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lunedì 15 Luglio 2024
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Mnlf: “Assistente del farmacista, proposta irricevibile e senza futuro. Perché insistere?”

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Roma, 8 luglio – Continua a far discutere la proposta di istituire una nuova figura professionale, l’assistente del farmacista, per far fronte al problema della carenza dei laureati in farmacia che da qualche tempo crea difficoltà alle farmacie aperte al pubblico, impedendo loro di mantenere gli organici su standard adeguati alle necessità del servizio.

A sostenere l’ingresso di una figura di supporto, “un tecnico che, sotto la supervisione del farmacista, può dispensare farmaci e servizi non in sostituzione o sovrapposizione del farmacista, ma in quanto braccio operativo del farmacista stesso”, per usare le sue stesse parole, è in particolare Luca Pieri, presidente di Assofarm, la sigla delle farmacie comunali, che ha reiterato la sua proposta nel corso dell’assemblea generale dell’associazione tenutasi rlo scorso 27 giugno a Napoli.

Nell’occasione – nell’intento palese di sostenere la necessità della nuova figura professionale –  il segretario generale di Assofarm Francesco Schito ha sostenuto che “il processo di medio periodo di realizzazione della Farmacia dei Servizi rischia di essere vanificato dalla mancanza di farmacisti al banco”. Come dire, usando altre parole, che, senza l’assistente del farmacista, il processo di trasformazione della farmacia in un piccolo hub di servizi sanitari sul territorio non si potrà fare. Un’evocazione cassandresca, insomma, che finisce – forse involontariamente ma inevitabilmente – per assumere il suono di una minaccia: “O si trovano soluzioni come l’assistente del farmacista, o viene giù l’intero castello dei servizi”.

Questa nuova e in qualche modo più muscolare (rispetto al passato) modalità argomentativa di Assofarm a sostegno dell’idea di un operatore “tecnico” di supporto che “può dispensare farmaci e servizi” in farmacia, continua però ad essere accolta da un fuoco di sbarramento di niet, soprattutto dalle sigle dei farmacisti non titolari e in ambito ordinistico (dove però è anche doveroso riferire  che si registrano ancora molti silenzi).

Particolarmente dura, ancora una volta, la reazione del Movimento nazionale dei liberi farmacisti, già in passato intervenuto a stigmatizzare la proposta di Pieri.

“Ci sfugge il motivo per cui si continua ad insistere su una proposta che non incontra il favore della maggioranza dei farmacisti italiani” scrive in un comunicato stampa il movimento presieduto da Vincenzo Devito (nella foto). “Questo non perché la maggioranza dei farmacisti italiani soffra di una forma avanzata di ‘gelosia professionale’, ma perché la maggioranza dei farmacisti italiani è a perfetta conoscenza di cosa accadrebbe nelle farmacie, cosa accadrebbe della professione e quale uso se ne farebbe di questa nuova figura ‘surrogata’.  Che – come esplicitato in passato da Mnlf – “finirebbe sostanzialmente per svolgere il ruolo che oggi svolge il farmacista senza averne i titoli”. 

Mnlf ribadisce che proposte come l’istituzione della figura dell’assistente del farmacista destano allarme, giustificato anche dal silenzio mantenuto dai vertici istituzionali della professione (“tranne rare eccezioni che renderemo pubbliche”, precisa la sigla dei liberi farmacisti nella sua nota).  E conferma di aver già mobilitato tutti gli associati al Movimento e a Culpi, la confederazione delle libere parafarmacie, per scendere in piazza “insieme ad altre associazioni” se si insistesse nel perseguire l’obiettivo di istituire la figura di “un professionista dotato di competenze tanto scientifiche quanto operative in grado di supportare il farmacista nell’attività al banco” (Pieri scripsit).

“Non vogliamo né il ‘farmacista light’ ‘il farmacista di serie B'”  torna a chiarire Mnlf, confermando il no senza se e senza ma a una proposta ritenuta irricevibile e senza futuro. “Farmacisti con meno diritti esistono già nelle parafarmacie e questo è già un grave vulnus per la categoria“.

La sigla dei liberi farmacisti liquida anche l’esistenza di figure consimili in altri Paesi, come l’Olanda, citata da Pieri a supporto della fondatezza della sua proposta: “L’esempio olandese non c’interessa, del resto si guarda sempre oltre frontiera quando fa comodo e mai quando è opportuno, come nel caso della Germania e la sua regolamentazione per le farmacie. Assofarm provveda a dare migliori condizioni ai propri dipendenti e si ricordi dei privilegi di cui gode prima di fare proposte ‘suicide’ a nome e per conto dell’intera categoria che non rappresenta”.

Il comunicato di Mnlf chiude con la richiesta di una “pubblica abiura” ai candidati alle ormai vicine elezioni per il  rinnovo dei vertici degli Ordini, invitati a manifestare ai colleghi la loro totale, inequivocabile opposizione alla proposta di introdurre la figura dell’assistente del farmacista, “che metterebbe la parola fine alla professione”.

Intanto, il Movimento dei liberi farmacisti  segnalerà all’Antitrust, per pubblicità ingannevole,  tutti i corsi a pagamento (offerti in particolare sulle piattaforme social) per diventare “assistente” o “coadiutore” di farmacia a pagamento, titoli privi di qualsiasi valore legale ma che – come ogni specchietto – possono attirare le allodole meno avvedute, soprattutto se all’interno della categoria c’è chi lascia intendere, proponendo l’istituzione, che quelle figure professionali potrebbero diventare realtà.

 

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