino, abitazioni di amici e fidanzate degli arrestati che i carabinieri avevano ragione di credere fossero locali utilizzati per occultare il provento dell’attività criminosa, anabolizzanti e carte di credito intestate ad altri sui cui ricevere pagamenti.

I pacchi inviati da ciascun ”centro spedizioni” si aggirava sui 250 al mese e vien stimato dai carabinieri un introito mensile tra i 55.000 e i 65.000 euro.

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